Omaggio a Chiara Fumai: da Guidocosta Projects a Torino la prima mostra dedicata all’artista dopo

Scomparsa ad agosto 2017 a soli 39 anni, Chiara Fumai è stata una delle artiste più rappresentative della sua generazione. La galleria, con la quale aveva cominciato a lavorare in esclusiva le dedica un sentito omaggio: una mostra a cui Chiara stava lavorando e che in questa occasione viene costruita nel dettaglio.

Chiara Fumai, in un lavoro del passato
Chiara Fumai, in un lavoro del passato

Alla personale “Nico Fumai: being remixed” che si inaugura il 4 novembre da Guidocosta Projects,  ci stava lavorando con il consueto rigore, prima cioè di consegnarsi definitivamente ai suoi fantasmi. Per Chiara Fumai, scomparsa lo scorso 16 agosto, si trattava di un ritorno alle origini, proprio a Torino dove, nel 2010, aveva presentato, agli esordi della carriera, una ‘artist lecture’ alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Soggetto della conferenza lo stesso Nico Fumai, esponente della italo disco negli anni Ottanta, nonché nome del padre dell’artista, ma in realtà un’identità ‘fake’, ante litteram, architettata  con quella professionalità intransigente e disciplinata che più tardi avrebbe trasferito ai suoi personaggi borderline, performer, spiritisti, medium, terroristi e ciarlatani. Aprendo di fatto una nuova fase dove l’azione performativa condotta attraverso sfibranti ‘reenactment’, riguardava personaggi esisti come la donna barbuta, Annie Jones, la medium Eusapia Palladino, la teosofista Madame Blavatsky, la terrorista Ulrike Marie Meinhof fino all’anarchica pasionaria Valerie Solanas che sparò a Andy Warhol nel 1968. Donne lucide, sofisticate antieroine, tenacemente assorbite da propositi femministi, rivoluzionari o deliranti ma anche fenomeni da baraccone come la famosa Zalumma Agra, riesumata dalle nebbie vittoriane in occasione di ‘Documenta’  Kassel 2012.

L’OMAGGIO A TORINO

Chiara le evocava con camouflage vocali, con magistrali e totalizzanti immedesimazioni, mixando documenti originali a contraffazioni visionarie. Per questo approdo torinese, nuovamente concentrata su Nico Fumai, personaggio gravato da familiari implicazioni psicanalitiche, stava percorrendo una strada meno performativa, virando verso una produzione manuale di gadget e parafernalia.  “Da quando aveva lasciato le altre gallerie per lavorare in esclusiva con me”, precisa Guido Costa, “aveva pensato ad una mostra che fosse conclusiva della sua storia artistica passata ma si aprisse anche al suo futuro.  Mi aveva colpito, anni fa, il lavoro su Nico Fumai, e così abbiamo immaginato di riprendere il tema, nato in versione performativa, per trasformarlo in oggetti  come se la vicenda del cantante si depositasse in una serie di memoriabilia. È stato, dunque, un ritorno alle origini, la chiusura di una circolarità, originata con Nico Fumai e con lui, purtroppo terminata”.
In mostra ci sono circa trenta pezzi, tra disegni esplosi in cornici asimmetriche, una grande installazione con LP e 45 giri che dan conto dell’intera discografia di Fumai, filologicamente prodotti secondo le indicazioni dell’artista e appesi in una sorta di anfiteatro che ne mostra il fronte e il retro, e un libro in teca a suggellarne la biografia musicale. “Non ci sono interventi postumi”, precisa Costa, “eravamo scesi nel dettaglio, mancherà solo il suo ‘wall drawing’ che avrebbe realizzato in situ. La mostra è bella, solare e molto moderna e ci rivela una Chiara diversa, gioiosa, quasi infantile, conquistata da un inedito piacere della manualità”.

Marilena Di Tursi

Chiara Fumai. Nico Fumai: being Remixed
Opening: 4 novembre ore 19
Guidocostaprojects
Via Mazzini 24, Torino

http://www.guidocostaprojects.com/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.