One Two Three Swing! L’installazione dei Superflex alla Turbine Hall della Tate Modern a Londra

È stata inaugurata a Londra in occasione della settimana di Frieze “One Two Three Swing!”, l’installazione realizzata dal collettivo danese Superflex per la Turbine Hall della Tate Modern. Attraverso un sistema di altalene messe in funzione dal pubblico, l’opera vuole combattere l’apatia che affligge la società di oggi attraverso le giocose oscillazioni generate dai fruitori.

Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern
Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern

Oscillazione, movimento ed equilibrio sono le condizioni fisiche, teoriche e politiche sottese a One Two Three Swing!, la giocosa installazione site specific realizzata dal collettivo danese Superflex per la Turbine Hall della Tate Modern a Londra. Un lavoro di grandi dimensioni che rientra nella programmazione della Hyundai Commission, il progetto artistico promosso dalla Tate grazie alla sponsorship con il colosso automobilistico Hyundai. Un accordo, quello tra l’istituzione museale londinese e l’azienda coreana, finalizzato alla produzione di opere artistiche di grandi dimensioni appositamente pensate per gli spazi dell’ex centrale elettrica oggi project space della Tate. L’intervento dei Superflex ha aperto la settimana di Frieze, e rimarrà visibile e “utilizzabile” dal pubblico fino al 2 aprile 2018.

L’IRRIVERENZA “PEDAGOGICA” DEI SUPERFLEX

Dopo aver ospitato l’installazione di Philippe Parreno nella precedente edizione della Hyundai Commission, lo scorso marzo la Tate ha annunciato che gli artisti invitati a confrontarsi con l’imponente spazio dell’hangar durante l’art week londinese di quest’anno sarebbero stati i Superflex, il collettivo fondato nel 1993 da Bjørnstjerne Christiansen, Jakob Fenger e Rasmus Nielsen. Irriverenza, sagacia e ironica leggerezza sono gli ingredienti con cui gli artisti danesi condiscono i loro lavori, installazioni e video con i quali esplorano e sovvertono le strutture sociopolitiche ed economiche dell’era contemporanea. Le opere dei Superflex – note come “tools”, strumenti – sono progettate per attirare ed essere attivate dal pubblico, una sorta di catalizzatori sociali e intellettuali che portano il fruitore a innescare riflessioni sulle contraddizioni del mondo di oggi. Tra i lavori più noti della crew, è del 2009 il video presentato alla South London Gallery in cui un ristorante McDonald viene tragicamente travolto dalle acque, una sorta di “memento mori” rivolto al noto brand internazionale.

Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern
Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern

LE OSCILLAZIONI SOCIALI INNESCATE DAI SUPERFLEX

Per la Turbine Hall della Tate, i Superflex hanno realizzato One Two Three Swing!, un sistema di altalene tenute insieme da un tubo di colore arancione. Concepita come una sorta di linea di montaggio per il movimento collettivo, l’installazione si aziona grazie alla partecipazione dei visitatori che, sedendosi sulle altalene, generano un movimento che attiva lo spazio e si protrae nel tempo. Attraverso la loro installazione interattiva, i Superflex invitano il pubblico a combattere l’accidia sociale attraverso l’azione collaborativa – in questo caso muoversi su un’altalena insieme a persone sconosciute –, con lo scopo di generare energia che possa scrollare l’indolenza e le crisi politiche, sociali ed economiche che affliggono la società. L’installazione si sviluppa in tre stati: apatia, produzione e movimento. Lo stato di apatia è rappresentato da un grande pendolo appeso al soffitto che oscilla su un tappeto di 770 metri quadrati che raffigura uno schema ispirato alla moneta britannica. Nella parte opposta dello spazio espositivo, è inscenato lo stato di produzione, rappresentato da una sorta di fabbrica che realizza e assembla le sedute delle altalene che, una volta pronte per l’utilizzo, vengono messe in movimento dalle oscillazioni e dal gioco dei visitatori. Le oscillazioni generate vibrano oltre lo spazio espositivo, diffondendosi all’esterno della Turbine Hall e, potenzialmente, propagandosi in tutto il mondo sottoforma di rinnovata energia sociale.

– Desirée Maida

Londra // fino al 2 aprile 2018
Superflex // One Two Three Swing!
Tate Modern – Turbine Hall
http://www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

  1. Luna park per adulti all’ennesima. Propongo anche il gonfiabile di saraceno, le giostre di Holler e il libro aperto di Jung per sentirsi tutti fighi, colti e consapevoli. E poi tutti alle aste a gonfiare i prezzi alla cazzo.

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