Musei e nuove tecnologie. Ecco i vincitori di Museum Booster, l’hackathon promosso dal MAXXI

La prima edizione della maratona digitale ha visto vincere il progetto ideato dal gruppo DEED. Si tratta di un bracciale che permette al visitatore di accedere ai contenuti audio avvicinando il dito al proprio orecchio e sfruttando la tecnologia bone conduction, ovvero la trasmissione sonora attraverso la conduzione ossea

Il gruppo DEED, vincitore di Museum Booster al MAXXI, Roma
Il gruppo DEED, vincitore di Museum Booster al MAXXI, Roma

Immaginate di andare a una mostra o di visitare un museo e non avere il pensiero di tenere tra le mani audioguide, mappe o brochure da consultare continuamente. Da questo spunto nasce il progetto che un gruppo di sviluppatori ha ideato in occasione della prima edizione di Museum Booster, l’hackathon promosso dal MAXXI in collaborazione con Groupama Assicurazioni con l’obiettivo di pensare e proporre prototipi di prodotti digitali che possano rinnovare l’esperienza del museo rendendolo più aperto, accessibile e accogliente.

Museum Booster al MAXXI, Roma
Museum Booster al MAXXI, Roma

UN PROGETTO PER MIGLIORARE L’ESPERIENZA MUSEALE

Get è il prototipo del progetto vincitore ideato da DEED, gruppo composto da Luca Gianfreda, Edoardo Parini, Emiliano Parini e Guido Porcaro. Get è un bracciale a trasmissione sonora che libera il visitatore da qualsiasi guida, mappa, supporto, consentendogli di accedere a contenuti audio di approfondimento semplicemente avvicinando il dito al proprio orecchio e sfruttando la tecnologia bone conduction, ovvero la trasmissione sonora attraverso la conduzione ossea. “È da tempo che lavoriamo sulle esperienze che l’utente fa grazie alla tecnologia e riflettiamo sull’eccessivo utilizzo e la dipendenza dagli smartphone”, spiegano i componenti di DEED, “e la semplicità della soluzione offerta dal nostro progetto è ‘Mettimi in tasca e goditi la mostra’. È stata una soddisfazione immensa aver vinto Museum Booster. Abbiamo partecipato perché con la nostra startup stiamo lavorando a differenti tipi di soluzioni nel campo Wearable e volevamo approfondire il tema museale per studiarne le possibilità. Da romani e imprenditori”, concludono i DEEP, “abbiamo affrontato la sfida unendo passione, lavoro e amore per la nostra città”. Il progetto è stato scelto da una giuria di esperti composta da Barbara Gasperini, Andrea Manieri, Alfredo Valeri, Prisca Cupellini ed Elena Pelosi con la seguente motivazione: “per l’utilizzo di una tecnologia capace di rinnovare l’esperienza del visitatore in modo dirompente rispetto al passato”. DEED riceverà il riconoscimento economico di 5mila euro per sviluppare il progetto con il sostegno del MAXXI, che ne diventerà luogo di sperimentazione per un anno.

L’APERTURA DEL MAXXI ALLE NUOVE TECNOLOGIE

Alla maratona, durata ben 34 ore e svoltasi tra il 21 e il 22 ottobre, hanno partecipato 11 gruppi per un totale di 56 professionisti nell’ambito dell’informatica – sviluppatori, programmatori, designer, maker, esperti di comunicazione e marketing, copywriter, data analyst, art director –, tutti accomunati dalla passione per l’arte, le nuove tecnologie e il digitale. “Museum Booster è un primo esperimento di cui siamo molto orgogliosi”, dichiara Prisca Cupellini, Responsabile Digital MAXXI. “La partecipazione, l’energia e le competenze messe in campo ci dimostrano quanto si possa fare per migliorare, innovare e trasformare attraverso la tecnologia, l’esperienza dei luoghi di cultura. Sperimentare per un anno il progetto vincitore negli spazi del MAXXI”, conclude Cupellini, “di certo contribuirà non solo a cambiare la percezione dell’offerta culturale del museo, ma anche il modo in cui le nostre proposte verranno elaborate”.

– Desirée Maida

Dati correlati
Spazio espositivoMAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
IndirizzoVia Guido Reni 4a - Roma - Lazio
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.