Mentre in Germania trionfa l’ultradestra simboli nazisti compaiono su un’opera a Skulptur Projekte

Si tratta della fontana di Nicole Eisenman, che era stata già sfregiata lo scorso giugno. L’episodio segue una serie di altri atti di vandalismo e danneggiamenti, anche se non legati a fenomeni di razzismo e intolleranza. Il team prende le distanze dall’episodio, mentre si tirano le fila di questi 100 giorni di Skulptur Projekte.

Nicole Eisenman, Sketch for a Fountain,Skulptur Projekte 2017
Nicole Eisenman, Sketch for a Fountain,Skulptur Projekte 2017

Sono stati 100 giorni intriganti, ma difficili per gli organizzatori di Skulptur Projekte 2017, la manifestazione che si tiene a Munster, in Renania Settentrionale- Vestfalia, e che il prossimo primo ottobre si appresta a chiudere in una atmosfera satura di domande. Skulptur Projekte (qui le immagini e il racconto dell’edizione in corso), che si tiene ogni dieci anni, è forse unica nel suo genere per questa sua capacità di registrare, grazie ad una periodicità così dilatata, i cambiamenti climatici, sociali e politici del tempo in cui è felice o costretta ad esistere. Nessuno avrebbe mai detto dieci anni fa, nel 2007, che ci saremmo ritrovati a vivere poco tempo dopo in un mondo così complesso, carico di tensioni e squilibri: il fallimento di Lehman Brothers, infatti, sarebbe stato reso noto solo un anno dopo. Ma tant’è, e in una Germania che si è svegliata con un trionfo alle urne dell’ultradestra – che nella vicina Assia ha guadagnato addirittura quasi il 12% delle preferenze – e con la caduta vertiginosa di Spd, anche l’arte contemporanea sta facendo i conti con il presente.

UN ATTO DI VIOLENZA

Mentre a Kassel, documenta 14 si chiude con una brutta polemica tra Governo locale, media e team curatoriale, di cui Artribune ha già raccontato, a Munster i problemi sono di altra natura. Nella notte tra il 22 e il 23 settembre, alla vigilia dell’election day, gli organizzatori hanno subito la vandalizzazione del bel lavoro di Nicole Eisenman (Verdun, 1965) Sketch for a Fountain, un insieme di cinque figure androgine realizzate in gesso e bronzo e raggruppate intorno ad una grande piscina. I vandali hanno disegnato con bombolette spray color blu svastiche e altri segni irrispettosi, che non hanno risparmiato nemmeno la vicina statua dedicata alla poetessa femminista del XVIII secolo Annette von Droste-Hülshoff, anch’essa sfregiata. “Siamo disgustati”, hanno commentato i membri dello staff, “entrambe le opere sono state sottoposte ad una forma di violenza fascista, una violenza che tutti- omosessuali, trans e intesex – devono affrontare ogni giorno nella loro vita quotidiana. Esprimiamo solidarietà alle persone di ogni razza, colore o identità sessuale e condanniamo fortemente questa propaganda violenta proveniente da ogni radicalismo di destra”. 

Koki Tanaka, Provisional Studies: Workshop #7 How to Live Together and Sharing the Unknown [Provisorische Studien: Workshop #7 Wie zusammen Leben und das Unbekannte teilen], © Skulptur Projekte 2017, Foto: Henning Rogge
Koki Tanaka, Provisional Studies: Workshop #7 How to Live Together and Sharing the Unknown [Provisorische Studien: Workshop #7 Wie zusammen Leben und das Unbekannte teilen], © Skulptur Projekte 2017, Foto: Henning Rogge

IL COMMENTO DELL’ARTISTA

L’artista avrebbe invece commentato su Facebook, secondo quanto riporta ArtNews“la mia opera è stata vandalizzata e imbrattata con una svastica. Hanno rotto le pompe della fontana. Questo, alla vigilia delle elezioni in Germania, in cui è scritto che l’AfD entrerà nel parlamento tedesco…Veri Nazisti nel Reichstag, per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. 

FURTI E DANNEGGIAMENTI DELL’EDIZIONE 2017

Ma non è la prima volta, in realtà, che l’opera di Eisenman subisce questo trattamento.
Già il 19 giugno una delle figure che compongono la sua fontana era stata seriamente danneggiata: alcuni ignoti ne avevano infatti rimosso la testa. L’oggetto non era mai stato ritrovato e un mese dopo l’artista aveva deciso di riparare l’opera in accordo con il team curatoriale. Questa atmosfera poco rassicurante non aveva risparmiato nemmeno il lavoro di Koki Tanaka (Tochigi, 1975): nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto 2017, una cospicua parte delle attrezzature tecniche necessarie al suo progetto, Provisional Studies: Workshop #7 How to Live Together and Sharing the Unknown, erano state rubate, costringendo la sede a chiudere temporaneamente. Sorte simile era toccata a Ei Arakawa (Iwaki, 1977).
Il suo Harsh Citation, Harsh Pastoral, Harsh Münster, era stato seriamente danneggiato nella notte tra il 17 giugno e il 18 giugno. Uno degli schermi che costituiva la grande installazione e che ricreava insieme agli altri dei quadri icona della storia dell’arte (da tele di Gustav Courbet a quelle del gruppo Gutai) era stato rimosso dal parco che lo ospitava per poi essere riparato nel mese di luglio.

Repairing of Ei Arakawa’s project, photo: Hubertus Huvermann
Repairing of Ei Arakawa’s project, photo: Hubertus Huvermann

L’OTTIMISMO DEGLI ORGANIZZATORI

È chiaro che non tutti gli episodi possono né devono essere ricondotti all’emergere di fenomeni di intolleranza come l’ultimo che ha visto ulteriormente danneggiata l’opera della Eisenman, quanto al disagio sociale e ad una diseducazione al rispetto dell’arte e alla cultura del bene pubblico. I fatti di Munster, inoltre, non hanno senz’altro alcuna correlazione con i protagonisti delle elezioni, ma certo il clima – quando colpisce l’arte per colpire i più deboli, gli indifesi, gli altri, le donne – non è veramente dei migliori.
Tuttavia, in una nota diramata alla stampa ad agosto, il team di Skulptur Projekte, commentando peraltro i risultati raggiunti nei primi due mesi della manifestazione, aveva minimizzato dichiarando: “l’arte negli spazi pubblici è sempre maggiormente esposta alle reazioni del pubblico. Dalla prima edizione di Skulptur Projekte sono state danneggiate opere quali la Giant Pool Balls di Claes Oldenburg (1977) o la Madonna di Katharina Fritsch nel 1987. Nel 1997, poche settimane dopo l’opening un’opera di Ian Hamilton Finlay scomparve, per essere ritrovata solo cinque anni dopo. Nel 2007 invece fu rubato il lavoro, poi ritrovato di Michael Asher. Gli incidenti legati a questa edizione possono essere motivati in vario modo: il (primo, ndr) danneggiamento della scultura di Nicole Eisenman è solo un caso di vandalismo, l’incidente legato all’opera di Ei Arakawa è senz’altro un furto d’arte, l’episodio legato al lavoro di Koki Tanaka è un caso di appropriazione indebita. Non abbiamo registrato un aumento di episodi di questo tipo rispetto al 2007”. 

– Santa Nastro

Munster// fino al 1 ottobre
Skulptur Projekte
Sedi Varie
https://www.skulptur-projekte.de/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.