Il negativo della storia. Una mostra al Mumok di Vienna denuncia le catastrofi della modernità

Parte l’art week di Vienna. Con due fiere, Parallel e Vienna Contemporary, ed una mostra al Mumok dal titolo “Natural Histories”. Che si estende e si diffonde in altri spazi della città, in una disamina che non assolve l’uomo nel suo rapporto complesso con la natura.

Candida Höfer, Zoologischer Garten Paris II (1997) © Candida Höfer, Bildrecht, 2017
Candida Höfer, Zoologischer Garten Paris II (1997) © Candida Höfer, Bildrecht, 2017

Mentre la Vienna dell’arte contemporanea ferve per l’apertura di ben due fiere,- la Vienna Contemporary e Parallel -, al Mumok, museo viennese locato nel MuseumsQuartier, si apre una mostra tematica dal titolo Natural Histories. È significativo il fatto che il titolo in inglese – adoperato anche dal curatore Rainer Fuchs insieme alla dicitura tedesca Naturalgeschichten – ricalchi perfettamente quello dell’enciclopedica opera letteraria Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (I sec.). In essa l’autore latino comprendeva le dinamiche del fare pratico e del sapere tecnico e scientifico della sua epoca, secondo uno svolgimento storico che è, appunto, nell’ordine della natura. L’evento artistico che viene proposto al Mumok tende a recuperare il senso pliniano della “storia naturale”, accogliendo l’ampiezza delle attività umane, per poi ricercarne gli effetti sociologici nel presente. Traces of the Political, seconda parte del titolo, chiede, invece, all’arte la capacità di porsi a confronto con la responsabilità delle scelte, soprattutto politiche.

UNA MOSTRA DIFFUSA

Realtà e ambizione di una mostra che in trasparenza pare essere una “tribunalizzazione della Storia”, la quale stavolta non è tanto disposta ad assolvere l’uomo, preferendo invece giudicarlo “oltre ogni idealizzazione idilliaca”, come spiegano gli organizzatori. Cosa possiamo cogliere, quindi, nel vedere una giraffa costretta a vivere in un illusorio spazio di libertà, in una modesta area limitata da muri massicci, sulla superficie dei quali è stata dipinta con realismo la Savana? Lo spiega un’opera di Candida Höfer, che impone una reazione negativa, divenendo simbolo esemplare di un’Africa devastata e depredata dal colonialismo. L’intero evento si scinde per occupare altri luoghi, tra cui lo spazio antistante il monumentale Natur-historisches Museum, tanto per rimanere in tema. Qui Mark Dion ha allestito una mostra molto critica composta da visioni macabre: s’intitola The Tar Museum. Nel suo insieme l’esposizione segue un andamento storico, proponendo opere a partire dalle neoavanguardie degli anni Sessanta, fino alla produzione artistica più recente. 30 gli artisti, provenienti da generazioni differenti; tra questi Josef Beuys, Hans Haacke, Alfredo Jaar, Mario Merz.

Vienna // dal 23 settembre 2017 al 14 gennaio 2018
Natural Histories. Traces of the Political
A cura di Rainer Fuchs
MUMOK
MuseumsQuartier
Museumsplatz 1
www.mumok.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.