Morto a Bologna, all’età di 81 anni, Concetto Pozzati. Era malato da mesi

Figura di spicco del panorama dell’arte contemporanea era docente, pittore e dal 1993 al 1996 assessore alla cultura della giunta bolognese. I funerali il 3 agosto all’Archiginnasio.

Concetto Pozzati, Cartolina della tortura
Concetto Pozzati, Cartolina della tortura

È morto a Bologna Concetto Pozzati, figura di spicco dell’arte contemporanea italiana. Nato nel 1935 a Vo’, Padova, scomparso il 1 agosto 2017, i funerali saranno celebrati il 3 agosto all’Archiginnasio. Malato da diversi mesi, Pozzati, pittore, insegnante, educatore, ha studiato nella città che ha sempre amato e poi a Parigi. Il suo curriculum, ricco di mostre importanti, vanta cinque partecipazioni alla Biennale di Venezia, la prima nel 1964, anno in cui partecipa anche a documenta a Kassel. Tra il 1993 e il 1996 è assessore alla cultura del Comune di Bologna. Insegna alle Accademie di Belle Arti di Urbino e Venezia, cattedra che viene successivamente ereditata da Emilio Vedova.

Concetto Pozzati (foto Vittorio Valentini)
Concetto Pozzati (foto Vittorio Valentini)

UN CURRICULUM INTERNAZIONALE

Il decesso è avvenuto nella sua casa bolognese a 81 anni. Figura poliedrica, dalla pittura a volte pop a volte surrealista, nel 1998 è direttore della Casa di Mantegna a Mantova. Partecipa a numerose mostre internazionali, quali la Biennale di Tokyo, la Biennale di Parigi, espone a Palazzo Grassi e alla Quadriennale di Roma. L’ultima partecipazione alla Biennale di Venezia è del 2009. Nel 2014 la Casa dei Pensieri gli assegna la Targa Volponi. Lo scorso anno, in forma smagliante, aveva partecipato ai Martedì Critici, la rassegna di critica d’arte condotta ed ideata da Alberto Dambruoso. Dell’evento, Artribune aveva pubblicato il video che riproponiamo qui, con l’obiettivo di celebrarlo. Una lunga carriera artistica, Pozzati si è formato fra Bologna e Parigi, scegliendo la pittura come sua forma espressiva prediletta e frequentando a Venezia quello che sarà il suo autentico maestro, Virgilio Guidi.

Targa Volponi a Concetto Pozzati from misticmedia on Vimeo.

L’esordio pittorico è caratterizzato da un approccio di tipo informale, gestuale e materico, per poi passare alla nuova figurazione che arriva a esiti originali vicini alla Pop-Art. Tra i protagonisti della Biennale di Venezia del 1964, edizione che ha consacrato la Pop Art americana, Pozzati “ricompone sulla tela una realtà che è allo stesso tempo familiare e metafisica, accattivante e straniante, fatta di oggetti aggregati tra loro, stilizzati o materici, decontestualizzati, ingranditi, assottigliati, inseriti in griglie geometriche, accesi da colori alterati e rivestiti di pattern fantasia”.

IL RICORDO DEL MAMbo

Ortogonale pom (1968), l'opera donata da Concetto Pozzati al MAMbo
Ortogonale pom (1968), l’opera donata da Concetto Pozzati al MAMbo

Anche il Museo MAMbo di Bologna, che gli ha dedicato una grande mostra tra il 2015 e il 2016, con un focus riguardante la presenza della sua opera nelle collezioni, lo ricorda.
“Dopo aver preso parte negli anni Settanta alla nascita della nuova Galleria”, scrivono dall’istituzione, “ha contribuito in maniera significativa ai suoi successivi sviluppi. Si devono a lui, come membro del primo direttivo, due campagne di acquisizioni portate avanti nel 1984, che hanno dato un decisivo impulso alla formazione della collezione permanente: la prima vide pervenire al museo, grazie alle donazioni di numerose figure di spicco del panorama artistico nazionale, oltre 400 opere su carta destinate alla creazione del gabinetto della grafica; la seconda garantì l’ingresso di una trentina di opere di molti fra i più rilevanti artisti italiani, alcune delle quali visibili e segnalate nell’attuale percorso espositivo. Come Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, dal 1993 al 1996, ha avviato il progetto della Manifattura delle Arti, con l’individuazione di un polo per le arti contemporanee e l’avvio di quelle che erano allora l’Istituzione Galleria d’Arte Moderna e l’Istituzione Cineteca di Bologna, nella loro autonomia”.

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.