I sette messaggeri dell’arte. A Milano

Marsèlleria, Milano – fino all’8 settembre 2017. Opere come tappe di un viaggio immaginario. Sullo sfondo: il racconto “I sette messaggeri” di Dino Buzzati.

Nico Vascellari, True Faith, 2016. Courtesy dell’artista e Codalunga. Foto Sara Scanderebech
Nico Vascellari, True Faith, 2016. Courtesy dell’artista e Codalunga. Foto Sara Scanderebech

Partito a esplorare il regno di mio padre, di giorno in giorno vado allontanandomi dalla città e le notizie che mi giungono si fanno sempre più rare. Sebbene spensierato – ben più di quanto sia ora! – mi preoccupai di poter comunicare, durante il viaggio, con i miei cari, e fra i cavalieri della scorta scelsi i sette migliori, che mi servissero da messaggeri”. Parte da qui, dal racconto I sette messaggeri di Dino Buzzati, la collettiva dall’omonimo titolo, ospitata da Marsèlleria.
Il testo parla di viaggio, esplorazione, di limiti da varcare, di un confine inesistente da raggiungere. Un testo importante, ricco di simboli. Difficile “architettare” una mostra senza cadere in un approccio squisitamente letterale da un lato, magico-mitico-mistico-immaginifico dall’altro.

Andrea Sala, La Latteria, 2017. Courtesy dell’artista e Federica Schiavo Gallery, Milano. Foto Sara Scanderebech
Andrea Sala, La Latteria, 2017. Courtesy dell’artista e Federica Schiavo Gallery, Milano. Foto Sara Scanderebech

UNA MOSTRA COME UN VIAGGIO

Difficile seguire la linearità del racconto. Piuttosto, ci si lascia trasportare da ogni singola opera come tappa di un viaggio che si fa personale, intimo, senza farci intimorire o condizionare dalla potenza del fascinoso racconto di Buzzati.
Calpestiamo 1 kg di terra di Lampedusa lasciandone tracce irrisorie per tutto lo spazio. Terra che Francesco Arena continua a portare noiosamente in giro per il mondo, come una divisa. Quella terra, così come l’opera, “evapora”, diventando un quasi niente. Corriamo verso il fondo, verso la fine, nella speranza di trovare quel confine, ma ci troviamo di fronte a un muro all’apparenza invalicabile. È una monumentale tenda di Francesco Simeti, che ci fa immaginare il proseguimento del percorso. È soltanto una cesura: una superficie che ci fa piombare in una dimensione magica. Un’overdose di colori, forme che scrutiamo con la lentezza dello sguardo quando riconosce e osserva la bellezza. E infine ci rifuggiamo nell’ultima tappa della vita: una funerea “cripta” con sette libri neri, esposti come in un museo di antichità. Un sacrale Monumento della Memoria (Sette Messageri) – questo il titolo dell’opera – di Paolo Canevari: un archivio che racchiude preziosamente la memoria, ma allo stesso tempo ci guida verso il futuro.

Francesco Arena, 1 kg di terra di Lampedusa in 175,49 mq, 2017. Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano. Foto Sara Scanderebech
Francesco Arena, 1 kg di terra di Lampedusa in 175,49 mq, 2017. Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano. Foto Sara Scanderebech

DA BUZZATI A ELIOT

Libri che ci fanno entrare in un mondo immaginario, che sconfinano. Libri che però sono chiusi su loro stessi. Le pagine nere ci inquietano. Usciamo facendo patrimonio della storia narrata da Dino Buzzati: l’eterna ricerca del figlio di un Re in un regno mai esistito. Ha scritto T. S. Eliot: “Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”.

– Daniele Perra

Evento correlato
Nome eventoI sette messaggeri
Vernissage05/07/2017 ore 19
Duratadal 05/07/2017 al 08/09/2017
AutoriFrancesco Simeti, Nico Vascellari, Francesco Arena, Paolo Canevari, Andrea Sala , Patrizio Di Massimo, Daniele Milvio
CuratoriAndrea Baccin, Ilaria Marotta
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoMARSÈLLERIA
Indirizzovia privata Rezia 2 - Milano - Lombardia
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.