Una mostra lampo. All’Istituto Svizzero di Roma

È durata pochi giorni, ma la mostra andata in scena all’Istituto Svizzero di Roma merita attenzione. A riprova del ricco palinsesto culturale messo a punto dalla sede capitolina.

Antonio Fiorentino, Opusimago (Il Giardino delle rimembranze), 2017. Photo © Simon d'Exéa
Antonio Fiorentino, Opusimago (Il Giardino delle rimembranze), 2017. Photo © Simon d'Exéa

La vita delle mostre temporanee d’arte contemporanea è breve. Brevissima quella di una recente collettiva curata da Giuliana Benassi all’Istituto Svizzero di Roma (negli spazi del giardino e della Dipendenza) e legata al testamento filosofico di Hannah Arendt, The Life of the Mind.
Accanto ai progetti di Pauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo e Marion Tampon-Lajarriette risulta incantevole il lavoro di Antonio Fiorentino, che propone una serie di ampolle nel giardino di Villa Maraini il cui volto diventa Opusimago (Il giardino delle meraviglie) per puntare l’indice sul divenire della materia. Nella zona più sotterranea della struttura (Sala Elvetica), la triarticolazione proposta da Federica Di Carlo è riflessione pungente sul mondo, frizione riflessiva sulla luce, sulla nefrologia che si fa spazio aperto a ogni fantasia, a una mente estesa che non smette di sperare.

Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoInscape Rooms / La vita della mente
Vernissage23/06/2017 ore 17
Duratadal 23/06/2017 al 24/06/2017
Generearte contemporanea
Spazio espositivoISTITUTO SVIZZERO
IndirizzoVia Ludovisi 48 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.