Il Centre Pompidou apre una sede a Shanghai nel West Bund

L’istituzione parigina ha siglato un accordo di collaborazione con il West Bund Art Museum, il distretto culturale che sta sorgendo a Shanghai. A partire dal 2019, un partenariato per mostre e scambi di consulenze.

Un rendering del futuro West Bund District
Un rendering del futuro West Bund District

Nell’ex area industriale di Xuhui, lungo il fiume Huangpu, dal novembre dello scorso anno si lavora alla costruzione del nuovo polo culturale, al cui interno sorgeranno il Long Museum, lo Yuz Museum Shanghai, lo Shanghai Center of  Photography e, appunto –  in funzione del memorandum d’intesa per avviare il progetto di cooperazione a lungo termine tra Francia e Cina entro il 2024 -, anche il Pompidou Centre Shanghai, all’interno del West Bund Art Museum.

APERTURE CINESI

Secondo quanto dichiarato da rappresentanti del cluster che finanzia la costruzione del nuovo West Bund, si tratta “il più alto standard di scambio culturale tra Cina e Francia sin qui siglato”, e comprenderà un calendario di oltre venti mostre ed eventi di vario genere, che la sede cinese del Pompidou ospiterà nei suoi spazi. Per contro, anche a Parigi avrà luogo una serie di progetti per diffondere la conoscenza dell’arte cinese contemporanea, come spiegato dalla direzione del Pompidou. Nello specifico, le mostre verteranno sullo scenario dell’arte contemporanea e si suoi sviluppi, fra XX e XXI Secolo. Ad affiancare l’attività espositiva, anche programmi di formazione e consulenze gestionali. Il progetto prenderà l’avvio ufficiale nel 2019, al momento dell’apertura al pubblico del nuovo distretto culturale. Il decentramento, porterà nelle casse del Centre Pompidou una somma pari a 1,5 milioni di Euro, in lena con il “canone” richiesto per operazioni del genere, ad esempio a Malaga. Il museo sta sorgendo al centro del Waterfront Public Open Space e occuperà una superficie di circa 25.000 metri quadrati. Il progetto della sede è stato realizzato dall’architetto britannico David Chipperfield, molto attivo in questi ultimi mesi.

Parigi, il Centre Pompidou visto dall'alto
Parigi, il Centre Pompidou visto dall’alto

UN PROGETTO DI AMPIO RESPIRO

Il West Bund, o Xuhui District sta sorgendo lungo il fiume Huangpu, su un’area di circa 9,4 chilometri quadrati nel corridoio fra il West Bund Media Port e lo Shanghai Dream Center. Oltre alle istituzioni culturali di cui sopra, sono previsti anche lo Shanghai Art Park e lo Start Museum.  Sta così prendendo forma un distretto culturale di primo piano, per la Cina ma anche per il resto dell’Asia. Entro la fine del 2020, è previsto anche il completamento del West Bund Media Port, che costituirà il nucleo strettamente commerciale dell’area, ospitando una serie di note aziende, fra cui Tencent, Hunan Television, Wonders Information e Yoozoo. Il progetto del distretto prevede una spesa di circa 3 miliardi di dollari, coperti in parte dal governo provinciale di Xuhui, e in parte dalla cordata di immobiliaristi riuniti nel West Bund Development Group.

IL PROLOGO DEL 2016

Dall’ottobre 2016 al gennaio 2017, lo Shanghai Exhibition Centre ha ospitato Masterpieces from the Centre Pompidou 1906-77, con settanta opere di Picasso, Duchamp, Matisse, Léger, coprendo un arco temporale che va dalla nascita dei Fauve all’apertura del Centro. Come ampiamente riportato dalla stampa cinese, la mostra ha riscosso un enorme successo, poiché il pubblico in Cina è molto interessato all’arte europea contemporanea e delle avanguardie, ed è stata un’occasione, nelle intenzioni della curatela di mostrare come un artista non sia solo, bensì faccia parte del più ampio panorama della storia dell’arte, in connessione, conscia o inconscia, con quanto gli accade intorno. E come molti di loro, a dispetto della fama che adesso li circonda, abbiano condotto un’esistenza non semplice, fra difficoltà di ogni genere. La mostra ha reso gli artisti “accessibili” ai visitatori, fossero essi esperti d’arte o semplici appassionati.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.