Tutte le Anime di Christian Boltanski a Bologna. Grande retrospettiva, dal MAMbo alle periferie

Al via a Bologna il grande progetto espositivo dedicato a Christian Boltanski, tra i massimi artisti viventi. Un progetto speciale che travalica le pareti del museo e coinvolge la città periferie incluse.

Christian Boltanski Billboards veduta / view, Bologna, 2017 Photo credit Matteo Monti
Christian Boltanski Billboards veduta / view, Bologna, 2017 Photo credit Matteo Monti

Tutto pronto a Bologna per il grande progetto espositivo, Anime. Di luogo in luogo, dedicato a Christian Boltanski (Parigi, 1944), tra i massimi artisti viventi. La mostra aprirà al pubblico il prossimo 26 giugno in varie sedi disseminate nella città. Si tratta della più grande retrospettiva dedicata in Italia all’artista francese. Un progetto speciale che travalica le pareti del museo MAMbo, che lo ha presentato, e coinvolge anche le periferie.

Christian Boltanski Anime. Di luogo in luogo veduta di allestimento presso / installation view at MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, 2017 Photo credit Matteo Monti
Christian Boltanski, Anime. Di luogo in luogo, veduta di allestimento presso / installation view at MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2017. Photo credit Matteo Monti

IL PROGETTO ESPOSITIVO

Definire Anime. Di luogo in luogo un’ampia retrospettiva è estremamente riduttivo. È lo stesso Danilo Eccher, curatore del progetto, a mettere subito in chiaro questo passaggio. “Si tratta di un disegno espositivo complesso”, spiega Eccher ad Artribune, “che non coinvolge solamente il MAMbo, ma anche l’Università, l’Accademia di Belle Arti e l’intera città”. Del resto il legame tra Boltanski, tra i massimi artisti viventi, e la città di Bologna è profondo e di lungo corso. “Quest’anno concorrono i 20 anni esatti”, continua Eccher, “dalla prima mostra antologica che nel 1997 Bologna dedicò a Boltanski e i dieci anni dalla grande installazione per le vittime della strage di Ustica, conservata nel Museo che di questo avvenimento storico porta il nome e la memoria”. Non è un caso che la mostra del MAMbo apra con “Coeur”, la grande installazione sonora che ripropone in una sorta di loop infinito i battiti del cuore dell’artista, collocata proprio nella prima sala all’inizio del percorso espositivo. “È l’omaggio di Boltanski a Bologna”, continua Eccher.

20 GRANDI INSTALLAZIONI

Per la mostra  il curatore e l’artista hanno scelto 20 grandi installazioni che invadono completamente lo spazio del museo e raccontano la ricerca di Boltanski attraverso le opere più significative degli ultimi trent’anni. Si parte dalle opere più famose come Monuments e Ombre per arrivare a quelle più recenti, come Animitas, video del 2016 realizzato nel deserto del Cile e poi replicato in Canada in inverno. Al MAMbo è in mostra la versione girata in Canada mai esposta in Italia.

Christian Boltanski Anime. Di luogo in luogo veduta di allestimento presso / installation view at MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, 2017 Photo credit Matteo Monti
Christian Boltanski, Anime. Di luogo in luogo, veduta di allestimento presso / installation view at MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2017. Photo credit Matteo Monti

LE ALTRE SEDI

Il percorso espositivo si articola in molteplici luoghi, anche le periferie, alla scoperta dell’opera di Boltanski. Oltre alla mostra antologica, è visibile l’installazione Réserve presso l’ex polveriera bunker nel Giardino Lunetta Gamberini, l’installazione performativa Ultima al teatro Arena del Sole e il progetto speciale Take Me (I’m Yours) all’interno dell’ex parcheggio Giuriolo. Il progetto è inoltre stato anticipato dall’intervento di arte diffusa Billboards con affissioni su cartelloni pubblicitari situati in zone periferiche della città.

IL PROGETTO PER USTICA

Come sottolineato da Eccher, il legame tra la città di Bologna e Christian Boltanski è  di lungo corso. Proprio a Bologna Boltanski ha realizzato uno dei suoi lavori più intensi e poetici, A proposito di Ustica, dedicato ad una delle pagine più drammatiche della storia del nostro paese. L’opera si trova all’interno Museo per la Memoria di Ustica. L’installazione permanente di Boltanski circonda i resti del DC9 abbattuto il 27 giugno 1980 mentre si dirigeva verso Palermo. 81 specchi neri, uno per ogni vittima della strage, riflettono l’immagine di chi percorre il ballatoio, mentre dietro ad ognuno di essi 81 altoparlanti sussurrano pensieri e frasi universali a sottolineare la casualità della tragedia, ma anche la sua fatalità. Le 81 vittime della strage sono ricordate attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono al ritmo di un respiro. Anime. Di luogo in luogo arriva a dieci anni esatti di distanza da quel lavoro e di quel lavoro è in qualche modo figlia. Tutta la mostra è, infatti, scandita dalle grandi installazioni ambientali che danzano sul senso della vita e della morte, sulla memoria personale e condivisiva, sul confine tra arte e mito.

– Mariacristina Ferraioli

Anime. 
Di luogo in luogo
a cura di Danilo Eccher
26 giugno – 12 novembre 2017
Bologna, MAMbo e varie sedi

Dati correlati
AutoreChristian Boltanski
CuratoreDanilo Eccher
Spazi espositiviMAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA, MUSEO PER LA MEMORIA DI USTICA - EX MAGAZZINI ATC, ARENA DEL SOLE
Indirizzo
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

3 COMMENTS

  1. Che il ricordo della Shoah debba rimanere indelebile, chi lo potrà mai negare?
    Ma una insistenza così amplificata, specie di accanimento culturale-terapeutico, può solo far innescare reazioni opposte e contrarie al progetto iniziale, pur giusto e legittimo.

  2. D: Perché hai scelto come immagine la tua faccia?
    R: In realtà non è un immagine ma una voce. Un immagine la riconosci subito e l’archivi immediatamente in un angolo del tuo cervelletto dimenticandola quasi subito. Invece un immagine di cui non comprendi immediatamente il significato diventa un pensiero o meglio una voce che rimbalza tra i tuoi neuroni e produce pensiero. Una voce che ti dice “Ma chi cazzo è quello? Perché sta lì? Che minchia significa?” Perché la mia faccia? Cercavo un’immagine forte che non si dimenticasse una vera faccia da cazzo, così ho pensato che meglio della mia non ce ne fossero in circolazione e quindi ho preso la decisione. https://uploads.disquscdn.com/images/3b35158b35ea7028355cbf3324fbeec64e0b5f414e2ae755bf6cb81ed3d8a90d.jpg

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