Riparte Onufri, la mostra internazionale di Tirana. Col curatore italiano Gaetano Centrone

Centrone ha partecipato a una open call e la sua proposta ha convinto la commissione giudicatrice. Ma come sarà la sua mostra? Lo ha raccontato ad Artribune: matura e femminile.

National Gallery of Arts Tirana
National Gallery of Arts Tirana

Viene dalla Puglia il curatore della mostra dell’Onufri Prize, promossa dalla National Gallery of Arts di Tirana diretta da Artan Shabani. La scorsa edizione, curata da Fani Zguro, si era distinta per la partecipazione di artisti come Tomas Saraceno, Regina José Galindo, Rä di Martino, Dora Garcia, tra gli altri. Il progetto, giunto alla sua 23. edizione, ha indetto una open call internazionale per curatori, con l’obiettivo di selezionare la migliore proposta per l’esposizione che si terrà tra dicembre 2017 e gennaio 2018. A spuntarla, Gaetano Centrone, critico e curatore, da sempre interessato alle intersezioni tra Italia, Albania, Malta e più in generale il Mediterraneo. Ma come sarà il suo progetto? Non c’è ancora una selezione degli artisti definitiva al momento, ma ci sono delle linee guida tracciate dal curatore, accettate dalla commissione giudicante. “L’idea è quella di riservare una sala per artista”, ha raccontato Centrone, raggiunto da Artribune. “La sfida ulteriore è quella di rientrare, per affinità elettive, nello spirito delle Biennali internazionali, in una sorta di manifestazione all’insegna della speranza, per segnare una rottura con il segno negativo”.

UNA MOSTRA FEMMINILE E MATURA

“Il problema che si pone oggi è quello di ridefinire una cultura comune, materiale e spirituale, una ‘coscienza mediterranea’ in mancanza di un’unità politica, economica o religiosa. Una coscienza del Mediterraneo che indubitabilmente pone l’Albania quale Paese tra i protagonisti dello scambio a livello globale, in un mare che dalla notte dei tempi ha rappresentato lo scambio par excellence”. La mostra si ispira ad Onufri, iconico pittore ortodosso e arciprete di Elbasan, attivo nel XVI secolo nel sud dell’Albania e nel sud-ovest della Macedonia. Il suo lavoro era caratterizzato da influenze post-bizantine e veneziane e da soggetti paesaggistici, ritratti e raffigurazioni di chiese. Diversamente dalla Bjcem – Mediterranea 18, inaugurata nella capitale albanese lo scorso maggio e dedicata esclusivamente agli under 35, la mostra di Centrone si muove in un range d’età molto più ampio, dai 30 ai 60, scegliendo la fase matura della vita di un artista, senza limiti di formato o di tecnica. “Altra considerazione aggiuntiva, a latere eppure importante ai fini della scelta, sarà la considerazione di genere. Non sarà requisito fondamentale, ma ci impegneremo a essere attenti, per bilanciare il largo predominio maschile in questo campo nei secoli, a valutare le presenze femminili più rilevanti e degne di attenzione”.

– Santa Nastro

National Gallery of Arts Tirana
Bulevardi Dëshmorët e Kombit, Tirana
1001
Albania

http://galeriakombetare.gov.al 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.