Iginio De Luca rompe gli argini. Dieci anni di blitz a Roma

AlbumArte, Roma – fino al 14 luglio 2017. Accerchiati da una miriade di azioni performative. “Riso Amaro” è un vortice irruento e coinvolgente in cui ironia e indignazione si cedono il passo l’un l’altra, di continuo.

Mai inerme Iginio De Luca (Formia, 1966). Ardua l’impresa di rinchiuderlo in una galleria per dare testimonianza delle sue denunce, dei suoi blitz provocatori. Spazio allora a un itinerario serrato e caotico lungo dieci anni, con un’infinità di supporti che affolla le sale ed evoca emozioni, stimolando l’attenzione. Si è sopraffatti. Dagli audio, dai video, dalle foto, dall’installazione in neon e dalle bandiere elettorali che rendono il visitatore partecipe e lo accompagnano per strada. Lo spazio della galleria si espande. Notte, giorno, litorale laziale, Campidoglio, Macro senza direttore, cartoline da Arcore con un ben noto direttore. Impossibile il distacco emotivo. Quando si offre il fianco alle suggestioni visive e sonore e ci si abbandona alla visionarietà e all’impegno, si è destinati a concedere loro anche la vittoria.

Raffaele Orlando

Evento correlato
Nome eventoIginio De Luca - Riso Amaro. Dieci anni di blitz
Vernissage14/06/2017 ore 18,30
Duratadal 14/06/2017 al 21/07/2017
AutoreIginio De Luca
CuratoreClaudio Libero Pisano
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoALBUMARTE
IndirizzoVia Flaminia 122, 00196 - Roma - Lazio
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Raffaele Orlando
Raffaele Orlando è nato a Benevento nel 1986. Sannita con influenze magnogreche maturate a Napoli durante gli anni di studio, archeologo con interessi per la museologia e la scrittura creativa. Ha svolto attività di progettazione mostre e percorsi museali alla Reggia di Caserta grazie al bando MiBACT “150 giovani per la cultura”. Oggi vive e lavora a Roma con l'obiettivo di ricostruire aspetti della vita quotidiana in antico e nella contemporaneità.
  • Pino Boresta

    Voglio una Biennale!
    Arsenale della Biennale di Venezia 8 giugno 2007.
    Cronistoria:
    Questo è quello che ho scritto ad un amico dopo uno dei primi ArtBlitz:
    Ciao caro mi ha fatto piacere incontrarti a Venezia. Non so se anche tu avrai sentito come me tutte le lamentele sul padiglione italiano. Le solite ed immancabili, come ogni volta certo! Ma quando io dicevo che non sarebbe cambiato niente, a tutti quelli che lamentandosi volevano solo strumentalizzare l’assenza del padiglione italiano, avevo ragione o no? Chi se lo ricorda ora? Possibile che non esistono artisti validi e meritevoli che avrebbero potuto esporre al posto dei soliti noti, forse bravi? A chi piacciono, ma non certo meritevoli di partecipare a 3 biennali consecutive quando ci sono artisti ben più meritevoli che non trovano mai il pertugio giusto. Come vedi è sempre la stessa storia, non importa quello che fai, ma bensì chi hai l’opportunità di frequentare. È per questo che quest’anno ho fatto una performance abusiva all’Arsenale che ho documentato anche con delle foto. Sono salito in cima ad un’alta scala e ho gridato “Voglio fare anche io una Biennale, voglio una Biennaleeee, voglio una Biennaleeeee, voglio una Biennaleeeee, voglio una Biennaleeee” . Rifacendo il verso al grande Ciccio Ingrassia, che impersonava un folle, che sale in cima ad un albero e strilla “Voglio una donnaaaa, Voglio una donnaaaa, Voglio una donnaaaa,” nel famoso film di Federico Fellini “Amarcord”, ho ritenuto opportuno dire così la mia.
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