Tra violenza e reclusione. Eduardo Basualdo in Brasile

Galeria Luisa Strina, San Paolo – fino al 17 giugno 2017. La prima galleria di arte contemporanea di San Paolo del Brasile, ospita “CasiNo” e “Sentido Único”, due mostre dell’artista argentino Eduardo Basualdo.

Eduardo T. Basualdo. CasiNo. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont
Eduardo T. Basualdo. CasiNo. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont

All’inizio degli Anni ‘40 il poeta austriaco Stefan Zweig diceva di San Paolo: “Nessuna città in Brasile e pochissime nel mondo possono essere paragonate quanto a violenza della propria crescita con questa, la più ambiziosa e dinamica delle città”.
Questa violenza, quanto mai attuale in Brasile, ha delineato il paesaggio della città attraverso vincoli fisici come recinzioni e fili spinati e, complici le sue rappresentazioni mediatiche e cinematografiche, ha creato un immaginario di pericolo e insicurezza attorno agli ambienti urbani.
Eduardo Basualdo (Buenos Aires, 1977) con i suoi lavori esplora i rapporti tra gli individui e lo spazio che abitano. L’installazione CasiNo, creata appositamente per questa mostra nella prima sala della galleria Luisa Strina, riflette infatti il carattere di incertezza e paura della metropoli brasiliana. In un ambiente controllato e familiare appaiono elementi aggressivi ed estranei, perturbanti per la loro innaturalità, come Round Piont, in cui una freccia è fissata allo spigolo di un tavolino. Altre armi appaiono accennate e mimetizzate: coltelli tra oggetto e disegno (Llama) e intagliati nel legno grezzo (Filhos de ferro), un grande bersaglio proiettato sulla parete (Sin Aliento) suggerisce che la galleria stessa possa diventare un poligono di trio.

Eduardo T. Basualdo. CasiNo. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont
Eduardo T. Basualdo. CasiNo. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont

VIOLENZA E NEGAZIONE

Altre opere alludono alla violenza tramite la sua negazione: pannelli protettivi di vetro temperato creano divisioni fittizie nello spazio continuo della sala o si appoggiano semplicemente alla parete determinando barriere inutili. Torre richiama le recinzioni dei condomini borghesi della città, tipicamente costruiti in stili classici e quindi particolarmente decontestualizzati e stranianti, oltre che estremamente introversi e chiusi rispetto all’intorno. Sul fondo della sala alcune sbarre chiudono l’angolo tra le pareti e il pavimento (No aquí). Emerge un altro elemento che definisce il carattere perturbante dell’installazione: la confusione tra ambiente protetto e ambiente escluso. Le opere di Basualdo sorprendono perché mettono in discussione la nozione di oggetto e quella di contesto e il riferimento alla violenza aumenta il loro carattere inquietante: lo spettatore è nello spazio protetto o in quello escluso, selvaggio e violento? E ancora, dove sta il confine tra protezione e gabbia? Refugio, un ambiente claustrofobico ricavato all’interno di una parete in compensato, trasmette precisamente questa sensazione e questi dubbi.

Eduardo T. Basualdo. Sentido Único. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont
Eduardo T. Basualdo. Sentido Único. Exhibition view at Galeria Luisa Strina, San Paolo 2017. Photo Edouard Fraipont

L’UOMO E L’UNIVERSO

La seconda sala della galleria è dedicata a Sentido Único, un progetto realizzato alla Fondazione Jumex, Città del Messico, nel 2010. Questa esposizione, curata originariamente da Adriano Pedrosa, si concentra su viaggi, cartografie e movimento. Disegni intimi a penna (La permanencia) e sculture-bambola che rimandano a ricordi di viaggio infantili si rapportano con complessi macchinari che creano rotazioni perpetue di fili di rame, spade, fuoco o oggetti irregolari, i quali ricordano corpi celesti, pianeti e asteroidi. Nella sala buia si illuminano piccole lampadine unite da un delicato intrico di fili di rame. La giustapposizione di immagini intime e moti astrali ci fa interrogare sul rapporto dell’uomo con l’universo. Sentido Único però, affiancato a CasiNo, è anche una riflessione sul modo in cui l’uomo esterna le sue paure. I dubbi del nostro subconscio sull’identità e il nostro posto nel cosmo si palesano con manifestazioni irrazionali e isterie socialmente accettate. Forme concrete di delirio collettivo e latente che costruiscono l’ambiente claustrofobico e irrazionale di CasiNo.

Federico Godino

San Paolo // fino al 17 giugno 2017
Eduardo T. Basualdo. CasiNo | Sentido Único
GALERIA LUISA STRINA
Rua Padre João Manuel 755
www.galerialuisastrina.com.br

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AutoreEduardo Basualdo
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Federico Godino
Nato a Genova nel 1993, laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Coltiva insieme alla sua passione per le arti l’interesse per altre culture con esperienze di volontariato indipendente in Uganda e di studio in Mozambico. A Milano ha lavorato nell’ambito della progettazione architettonica e specialmente in quella di interni. Attualmente vive a San Paolo del Brasile seguendo un percorso di specializzazione tra architettura alla FAU e arte all’ ECA.