Dopo Cina e Corea lo star-gallerist Emmanuel Perrotin va alla conquista del Giappone

Pronta ad essere inaugurata la sede di Perrotin a Tokyo con una mostra dell’artista francese Pierre Soulages. E già si parla di nuova capitale dell’arte contemporanea

Galleria Perrotin Tokyo
Galleria Perrotin Tokyo

Se ne parla da mesi e finalmente la tanto declamata apertura di Emmanuel Perrotin a Tokyo è arrivata. Il prossimo 7 giugno la sede giapponese della galleria aprirà i battenti con una inaugurazione in grande stile. Situata nel quartiere alla moda di Roppongi, a breve distanza dal Mori Art Museum e dal National Arts Center, la galleria si trova al piano terra della Piramide Building, edificio di lusso che ospita anche la Wako Works of Art, l’Ota Fine Arts e la London Gallery. Lo spazio espositivo di circa 130 mq è stato progettato da André Fu, giovane promessa dell’architettura internazionale, che ha firmato anche il progetto della sede di Hong Kong. La mostra inaugurale punta, non senza furbizia, sull’ultra novantenne Pierre Soulages conosciutissimo in Giappone e vincitore anche del Praemium Imperiale nel 1992, il più prestigioso riconoscimento giapponese per le arti assegnato ogni anno dalla famiglia imperiale.

L’ORIENTE NON È SOLO CINA

L’apertura di una nuova sede a Tokyo di una delle gallerie più potenti ed influenti del pianeta segna una passaggio nella geografia mondiale del mercato dell’arte. Se fino agli anni ‘80 il Giappone era il secondo mercato più attivo nella compravendita di opere d’arte contemporanea dopo gli Stati Uniti, negli ultimi anni ha vissuto un costante declino a favore di economie più aggressive sui mercati, Cina in primis. La scelta di Perrotin segna un’inversione di tendenza, o meglio un’apertura su nuovi mercati perché se è vero che la Cina resta un colosso inarrivabile dal punto di vista del volume di affari, è pur vero che l’Asia non è solo la Cina e il bacino di utenza da conquistare è potenzialmente enorme. L’ex enfant prodige del mercato dell’arte francese è stato tra i primi ad intuirlo. Ed è un dato di fatto che rispetto a molti colleghi Perrotin punti moltissimo sull’Asia. Tra i primi ad arrivare ad Hong Kong nel 2012, subito dopo l’acquisto e il conseguente rilancio da parte di Art Basel dell’Hong Kong International Art Fair, Perrotin ha aperto uno spazio anche a Seul nel 2016 in una location mozzafiato situata proprio di fronte alla residenza del presidente sudcoreano. La scelta di Tokyo come terza sede in Asia della galleria è motivata da un mercato in forte espansione e dal fatto di rappresentare Takashi Murakami, l’artista giapponese più famoso al mondo, considerato in patria una vera e propria star.

LE BIG ALLA CONQUISTA DELL’ORIENTE

Il numero di gallerie internazionali che scelgono di aprire un avamposto in Asia è da cinque anni a questa parte in crescita costante. La metà resta Hong Kong. Insuperabile per i vantaggi che la metropoli rappresenta rispetto ad altre capitali mondiali dell’arte. Hong Kong è, infatti, un porto franco che non presenta alcun tipo di tassazione per l’importazione e l’esportazione dell’arte né per la vendita ed ha un potere d’acquisto tra i più forti di tutto il continente asiatico. Inoltre, non esiste la censura e la sua politica economica è più liberale rispetto a Pechino o Shanghai. L’inglese, infine, come seconda lingua ufficiale facilita notevolmente i rapporti commerciali l’Occidente. Attratti dalle grandi potenzialità del posto, in pochissimi anni hanno inaugurato una sede big galleries come Gagosian, Zwirner, De Carlo, White Cube, lo stesso Perrotin. Siamo certi che l’apertura in Giappone della più potente galleria francese segnerà un passaggio e il probabile futuro arrivo di altre big a farle compagnia.

Mariacristina Ferraioli

Galerie Perrotin
Piramide Building
6-6-0 Roppongi Minato-Ku
Tokyo 106-0032 
www.perrotin.com

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.