Osservatorio curatori. Zoe De Luca

In questa tappa di ricerca dei nuovi talenti della curatela italiana torniamo a Milano, dove Zoe De Luca, nata a Conegliano nel 1989, produce, elabora e vive. Un profilo indipendente che oltre a occuparsi della curatela di mostre, come “Assulâ”, tenutasi lo scorso giugno da The Workbench e incentrata sulle contraddizioni del paesaggio italiano, ha fondato Diorama Editions.

Laura Feral In The Well. Curated By Siliqoon. Exhibition view at Macao, Milano 2016. Photo Marco Cappelletti
Laura Feral In The Well. Curated By Siliqoon. Exhibition view at Macao, Milano 2016. Photo Marco Cappelletti

Il primo episodio ad avermi avvicinato all’idea di curatela, intesa come atto di studio e creazione, probabilmente risale all’infanzia. Passavo ogni giorno di fronte a una casa dalla cui facciata emergeva una minuscola serra, in cui una signora anziana coltivava una notevole collezione di cactus raggruppati per tipo e allineati per altezza. Era spesso alle prese con l’ennesimo cambio di disposizione dei vasi, per assecondare i cambi di stagione e l’arrivo di nuove talee, l’orlo del grembiule puntualmente impigliato in qualche cresta. Altre volte, soddisfatta dell’ultima maniacale composizione, si faceva largo verso l’angolo in cui c’era una sedia a sdraio, per ammirare l’impeccabile e spinoso display che affollava lo spazio. Il fascino per questa passione, così specifica e devota, ha certamente influenzato il mio approccio quando ho capito che l’arte era ciò con cui volevo confrontarmi. Mi sono trasferita a Milano a diciannove anni per studiare: due anni dopo, nel 2011, con tante idee e pochi mezzi ho fondato Diorama Magazine, un progetto editoriale indipendente. Nata come pubblicazione monotematica, mi ha consentito di fare ricerca, produrre contenuti e modellarne la visione d’insieme, lavorando in parallelo a micro mostre, workshop ed eventi. Il progetto ha unito l’interesse per l’editoria all’esercizio curatoriale, permettendomi di crescere, rapportandomi con un team eterogeneo e collaborando con persone e realtà differenti.

EDITORIA E DINTORNI

Questa continua interazione con l’ambiente artistico nel 2016 è culminata in Panorama, primo libro pubblicato dalla neonata Diorama Editions, fondata con il supporto di Mirko Rizzi e Marsèlleria. Si tratta di un’antologia di sessanta studio visit con creativi di base a Milano; questa edizione ha permesso non solo l’inquadratura di questo zeitgeist, ma anche un riavvicinamento alle rispettive progettualità che spesso, rimbalzando da un opening all’altro, si tende a non approfondire. Seguire la produzione è parte integrante del mio lavoro dal 2014, quando con Andrea Magnani ho iniziato a lavorare a Siliqoon, art label dedicata a residenze d’artista, produzioni e mostre. Il nostro lavoro consiste prevalentemente nel creare un network tra artisti internazionali, aziende artigiane, entità istituzionali e indipendenti, spingendo ogni elemento a mettersi in discussione, esplorando nuove possibilità. L’intenzione è di spostarci in luoghi più decentrati, sia in Italia che all’estero, ampliando la raggiera di collaborazioni e sperimentando nuovi progetti; ne è un esempio Qway, pubblicazione digitale che nel suo primo numero si è focalizzata sul Planetcare.

Panorama (Diorama Editions)
Panorama (Diorama Editions)

NATURA E CULTURA

L’ecologia è un tema che mi ha sempre affascinato: di recente mi sono interessata alle teorie di Gilles Clément, i cui scritti mi hanno portato a varie riflessioni sul binomio natura/cultura e all’influenza reciproca tra l’arte contemporanea e l’era antropocentrica in cui gravita. Lo scorso giugno a Milano ho curato Assulā, collettiva in cui gli artisti si confrontavano con il tema del paesaggio italiano, analizzando peculiarità e dinamiche che danno forma all’immaginario collettivo; questo progetto è stato poi portato a Torino sotto forma di talk e a Firenze sotto forma di workshop, tema New Ecologies. Questa ramificazione contestuale è un aspetto fondamentale del mio lavoro, che spesso si basa sulla potenzialità, sull’incastro tra ricerche e pratiche differenti: l’ibridazione è un concetto che mi ha sempre spinta a creare connessioni anacronistiche, dialoghi tra pratiche non comunemente affini e spazi terzi tra reale e digitale.

a cura di Dario Moalli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #35

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Dario Moalli
Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello della musica, recentemente ha collaborato con deerwaves.com e con mescalina.it.