Tutte le mostre della Biennale Democrazia di Torino. Da Gian Maria Tosatti alle gang metropolitane

Fondazione Merz, Scuola Holden e Film Commission Torino Piemonte sono le nuove sedi della quinta edizione di questo ciclo di incontri su temi civili e politici. Che si sposta in periferia e vira decisa sull’arte.

Gian Maria Tosatti, Histoire et destin-New Men's Land (Star), 2016
Gian Maria Tosatti, Histoire et destin-New Men's Land (Star), 2016

Torna dal 29 marzo al 2 aprile Biennale Democrazia – la manifestazione voluta dalla Città di Torino che, per prima in Italia, ha proposto analisi e discussioni sui temi civili e politici, attraverso un serrato programma di incontri e dibattiti – con una quinta edizione ricca di novità. A partire proprio dalla veste grafica, con l’immagine guida disegnata dal duo artistico torinese Botto e Bruno – che da anni lavora alla valorizzazione lirica delle aree suburbane – a sottolinearne un cambio di passo. Infatti, per l’edizione 2017, Biennale Democrazia si estende al di là del centro storico, tradizionalmente luogo naturale della manifestazione, coinvolgendo tre nuove sedi più periferiche – o semplicemente decentrate – come la Fondazione Merz, la Scuola Holden e la Film Commission Torino Piemonte, che ne ospiteranno altrettante mostre, tutte in linea con il tema di quest’anno, Uscite d’emergenza.

DALLA JUNGLE ALLE CITTÀ

La Fondazione Merz, per esempio, parteciperà con il progetto Corpi attraverso i confini: memorie dell’Europa di oggi per riflettere su una delle crisi del nostro tempo – la condizione dei migranti – attraverso l’allestimento di Melina Mulas e il coordinamento espositivo di Luisa Passerini, fatto di interviste, filmati, disegni e fotografie, raccolti in Italia e Olanda. Film Commission Torino Piemonte, invece, sarà lo spazio deputato alle arti visive della rassegna, ospitando la mostra Esodi e Conflitti, Il Diritto alla Speranza: una documentazione sulle conseguenze dei conflitti nel mondo che mette a confronto il progetto artistico di Alessandro Bulgini e Gian Maria Tosatti sulla Jungle di Calais, con quello fotogiornalistico di Fabio Bucciarelli e Diego Ibarra Sánchez in diversi luoghi di guerra ad alto rischio; gli incontri con i due artisti e i due fotoreporter sulle rispettive esperienze; e un ciclo di documentari sulle emergenze del presente, come quello dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio sul campo rom di lungo Stura a Torino. Infine, la Scuola Holden ospiterà il percorso dedicato alle città, analizzate come il luogo in cui nascono e crescono nuove culture, anche criminali, nella mostra Gangcity: un viaggio per immagini attraverso miti, riti e simboli delle gang metropolitane.

www.biennaledemocrazia.it