Top & flop dall’art week bolognese. Le 5 cose migliori e le 5 peggiori che abbiamo visto

Fiere d’arte fra luci e ombre, nuovi musei che spiccano il volo e musei storici che steccano l’appuntamento bolognese più caldo dell’anno, mostre che sorprendono e altre che deludono. Ecco il giudizio della redazione di Artribune

Martino Genchi al Museo Medievale (foto Irene Fanizza)
Martino Genchi al Museo Medievale (foto Irene Fanizza)

TOP

Martino Genchi al Museo Medievale
Una mostra di scultura contemporanea che si integra in modo efficace all’interno delle sale del Museo Medievale. Le opere di Martino Genchi (Milano, 1982) evocano i danneggiamenti, i vuoti e le parti mancanti dei reperti medievali e a partire da queste suggestioni costruiscono un dialogo formale di grande intensità. Un progetto intelligente e molto coraggioso (complimenti al conservatore!) che sta portando molta attenzione su un piccolo museo gioiello della città

Bologna, Fruit 2017 (foto Irene Fanizza)
Bologna, Fruit 2017 (foto Irene Fanizza)

Fruit Exhibition
Edizione numero 5 per Fruit Exhibition, la fiera specializzata in editoria che, anche quest’anno, ha colpito nel segno. Ospite di Palazzo Re Enzo, la rassegna ha visto protagonisti un centinaio di microeditori, il 20% dei quali stranieri, ampliando gli orizzonti e dedicando spazio anche al game design e alla fotografia

Ali Kazma, Household Goods Factory, 2008, still da video. Collezione MAST, Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milano
Ali Kazma, Household Goods Factory, 2008, still da video. Collezione MAST, Courtesy of the artist and Francesca Minini, Milano

MAST
Grande coerenza, grande qualità, grande cura e grande livello, sempre costante. Il MAST è così e la mostra che ha accolto i visitatori durante la settimana di Arte Fiera conferma tutto. Da non perdere, come sempre

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena
Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli
Una collezione sterminata, un programma ambizioso, una location che è un gioiello architettonico: sono le premesse che ci portano a includere la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli di San Lazzaro di Savena nella top list, anche se l’apertura ufficiale della neonata istituzione è prevista per il prossimo anno. Nell’ex Spazio Simon Gavina, i Cirulli metteranno in scena il meglio della “cultura materiale” italiana del secondo Novecento, spaziando dalla pittura al design industriale

Oltreprima alla Fondazione del Monte (foto Irene Fanizza)
Oltreprima alla Fondazione del Monte (foto Irene Fanizza)

Oltreprima alla Fondazione del Monte
Il rapporto tra pittura e fotografia è il fulcro tematico attorno a cui ruota questa piccola ma preziosa mostra allestita nelle sale della Fondazione del Monte. Curata da Fabiola Naldi e Maura Pozzati, l’esposizione mette insieme un pugno di opere di grande qualità, di cui molte inedite o viste pochissimo. In un percorso che comprende giganti come Richter e Baldessari e artisti più giovani come Flavio Favelli, Alessandra Spranzi e Giuseppe De Mattia

FLOP

Arte Fiera, Bologna
Arte Fiera, Bologna

Arte Fiera
Ingiusto giudicare il lavoro di Angela Vettese dopo così pochi mesi. La sua prima edizione vera e propria sarà quella del gennaio 2018. Epperò questa Arte Fiera 2017 non è apparsa all’altezza tra tante gallerie importanti non all’appello e troppe cadute di stile in entrambi i padiglioni

Simona Gavioli e Alice Zannoni, direttrici di SetUp Contemporary Art Fair, Bologna 2017  (foto altrospaziophotography.com)
Simona Gavioli e Alice Zannoni, direttrici di SetUp Contemporary Art Fair, Bologna 2017  (foto altrospaziophotography.com)

SetUp
SetUp Contemporary Art Fair deve cambiare. Tutte le rassegne con un sapore “off”, alterantivo, giovane soffrono se ripetute più volte nello stesso spazio. Succede a fiere-mito come Liste, figurarsi a Bologna. Necessario qualche cambiamento, possibilmente di location

Inside Brazil alla Basilica di Santo Stefano
Inside Brazil alla Basilica di Santo Stefano

Inside Brazil
La mostra collettiva dedicata a 5 artisti brasiliani a Santo Stefano ci è sembrata davvero sconcertante. Delle due l’una: o artisti e opere non erano all’altezza e allora non si dovevano mettere in mostra in un luogo così straordinario come il chiostro, oppure – se c’erano opere di qualità – non andavano allestite in quel modo, con bislacche pannellature bianche opache che umiliavano sia i lavori contemporanei sia il patrimonio storico alle loro spalle

P-Art-Y, Palazzo Bernaroli, Bologna (foto altrospaziophotography.com)
P-Art-Y, Palazzo Bernaroli, Bologna (foto altrospaziophotography.com)

Palazzo Bernaroli
Da Salvator Dalì a Nico Vascellari passando per decine di altri artisti. Sempre con opere non indimenticabili, sempre con un allestimento discutibile, sempre con quell’atmosfera più da lounge bar che da seria mostra d’arte. E in effetti l’operazione P-art-Y era più questo appunto: un party, un locale notturno dove prenotarsi (possibile riservare anche un tavolo, sic.) per la serata. Il tutto organizzato da una società che si occupa di eventi aziendali. Le opere, più che altro, arredamento per tutto ciò

Jonas Burgert al MAMBo
Jonas Burgert al MAMBo

MAMBo
Se l’operazione a Casa Morandi con Ornaghi e Prestinari è stata interessante, mettendo a confronto due artisti contemporanei, in maniera leggera e discreta, all’ex forno non è mancata qualche perplessità. La mostra di pittura di Jonas Burgert non era forse il modo migliore per presentarsi in uno dei momenti più importanti dell’anno per il museo bolognese. Approccio eccessivamente commerciale e presenza ingombrante di supergallerie. Si attendono gli esiti del bando per il nuovo direttore, senz’altro arriveranno nuove energie

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