Violette dallo spazio. Marta Ravasi a Milano

Fanta Spazio, Milano – fino al 12 marzo 2017. La prima personale dell’artista d’adozione svizzera si presenta netta e fragile. Un richiamo lanciato tra pochi dipinti di piccole dimensioni, per raccontare il vuoto attraverso il mondo delle cose.

Marta Ravasi, Violette di Marte. Exhibition view at Fanta Spazio, Milano 2017. Courtesy of the Artist & Fanta Spazio, Milano. Photo Roberto Marossi
Marta Ravasi, Violette di Marte. Exhibition view at Fanta Spazio, Milano 2017. Courtesy of the Artist & Fanta Spazio, Milano. Photo Roberto Marossi

Entrando in Fanta Spazio, il continuum di sovresposizione della luce e di giustapposizione dei colori è un indizio immediato, ritrovabile a ogni distanza dello sguardo. Violette di Marte, la prima personale di Marta Ravasi, reagisce immobile, al di là di ogni devitalizzazione o di ogni stadio di purificazione della realtà. Livellamenti di pennellate, che creano uno spazio vuoto, trasformano e traducono quel che rende invisibile cose visibili e viceversa, conferendo trasparenza a oggetti dotati di una superficie luminosa attraverso cui tutto il resto scorre, accade e arriva a una fine. Cigni di panna montata, autoritratti di tavolozze, insegne old British e spazi cromatici assorbono la luce per segnare le ore di giorni e notti che non appartengono più al mondo. Nessuna struttura visiva, preposta all’allargamento di scala dei soggetti, aiuta lo sguardo a raggiungere frammenti infinitesimali dello spazio, ammorbidito da una calma intensa, che dissolve tutto nell’aria.

Ginevra Bria

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.