L’artista di Reykjavik ha scelto di rappresentare un viaggio e la produzione artistica di due troll. Il progetto che va avanti dal 2008 si concretizzerà in una grande installazione interattiva

Un padiglione decisamente eccentrico, quello che l’artista Egill Sæbjörnsson ha scelto di proporre per la Biennale di Venezia, come rappresentante del suo paese. L’artista islandese, nato nel 1973 a Reykjavik, ha reso noto infatti che metterà in mostra due troll, Ugh e Bõögâr, artisti anche loro: intitolato Out of Controll il progetto, del quale non si conosce ancora la sede, sarà curato da Stefanie Böttcher, direttore della Kunsthalle Mainz in Germania. I troll sono creature fantastiche della tradizione culturale islandese che vivono, nascoste all’uomo, nei paesaggi lavici lunari disseminati in tutto il paese. La credenza circa la loro esistenza, insieme a quella degli elfi e delle fate, è molto forte in Islanda, radicata anche nelle saghe, anche se molto difficilmente viaggiando per il Paese troverete qualcuno disposto a parlarvene apertamente come farà Sæbjörnsson in Biennale.

TROLL E MOSCHEE

Il progetto si realizzerà poi in un’imponente installazione interattiva. Secondo la leggenda personale dell’artista e il suo Trollbook, egli avrebbe incontrato Ugh e Bõögâr nel 2008: questi l’avrebbero successivamente seguito in tutto il mondo, fino al suo studio a Berlino, dove avrebbero poi lavorato insieme in coworking; il viaggio delle creature alte 36 m si potrà seguire sia sul sito dell’artista che su Instagram. Non è la prima volta che questo popolo così ironico e disinvolto si presenta alla rassegna lagunare con una mostra stravagante e controversa: due anni fa infatti lo svizzero Christoph Buchel per il padiglione islandese trasformò temporaneamente una chiesa veneziana in una moschea. Se ne discusse lungamente con aspre polemiche che portarono infine alla chiusura della chiesa di Santa Maria della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio, dopo solo dieci giorni. La questione finì nei tribunali, con richieste di rimborsi e discussioni che durarono mesi. Certamente la mostra di Sæbjörnsson desterà meno diatribe e avrà il grande merito di portare lo spettatore nel genius loci islandese (con grande seguito tra i nerd).

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.