Italiani in trasferta. Rossella Biscotti (con Kevin van Braak) a Belgrado e Lubiana con una mostra diffusa

Tre mostre tra Belgrado e Lubiana per la coppia Biscotti-van Braak, uniti dal rapporto tra arte, memoria, politica e società con l’architettura e dalla ricerca sul dissolvimento delle ideologie nel mondo contemporaneo

Rossella Biscotti e Kevin van Braak, Salon MSUB, Belgrado (foto Srđan Ilić)
Rossella Biscotti e Kevin van Braak, Salon MSUB, Belgrado (foto Srđan Ilić)

Triplo appuntamento per l’italiana Rossella Biscotti in coppia con l’olandese Kevin van Braak, che da dicembre a marzo viaggiano in tourneé tra Belgrado e Lubiana. In Serbia i due artisti sono infatti in mostra, fino al 23 gennaio, in un progetto curato da Zoran Erić al Salon del Museo di Arte Contemporanea cittadino e al Museum of Yugoslavia – Casa dei fiori. In Slovenia, invece, si fermeranno alla Škuc Gallery della Capitale, dal 3 febbraio al 3 marzo, in una mostra che affianca alla curatela di Erić quella di Vladimir Vidmar. La collaborazione tra i due artisti va avanti da circa dieci anni: cominciata a Cape Town nel 2005, mettendo come unico comun denominatore la relazione tra storia e memoria nell’architettura, a partire dall’analisi del contesto politico e sociale, per rappresentare la dissoluzione delle ideologie nelle diverse società.

T COME TRADUZIONE, T COME TITO
Enigmaticamente intitolata “T”, la mostra presenta una serie di parole importanti che cominciano con questa lettera, significative nella pratica dei due artisti: tempo, trasformazione, traduzione, totalitarismo, ma può assumere anche altri significati. Il pubblico di Belgrado aveva già avuto occasione di conoscere il lavoro dei due artisti attraverso la serie Josip Broz Tito, prodotta nel 2014 nell’ambito del grande progetto internazionale La violenza invisibile. Gli artisti avevano realizzato sette cubi in bronzo i cui materiali e peso corrispondevano a quelli di altrettanti ritratti di Tito, opera dello scultore jugoslavo Antun Augustinčić (1900-1979). Dragan Srdic, artista di Belgrado, aveva recuperato queste sculture, piuttosto malconce, in un cantiere in demolizione e le aveva usate in un suo progetto, poi esposto nella mostra La lezione di anatomia presso il Centro Culturale di Belgrado nel 2000. Facendo riferimento al lavoro di Srdic, Biscotti & van Braak hanno, quindi, sottolineato l’importanza della mediazione artistica e del ripensamento continuo sui temi della memoria e dell’identità.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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