Paradossi Made in Italy. Ivana Spinelli a Bologna

Galleriapiù, Bologna – fino al 14 gennaio 2017. L’attività produttiva italiana rappresenta la materia d’indagine di Ivana Spinelli. Impegnata in una codificazione visiva di norme e comportamenti in ambito lavorativo.

Ivana Spinelli, La zattera (Salario minimo contro livello di povertà)
Ivana Spinelli, La zattera (Salario minimo contro livello di povertà)

La sensibilità della Galleriapiù (ex Oltredimore) di Bologna verso le ricerche neo-concettuali incentrate su problematiche sociali e politiche si è recentemente confermata con la personale di Ivana Spinelli (1972), autrice che, attraverso installazioni e disegni, ha inteso riflettere sulle dinamiche produttive del Made in Italy e sui paradossi che lo (de)regolano. Nelle opere esposte presso la galleria bolognese, Ivana Spinelli riutilizza strumenti statistici e legislativi come dispositivi di attivazione mentale, ponendoli direttamente nell’ambiente e mettendo brutalmente sotto gli occhi del fruitore la sintesi del dato e la logica del processo produttivo. La codificazione è al centro della poetica dell’artista: norme e comportamenti del soggetto lavoratore vengono tradotti in schemi visivi essenziali per catturare con rapidità l’attenzione di chi guarda.

Pasquale Fameli

Bologna // fino al 14 gennaio 2017
Ivana Spinelli – Minimum
GALLLERIAPIÙ
Via del Porto 48
051 6449537
[email protected]
www.gallleriapiu.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/57755/ivana-spinelli-minimum/

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Pasquale Fameli
Pasquale Fameli (1986) è dottore di ricerca in Arti visive performative e mediali presso l’Università di Bologna. Professore a contratto presso il Dipartimento di Beni Culturali e assegnista di ricerca presso il Dipartimento delle Arti dello stesso ateneo, svolge le sue ricerche nell’ambito della storia, della teoria e della critica d’arte contemporanea. Specializzato in Beni storico artistici, è responsabile scientifico del Centro Arti Opificio Siri di Terni. Ha preso parte a numerosi convegni scientifici nazionali e internazionali, ha curato mostre presso varie istituzioni museali e gallerie private italiane e ha pubblicato saggi in libri, cataloghi e riviste scientifiche. I suoi interessi vertono attualmente sulle pratiche artistiche degli anni Settanta, sulle esperienze verbo-visive del secondo Novecento e sui rapporti tra arte e nuovi media.