Nuvole e cristallo. La galleria Fischer rivive a Düsseldorf

Tra installazioni, sculture e materiale d’archivio, rivivono nel Museo di Stato tedesco 50 anni di storia dell’arte contemporanea. Merito di una donna, Dorothee Fischer.

Wolke & Kristall - exhibition view at Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf 2016
Wolke & Kristall - exhibition view at Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf 2016

200 opere di 40 artisti per quasi 50 anni di attività: così si apre l’ultima maestosa mostra del Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, che celebra l’acquisizione da parte del museo dell’intera collezione di Konrad e Dorothee Fischer, la coppia di galleristi che ha fatto la storia dell’arte contemporanea nell’allora Repubblica Federale Tedesca e non solo. Era l’ottobre del 1967 quando la galleria aprì i battenti in Neubrückstrasse 12, ai confini dell’Altstadt, la città vecchia. Allora Konrad Fischer, o meglio Konrad Leug, come amava farsi chiamare, era ancora un giovane pittore, diplomatosi pochi anni prima alla Kunstakademie di Düsseldorf insieme agli amici Gerhard Richter e Sigmar Polke. Fu su suggerimento di Alfred Schmela, altro importante mecenate della città, che Fischer, sostenuto economicamente dalla moglie Dorothee, all’epoca professoressa di storia dell’arte, decise di dar vita a uno spazio tutto suo, che recasse l’impronta di una nuova forma espressiva: non più l’Espressionismo Astratto di Pollock e Rothko, ma l’arte minimalista e concettuale di Sol LeWitt, Ellsworth Kelly e Frank Stella.

Jim Lambie, Turntable,2004
Jim Lambie, Turntable,2004

LA STORIA
Grazie all’aiuto dell’amico Kasper König, allora direttore del Museo Ludwig di Colonia, entrò in contatto con i nomi emergenti della scena newyorkese – Carl Andre, Richard Long, Bruce Nauman – ai quali non chiese di esporre le loro opere finite, bensì di svilupparle in loco sulla base dello spazio espositivo. Per questo, ma anche per la cura con cui riceveva i suoi artisti – ospitati a casa propria – e per una comunicazione “sovversiva” – poca attenzione ai cataloghi, ma inviti artigianali fatti su misura – la galleria Fischer divenne in pochissimi anni un polo artistico di richiamo internazionale. Il primo a esporre, con la sua ormai leggendaria 5×20 Altstadt Rectangle, fu proprio Carl Andre, che con la sua Wolke & Kristall // Blei Leib Leid del 1997 (288 cubi di piombo per metà sparsi e per metà ordinati in un quadrato) dà il nome alla mostra attuale.

Wolke & Kristall - exhibition view at Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf 2016
Wolke & Kristall – exhibition view at Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf 2016

IL PRESENTE
Nelle due sale al K20 Grabbeplatz, l’edificio più imponente dell’intero complesso museale dell’NRW, gli ambienti della galleria Fischer sono fedelmente riprodotti. Se all’ingresso si è subito accolti dalla luce al neon rosa di Dan Flavin, l’ala sinistra è dominata da Hanne Darboven, con le sue ripetizioni matematiche e il suo idiosincratico sistema di registrazione del tempo, del ricordo e dell’esperienza. Al centro, invece, campeggia Bruce Nauman con la sua celebre installazione site-specific Six Sound Problems for Konrad Fischer, 1968, in cui a una sedia posta nel mezzo della sala è collegato un nastro che gira in loop e che riproduce ogni giorno un suono diverso tratto dalla vita della galleria; e poi, ancora, le cartoline e le scatole in legno con cui On Kawara rivendica ossessivamente la sua esistenza, gli aghi di pino stesi a terra di Richard Long, le tende a righe di Daniel Buren, gli Achrome di Manzoni, l’Arte Povera di Merz e Kounellis e l’iconografia disturbante di Gilbert & George. Accanto ai “grandi”, non mancano poi scultori di nuova generazione come Juan Muñoz, Thomas Schütte e Paloma Varga Weisz, lanciati in Europa dai Fischer a partire dagli Anni Ottanta. Esposta anche la fitta corrispondenza con gli amici Carl Andre, Bruce Nauman e Sol LeWitt, una piccola parte dell’immenso archivio che Dorothee Fischer ha donato al museo e che, a partire dal 2017, sarà reso accessibile al grande pubblico in formato digitale. La donazione si unisce così alla collezione vera e propria per una mostra che non solo ripercorre 50 anni d’arte contemporanea, ma che incarna anche lo spirito visionario di una Germania che, ieri come oggi, è terra di possibilità. Del resto, lo diceva anche Nauman: “Konrad Fischer made things possible”.

Marta Milasi

Düsseldorf // fino all’8 gennaio 2017
Wolke & Kristall – La Collezione Dorothee e Konrad Fischer
a cura di Anette Kruszynski
K20 GRABBEPLATZ – KUNSTSAMMLUNG NORDRHEIN-WESTFALEN
Grabbeplatz 5
+49 (0)211 8381204
[email protected]
www.kunstsammlung.de

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Marta Milasi
Marta Milasi è autrice ed editor-in-chief dell’e-commerce al femminile mysecretcase.com, per il quale cura delle rubriche settimanali su UrbanPost, Marie Claire, Donna Moderna e Lahar Magazine, tra gli altri. Scrive di arte, design ed illustrazione su Polkadot e MilanoFree ed insegna scrittura creativa presso alcune associazioni culturali di Milano. Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano con una tesi su Dostoevskij, ha iniziato a guardare film d’autore a 5 anni e non ha più smesso. Oltre al cinema, ama l’arte contemporanea, le arti grafiche, i romanzi russi e le poesie italiane. Non se la cava affatto male con la musica, di cui è ottima conoscitrice.