Barack ti amo. Rob Pruitt dedica 3mila dipinti ad Obama, uno per ogni giorno di mandato presidenziale

Tanti pannelli della stessa misura da esporre giustapposti, come una tappezzeria biografica. O agiografica. Ognuno preso da una fotografia scattata al presidente in ogni giorno della sua amministrazione

Rob Pruitt, The Obama Paintings, foto Rob Pruitt - Gavin Brown
Rob Pruitt, The Obama Paintings, foto Rob Pruitt - Gavin Brown

Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato uno statista molto misurato, molto intellettuale, qualcuno di cui avremmo potuto essere orgogliosi“. È un amore appassionato e incondizionato, quello che Rob Pruitt – fra gli artisti mid career di maggior successo negli States e non solo, se è vero che, giusto per fare un esempio, nel 2009 Massimo De Carlo aprì uno spazio temporaneo a Londra a Heddon Street con una sua mostra personale – dichiara per Barack Obama, il presidente che l’ormai prossimo 21 gennaio 2017 consegnerà le chiavi della Casa Bianca al successore Donald Trump. Un amore che sfocia quasi nell’ossessione, a guardare The Obama Paintings, l’opera – ma sarebbe più corretto parlare di Odissea creativa, di mantra pittorico – che ora si avvia alla conclusione: 3mila dipinti, uno per ogni giorno di mandato presidenziale di Obama, formalizzati in tanti pannelli della stessa misura da esporre giustapposti, come una tappezzeria biografica. O agiografica. Ognuno preso da una fotografia scattata al presidente in ogni giorno della sua amministrazione: quasi tutte le mattine, con rare eccezioni, Pruitt si svegliava e dipingeva il pannello del giorno: “ma non mi interessano più di tanto i grandi momenti della vita amministrativa“, dice Pruitt. “Mi piace ritrarre immagini dell’uomo nei suoi momenti anche privati, più reali, in contemplazione, sul campo da golf, a passeggio in giardino, con il collo aperto della camicia bianca”. Il ciclo, già esposto “in itinere”, anche al Museum of Contemporary Art di Detroit, sarà messo in vendita a qualche istituzione una volta completato, il mese prossimo…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.