Nudo che sale le scale. Rosy Rox performa a Napoli

Tracce di talco liquido sono apparse sull’imponente Scala Filangieri di Montesanto, a Napoli. Le ha lasciate Rosy Rox nella sua ultima performance, a chiusura del progetto Quartiere Intelligente.

Rosy Rox – Monumento di Passaggio - performance alla Scala Montesanto, Napoli 2015
Rosy Rox – Monumento di Passaggio - performance alla Scala Montesanto, Napoli 2015

Uno squarcio bianco che si aggrappa al tempo e alla vuota inconsistenza del reale, una ascesa catartica che spinge lo sguardo al di là del puro e visibile accadere quotidiano, un passaggio delicato e muto che lascia una labile traccia, una scossa emotiva, un dolce – impalpabile – terremoto psichico.
Monumento di Passaggio, l’ultima performance di Rosy Rox organizzata sull’imponente Scala Filangieri di Montesanto (nel palinsesto del progetto Quartiere Intelligente di Napoli), apre un nuovo scenario sul tessuto instabile della città, su una bretella urbana che diventa, per l’occasione, ambiente simbolico attraverso il quale l’ottuso solipsismo dell’uomo contemporaneo lascia il posto all’indispensabile pluralità di gesti, all’aggregazione, alla collettività.
In abito bianco, quasi a ricordare le antiche feste del perdono e dell’indulgenza, l’artista avvia una catartica ascesa (accompagnata dalla Symphony of Sorrowful Songs di Górecki e dal video Borderline) lasciando, al suo passaggio, le fragili tracce – come non ricordare i memorabili versi di Satura che Montale dedica a Drusilla Tanzi? (“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio”) – di un gesto che, lo suggerisce Adriana Rispoli, curatrice dell’evento, apre “una ferita urbana”, una riflessione tangibile sul corpo della metropoli, sui suoi abitanti e sulle mille meraviglie (a volte dimenticate o trascurate) che la compongono.

Rosy Rox – Monumento di Passaggio - performance alla Scala Montesanto, Napoli 2015
Rosy Rox – Monumento di Passaggio – performance alla Scala Montesanto, Napoli 2015

Facendo propri alcuni espedienti caratteristici della danza Buto – il biancore e l’alternarsi di movimenti lenti ne sono alcuni – l’artista propone, così, per chiudere gli eventi del Maggio dei Monumenti 2015, un viaggio nei territori della friabilità, della delicatezza, dell’instabilità, dell’inconsistenza, dell’insicurezza quotidiana, per scrivere con un talco liquido (ecologico e removibile) la leggerezza della natura umana.
Atto irresistibile di denuncia, erosione dell’erotismo e, assieme, evasone dall’eroismo, Monumento di passaggio non è soltanto la prima performance urbana di Rosy Rox, ma anche un primo lavoro corale – organizzato con gli studenti del corso di Tecniche Performative (Accademia di Belle Arti di Napoli) – che sposta l’indice da un piano individuale a uno di ordine polifonico e disegnare, sulle scale, un abbraccio, un incontro, un appuntamento che il tempo lentamente consuma.

Antonello Tolve

Rosy Rox – Monumento di Passaggio
a cura di Adriana Rispoli
QUARTIERE INTELLIGENTE
Scala Montesanto-Filangieri – Napoli
[email protected]
www.quartiereintelligente.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/45474/rosy-rox-monumento-di-passaggio/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.