Ascoltando Maria Lai. Autoritratto in forma di racconto

Un lungo racconto, un intreccio di favole, di sogni, di memorie affettive. Maria Lai è il suo viaggio tra immagini e parole. In ricordo di un’artista straordinaria, nel giorno della sua scomparsa.

Maria Lai

Si è spenta oggi, all’età di 93 anni, Maria Lai (Ulassai, 27 settembre 1919 – Cardedu, 16 aprile 2013). Straordinaria artista sarda, narratrice, poetessa del verso e dell’immagine, tessitrice di favole e di memorie commosse, cantrice del paesaggio, della terra e dell’orizzonte, intrecciò i fili di una biografia scandita da segreti, segni, corrispondenze, frammenti di natura. Artista per urgenza di narrare.
Il libro era il suo piccolo teatro intimo, in cui scolpiva pagine di saggezza e di candore: collezioni di libri da svelare sottovoce, intessuti, sfogliati, offerti, trasfigurati. Facendo e disfacendo, seguendo la linea delle mille storie: linea come contorno delle cose, linea di ogni muro, crepa o fenditura, linea del tempo e del racconto, linea dell’ordito e della trama, linea tra cielo e mare, linea tra vivere e morire, linea di finestre dischiuse, linea del corpo nello spazio, linea come scrittura. E poi, in principio, linea che separa (o connette) ogni isola dal mare.

Maria Lai, Le parole imprigionate, 2008, filo su tela
Maria Lai, Le parole imprigionate, 2008, filo su tela

LA TRAMA, L’ASCOLTO

E le cose, i paesaggi, le immagini, gli stessi strumenti di lavoro – dal telaio ai materiali prediletti: fili, carta, pane, legno, stoffa – c’era sempre da restarli ad ascoltare, così capaci di suggerire la direzione del lavoro. Perché il lavoro, per Maria Lai, era innanzitutto ascolto, parallelo al gesto paziente della tessitura. Una specie di preghiera della mente e delle mani. A suggerire l’architettura dell’immagine erano le cose stesse, attraverso la forma, il colore, la memoria del tempo impressa in superficie. Mentre lei, artista – con la curiosità del bambino, la sapienza dell’artigiano e l’intuizione del profeta -, non aveva che da inseguire l’armonia, in sintonia con l’infinito.

Maria Lai, Le scritture della notte, 2007, filo su tela, cm 103 x 131
Maria Lai, Le scritture della notte, 2007, filo su tela, cm 103 x 131

L’ANSIA DI INFINITO

E viaggiò, Maria Lai. In cerca del sentiero e della parola. In cerca della sua isola selvatica, madre accogliente e sorella difficile. Viaggiò, restò, tornò e ancora viaggiò, come ogni poeta deve fare, sulle tracce del linguaggio: unica sua terra possibile, tra distanze e appartenenze, ricerche e disorientamenti, radici e tradimenti. “Il viaggio è la casa“, diceva Maria Lai. “Non solo la mia casa, ma quella di tutti noi. Siamo sulla terra, che gira a circa trenta chilometri al secondo, in un viaggio che è pur sempre un viaggio speciale, dove non si distingue la partenza dal ritorno. La vera nostalgia non è quella per un’isola. È l’ansia di infinito“.

– Helga Marsala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

5 COMMENTS

  1. una donna meravigliosa che ho avuto la fortuna di conoscere e che resta, legata dei suoi legami unici, a un pezzo di cuore. bellissimo pezzo, grazie helga.

Comments are closed.