Gli Horti Sallustiani erano il più grande parco monumentale dell’antica Roma. Ora avranno un nuovo percorso di visita
A settembre 2026 il complesso archeologico sotto Piazza Sallustio si apre a una nuova fase. Ripercorriamo la storia del sito archeologico
Durante il periodo imperiale, i romani indicavano con il nome di horti le ville e i parchi interni alla città. Pensare che fossero solo luoghi di relax e svago, però, sarebbe un errore: questi erano centri di potere e di intrattenimento per la classe aristocratica romana. E così era per il complesso del Ninfeo degli Horti Sallustiani, che costituivano, tra giardini e villa, il più grande parco monumentale dell’antica Roma.
Gli Horti Sallustiani di Roma
Situati in una vasta area compresa tra le odierne Via Salaria, Via Veneto, Via XX Settembre e le Mura Aureliane, gli Horti Sallustiani erano originariamente di proprietà di Giulio Cesare. Nel 44 a.C. diventarono la dimora dello storico e politico Gaio Sallustio Crispo, a cui devono il proprio nome, che facendone la sua residenza li sottopose a un’importante opera di ampliamento e abbellimento. Sotto l’imperatore Tiberio il complesso passò sotto il controllo del demanio imperiale: sappiamo che Vespasiano amava soggiornarvi, che vi morì Nerva, e che altri lavori furono realizzati dagli imperatori Adriano e Aureliano (tra cui un ippodromo).
Il declino degli Horti Sallustiani e la rinascita
Il complesso archeologico, testimonianza dell’architettura tipica della cosiddetta “Valle Sallustiana”, non venne però risparmiato dal tempo: la stratificazione topografica ha rivelato gravi danni subiti durante l’invasione dei Goti di Alarico nel 410 d.C.: la villa non fu più ricostruita e l’area venne abbandonata durante il Medioevo. Tornata lentamente in vita con la costruzione di ville rinascimentali e barocche, la zona fu oggetto di interventi edilizi dopo l’Unità e la proclamazione di Roma a capitale d’Italia.

Il complesso degli Horti Sallustiani
Nella vasta area del parco erano disseminati numerosi edifici, tra cui un impianto termale e un tempio dedicato a Venere Ericina. Sotto l’odierna Piazza Sallustio sono visibili, anche se 14 metri sotto il livello stradale, i resti di un grande complesso costituito da tre insiemi di edifici. Il principale consiste in un’ ampia sala circolare, l’Aula Adrianea, coperta da una cupola a conchiglia non dissimile dal Serapeo di Villa Adriana a Tivoli; nelle pareti si aprono alcune nicchie: attraverso due di queste si accede ad altrettanti ambienti laterali, forse dei ninfei. Nel moderno pavimento in “cocciopesto”, un’apertura protetta da vetro permette l’osservazione della fondazione dell’aula.
La parte posteriore, a pianta semicircolare, è un edificio signorile su più piani, con ambienti affrescati, pavimenti a mosaico e finestre, mentre un’ampia scalinata sul lato settentrionale conduceva a piani superiori, oggi scomparsi. Dagli Horti Sallustiani vengono molte sculture famose, come il Galata Morente conservato nei Musei Capitolini, il Galata Suicida e il trono Ludovisi ora a Palazzo Altemps e l’obelisco collocato dal 1789 in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti.
Gli Horti Sallustiani di Roma avranno un nuovo percorso
Nel 1998, la Soprintendenza ha approvato il progetto di recupero dell’Aula Adrianea, cominciando un percorso di restituzione dell’antica struttura alla fruizione pubblica: un obiettivo, quello di trasformare l’edificio in uno spazio adatto ad ospitare eventi culturali e convegni, perfezionato negli anni, e che il prossimo settembre presenterà un nuovo capitolo con l’apertura di nuovi spazi accompagnata da una mostra con opere dell’artista Cristina Galati.
Giulia Giaume
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