Rinvenute a San Casciano dei Bagni oltre 20 statue etrusche: eccezionale scoperta archeologica

Si tratta del rinvenimento più grande mai emerso in Italia avvenuto nel sito archeologico in provincia di Siena, che comprende statue in bronzo in perfetto stato di conservazione, cinquemila monete, ex voto e altri oggetti. In arrivo, grazie al Ministero della Cultura, un nuovo museo, che sarà integrato in futuro in un parco archeologico

Il tesoro riemerso dal santuario di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, è stato paragonato addirittura ai Bronzi di Riace, per la straordinarietà della sua scoperta. Comprende oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, cinquemila monete in oro, argento e bronzo, ma anche ex voto e altri oggetti provenienti dalla civiltà etrusca-romana. Un’antica statuaria che raffigura le divinità venerate nel luogo sacro, ritrovata grazie al lavoro della campagna di scavo connesso all’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale iniziato nel 2019, coordinato dal professore e etruscologo Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena e promosso dal Ministero della Cultura e dal comune toscano. “Una scoperta che riscriverà la storia, sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo“, ha affermato Tabolli, riferendosi al più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo. Un evento che cambia davvero le indagini di studio di questa civiltà, di cui finora era prevalentemente conosciuta la produzione in terracotta.

I bronzi etruschi di San Casciano dei Bagni

I bronzi etruschi di San Casciano dei Bagni

I BRONZI ETRUSCHI DI SAN CASCIANO

La preziosità del patrimonio ritrovato si deve anche al suo eccellente stato di conservazione, reso possibile grazie all’acqua calda della sorgente in cui era situato: gli archeologi hanno così potuto leggere le meravigliose iscrizioni in etrusco e latino, in cui si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande. Significativa è anche la datazione: la gran parte di questi capolavori è collocata tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C, un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, epoca di conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe. “La campagna di scavo che ho avuto l’onore e il piacere di dirigere sul campo per 14 settimane tra giugno e ottobre ha ottenuto risultati stupefacenti e in parte inaspettati”, commenta il Direttore di scavo, Emanuele Mariotti. “I ritrovamenti e la monumentalità del sito hanno superato le nostre aspettative. Bisogna notare come l’eccezionalità del contesto non derivi solo dalle stratigrafie fangose ma intatte all’interno della vasca, così ricche di tesori d’arte e numismatici, ma anche dall’architettura con cui fu concepito, in epoca primo-imperiale, il cuore del santuario, destinato a raccogliere le potenti acque calde della sorgente, oggi del Bagno Grande”.

UN NUOVO MUSEO PER I BRONZI DI SAN CASCIANO

La grande novità legata alla scoperta dei Bronzi di San Casciano è l’apertura di un nuovo museo, che permetterà di condividere il patrimonio storico con il pubblico. “È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico”, commenta il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, il quale ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco che ospiterà nel borgo di San Casciano le meraviglie restituite dal Bagno Grande, “un museo al quale si aggiungerà in futuro un vero e proprio parco archeologico”, ha aggiunto. A intervenire è stato anche il neoministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, aggiungendo, “un ritrovamento eccezionale, che conferma una volta di più che l’Italia è un paese di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana. Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale, ma anche come volano per l’industria culturale della Nazione”.

Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi

Giulia Ronchi

Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando…

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