Un enorme mosaico romano è stato scoperto sull’isola di Hvar in Croazia

Un pavimento con tessere musive è stato rinvenuto in una delle più importanti isole della Dalmazia. Un’ampia villa romana del II sec. d.C. si nasconde sotto le strade

Il mosaico romano riportato alla luce e gli archeologi al lavoro, nelle fotografie scattate dall’archeologa Vilma Matulic
Il mosaico romano riportato alla luce e gli archeologi al lavoro, nelle fotografie scattate dall’archeologa Vilma Matulic

È stato scoperto sull’isola di Hvar in Croazia, lo scorso 15 febbraio 2022, un enorme pavimento musivo a decorazioni geometriche. È venuto alla luce in seguito ai lavori di realizzazione della rete idrica e fognaria della città. Hvar si trova nei pressi della costa orientale del mare Adriatico e appartiene al gruppo delle isole della Dalmazia centrale. Proprio in questi giorni stanno affiorando nuovi resti che confermano l’ipotesi iniziale: si tratta di un ampio complesso che costituiva gli ambienti di una villa romana del II sec. d. C. Ad accompagnare lo stupore di questo ritrovamento c’è anche molta preoccupazione. Le infilstrazioni d’umidità e l’innalzamento del mare stanno allarmando gli archeologi: sono una grave minaccia per la sopravvivenza dei resti dell’antica Pharia romana. Gli abitanti vorrebbero che il mosaico rimanesse in loco, protetto da uno strato di plexiglass, per consentire di osservarlo nel contesto originario e di apprezzarne la bellezza, aggirandosi tra le strade dell’isoletta.  

Il mosaico romano riportato alla luce, nelle fotografie scattate dall’archeologa Vilma Matulic
Il mosaico romano riportato alla luce, nelle fotografie scattate dall’archeologa Vilma Matulic

LA SCOPERTA DI ALTRE STANZE DELLA VILLA ROMANA DI HVAR IN CROAZIA 

Intanto si continua con gli scavi. Sono 14 le aree attigue al luogo del ritrovamento della superficie musiva – che interessano la ricerca: altri reperti potrebbero aiutare a definire le caratteristiche dell’edificio. Sono state scoperte altre stanze della villa romana durante gli scavi nel fondo del vicolo. Lo comunica il Muzej Staroga Grada, impegnato nelle operazioni di scavo e di studio: I mosaici sono decorati con motivi geometrici e floreali multicolori e sono di lavorazione qualitativamente superiore. Per analogia con mosaici simili e stili di officina conosciuti, le opere qui ritrovate possono essere datate al II secolo d.C. Avremo una migliore comprensione dello scopo di questo lussuoso edificio della Faria romana dopo l’analisi e l’interpretazione dei reperti archeologici e dopo aver unito tutte le planimetrie delle stanze con pavimenti a mosaico presenti sotto le case circostanti, che sono state scavate nei decenni precedenti”. Negli ultimi cento anni, quest’area è stata scavata da numerosi archeologi.  

GLI SCAVI E LA STORIA DI HVAR 

Gli scavi odierni sono condotti da Marina Ugarković dell’Istituto di Archeologia. Sara Popović dell’ArheoProjekt supporta l’operazione con una squadra di giovani archeologi, provenienti da tutto il Paese. Una volta che gli scavi termineranno, si deciderà quali siano le prossime mosse da intraprendere. Il proposito attuale del Museo del Centro Storico è di staccare il mosaico per trasportarlo al sicuro in un ambiente protetto, sostituendo l’originale con una copia calpestabile. La proposta dovrà essere accolta dagli addetti al patrimonio di Spalato. Ma come mai sono presenti questi eccezionali reperti proprio in questo sito? Hvar crebbe nell’ambito della cultura greca. La caduta e il declino di Siracusa, sua protettrice, pose fine al dominio greco. L’isola cadde così sotto il dominio dell’antica Roma nel 219 a.C. e fu Demetrio di Faroe a governarla sotto le direttive dei romani. 

– Giorgia Basili 

 

  

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.