La Sicilia restituisce alla Grecia il “Reperto Fagan”, un frammento dei marmi del Partenone

Il frammento in marmo, che raffigura un piede di una dea (Peitho o Artemide) è custodito al Museo Salinas di Palermo, unico “marmo del Partenone” presente su suolo italiano. L’accordo tra la Regione Siciliana e il Ministero della Cultura greco sancisce una collaborazione tra le due istituzioni

Reperto Fagan al Museo Salinas di Palermo
Reperto Fagan al Museo Salinas di Palermo

Tornerà ad Atene, dalla Sicilia, un frammento di una lastra appartenente al fregio orientale del Partenone, attualmente esposto al Museo Archeologico Salinas di Palermo. Oggetto della restituzione è il cosiddetto “Reperto Fagan”, frammento in marmo che raffigura un piede di una dea, o Peitho o Artemide. Un gesto dall’importante valenza simbolica, che va a inserirsi nell’ambito della controversa e annosa questione della restituzione dei marmi del Partenone, soprattutto dei “marmi Elgin”, ovvero le sculture rimosse nell’Ottocento da Thomas Bruce VII conte di Elgin e oggi esposte al British Museum di Londra. Un gesto che inoltre sancisce l’avvio di un dialogo tra la Regione Siciliana e il Governo di Atene, attraverso un accordo stipulato tra il Museo Salinas e il Museo dell’Acropoli di Atene che prevede il trasferimento pluriennale e lo scambio di reperti archeologici tra le due istituzioni.

Anfora Geometrica - Museo dell'Acropoli
Anfora Geometrica – Museo dell’Acropoli

IL FRAMMENTO DEL FREGIO DEL PARTENONE DA PALERMO AD ATENE

Secondo l’accordo tra i due musei (che inoltre prevede l’organizzazione di iniziative e progetti in comune “su temi d’interesse culturale di respiro internazionale”), sottoscritto secondo la legge italiana, il frammento del Partenone dal Museo Salinas sarà traferito – per un periodo di 4 anni e rinnovabile una sola volta – al Museo dell’Acropoli; il museo greco, in cambio, darà in prestito all’istituzione palermitana una statua acefala di Atena risalente alla fine del V secolo a.C. e un’anfora geometrica della prima metà dell’VIII secolo a.C. Al momento, quindi, si tratta solo di un prestito, ma la volontà della Sicilia è che il frammento del Partenone possa fare definitivamente ritorno nella sua patria: in tal senso, la Regione Siciliana ha chiesto al Ministero della Cultura italiano di intraprendere un percorso che possa condurre a questo risultato. Intanto il Ministro Dario Franceschini ha palesato “grande apprezzamento e sostegno per la scelta della Regione Sicilia – unica Regione italiana con proprietà e competenza esclusiva sui Beni Culturali del proprio territorio – di raggiungere un accordo con la Grecia per un prestito di lunga durata dell’unico frammento del fregio del Partenone presente sul territorio nazionale”.

Statua di Atena - Museo dell'Acropoli
Statua di Atena – Museo dell’Acropoli

IL FRAMMENTO DEL PARTENONE DA PALERMO AD ATENE. LA SINERGIA TRA LE ISTITUZIONI 

“Il ritorno ad Atene di questo importante reperto del Partenone va nella direzione della costruzione di un’Europa della Cultura che affonda le sue radici nella nostra storia e nella nostra identità”, dichiara l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà“Quell’Europa dei popoli che vede i siciliani profondamente uniti alla Grecia, portatori entrambi di valori antichi e universali. Del resto, le testimonianze della cultura greca in Sicilia sono la conferma del legame antico e profondo”“L’intenzione e l’aspirazione del Governo siciliano di rimpatriare definitivamente il fregio palermitano ad Atene”, sottolinea il ministro della Cultura e dello sport della Repubblica Greca Lina Mendoni“non fa altro che riconfermare e rinsaldare ancora di più i legami culturali e di fratellanza di lunga data tra le due regioni, e il riconoscimento di fatto di una comune identità mediterranea. In questo contesto, il Ministero della Cultura e dello sport ellenico inizia con grande piacere la sua collaborazione con il museo Salinas, non solo per esporre importanti antichità provenienti dal Museo dell’Acropoli, ma anche per azioni e iniziative generali future. Con questo gesto, il Governo della Sicilia indica la via per il definitivo ritorno delle sculture del Partenone ad Atene, la città che le ha create”.

STORIA DEL FRAMMENTO DEL PARTENONE CUSTODITO A PALERMO

Quella del “Reperto Fagan” è una storia complessa. Il frammento, “che solo nel 1893 Walter Amelung riconobbe come un originale attico a torto confuso tra i marmi recuperati dal Fagan durante i suoi scavi a Tindari del 1808”, come sottolineato dalla direttrice del Museo Salinas Caterina Greco, giunse in Sicilia ai primi dell’Ottocento con il console inglese Robert Fagan, in circostanze non molto chiare. Alla sua morte, il frammento tra il 1818 e il 1820 fu venduto dalla moglie al Regio Museo dell’Università di Palermo. Le prime interlocuzione per la restituzione del reperto iniziarono tra il 2002 e il 2003, in occasione della visita di Stato in Grecia del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2004, quando le Olimpiadi svoltasi ad Atene fecero riaccendere i riflettori sul dibattito sulle restituzioni dei marmi del Partenone e in vista della realizzazione delle Olimpiadi ad Atene del 2004, fu aperto il dibattito sulla “restituzione” del manufatto, e nel 2008, in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Museo dell’Acropoli di Atene. In questa occasione si ripresero le trattative e, attraverso la mediazione dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si giunse a un prestito del frammento al Museo ateniese per un anno e mezzo, da settembre 2008 a marzo 2010.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.