Cisterna delle Sette Sale a Roma: bando di architettura da 6 milioni di euro

È online il concorso internazionale bandito dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale finalizzato al recupero e valorizzazione di uno dei più importanti monumenti della città, alle spalle del Colosseo

Cisterna delle Sette Sale
Cisterna delle Sette Sale

Da anni chiusa al pubblico perché inagibile a causa della mancanza di adeguati interventi di conservazione, la Cisterna delle Sette Sale sul Colle Oppio può finalmente accendersi di speranza. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale ha appena bandito un concorso di progettazione internazionale finalizzato al recupero e alla valorizzazione di questo edificio, considerato uno dei più importanti monumenti della città. L’area del concorso individuata – situata nell’area sud-est del parco del Colle Oppio, alle spalle del Colosseo, quindi in una zona strategica di Roma – rappresenta una delle testimonianze di serbatoi meglio conservate al mondo, che deve la sua importanza al rifornimento d’acqua delle Terme di Traiano.

Cisterna delle Sette Sale
Cisterna delle Sette Sale

LA STORIA DELLA CISTERNA DELLE SETTE SALE A ROMA

L’acqua necessaria al funzionamento delle Terme di Traiano veniva, infatti, immagazzinata nella gigantesca cisterna, nota fin dal medioevo con il nome di Sette Sale – collocata ai margini del Parco, con accesso in via delle Terme di Traiano – alimentata da un apposito ramo di acquedotto proveniente dall’Esquilino. La costruzione è disposta su due livelli, ciascuno formato da nove ambienti paralleli. Uno degli ambienti della cisterna, rimasta sempre visibile nei secoli anche dopo aver cessato la sua funzione (V secolo d.C.), è stato utilizzato in età medievale come luogo di sepoltura: vi sono stati infatti rinvenuti al momento dello scavo (1967) più di mille scheletri. Nonostante quegli scavi, il monumento ha subito nel tempo un progressivo degrado delle murature, come conseguenza delle numerose infiltrazioni d’acqua e di piccoli cedimenti strutturali che hanno portato alla sua attuale chiusura.

CONCORSO IN DUE FASI, QUASI 6 MILIONI DI EURO IL COSTO

Ora, grazie al concorso de La cisterna delle Sette Sale sul Colle Oppio_Restauro e valorizzazione questo monumento – tra i più misteriosi della città – potrà tornare a vivere, con interessanti ripercussioni anche sul contesto, data la zona fortemente turistica sulla quale sorge: l’area archeologica alle spalle del Colosseo. Un’operazione di recupero in grande stile, con cifre da capogiro, visto che il costo stimato per la realizzazione dell’opera, comprensivo degli oneri della sicurezza, è di 5.850.000 euro, al netto di I.V.A. Per il concorso è stata adottata una procedura aperta, con due momenti di progettazione. Nella prima fase, i singoli partecipanti dovranno elaborare “un’idea progettuale di restauro e valorizzazione”, come specificato nel sito ufficiale, “con particolare riguardo alla conservazione del bene ed alla sua fruibilità, accessibilità ed uso”. La partecipazione al secondo grado, quella di fattibilità tecnica ed economica, è riservata al team di professionisti (tra architetti con ruolo di capogruppo, architetti paesaggisti, archeologi, geologi, ingegneri), autore delle 5 migliori proposte ideative valutate dalla Commissione giudicatrice sulla base di determinati criteri che, si legge nel bando, riguardano il “progetto di restauro e valorizzazione della cisterna delle Sette Sale (fino a 40 punti); progetto di restauro e valorizzazione della domus soprastante la cisterna delle Sette Sale (fino a 40 punti); progetto di accessibilità e sistemazione dell’area esterna (fino a 20 punti)”. Il primo classificato si aggiudicherà 51.350 euro di premio, mentre le posizioni che vanno dal secondo al quinto posto si divideranno 7mila euro. C’è tempo fino al 28 febbraio 2022 per partecipare alla prima fase di questo importante concorso che riporterà un pezzo del nostro patrimonio culturale – ancora sconosciuto – sotto gli occhi del mondo intero.

– Claudia Giraud

www.concorsiawn.it

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).