La civiltà delle palafitte dell’Isolino Virginia e dei laghi: un progetto a Varese

Il comune di Varese presenta un solido progetto espositivo dall’anima archeologica che permette di scoprire “La civiltà delle palafitte. L’Isolino Virginia e i laghi varesini tra 5600 e 900 a.C.”, nuovo focus di prim’ordine all’interno del Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello

Indagini subacquee condotte dalla Soprintendenza e dal Comune di Varese all'Isolino Virginia nel 2021( foto ASPS Servizi Archeologici).
Indagini subacquee condotte dalla Soprintendenza e dal Comune di Varese all'Isolino Virginia nel 2021(foto ASPS Servizi Archeologici).

Sarà aperto al pubblico un percorso espositivo incentrato sulla civiltà palafitticola, La civiltà delle palafitte | L’Isolino Virginia e i laghi varesini tra 5600 e 900 a.C., frutto di anni di studio e dedizione. La mostra a cura di Barbara Cermesoni e Daniela Locatelli, con la consulenza di Mauro Rottoli (Laboratorio di Archeobiologia – Musei Civici di Como) per la parte paleoambientale e paleobotanica, sarà ospitata dal Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello, Musei Civici di Varese, dal 29 luglio 2021 al 4 settembre 2022, e farà tornare gli spettatori indietro di migliaia di anni per indagare un lunghissimo fenomeno abitativo e sociale.

Vasi e punte in selce e in cristallo di rocca ricostruiti da Cristiano Brandolini (BranArt).
Vasi e punte in selce e in cristallo di rocca ricostruiti da Cristiano Brandolini (BranArt).

ARCHEOLOGIA A VARESE: LA MOSTRA

Questa accurata presentazione è il risultato delle ricerche condotte dagli anni ’90 sul paradigmatico Isolino Virginia, il più antico sito palafitticolo dell’arco alpino, su Bodio Centrale nel lago di Varese e sul Sabbione nel lago di Monate. In questa specifica occasione, sarà possibile ammirare per la prima volta l’elmo del “ripostiglio della Malpensa”, appena restaurato, un aratro dell’età del bronzo e ci si potrà calare nell’atmosfera di quei luoghi, in un passato remoto ricco di sorprese, grazie alla presentazione di sofisticati apparati digitali, schermi interattivi e risorse tecnologiche.
L’obiettivo, a detta del sindaco Davide Galimberti, sarà promuovere Varese come “meta del turismo di prossimità, creando legami con scuole e università per lo sviluppo della didattica museale e della ricerca scientifica”. 

LE SETTE SEZIONI DEL PERCORSO ESPOSITIVO

Sette le sezioni in cui si articola il percorso. Si parte con Un ambiente in continua trasformazione, viaggio interattivo dal Neolitico all’Età del Bronzo; la seconda sezione In mezzo al lago si innalzano piattaforme di legno fissate sopra lunghi pali (Erodoto, Storie, V, 16) fornisce un compendio di questo fenomeno di costruzione, evidenzia come sia cambiata l’edificazione dall’Ottocento ad oggi e rivela un metodo per avvicinarsi a datazioni correte. Saranno presentati inoltre i modelli di vita quotidiana tipici di queste strutture abitative. La quarta sezione, intitolata Il sito seriale UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, permetterà al visitatore, attraverso una lavagna interattiva, di muoversi nei diversi siti palafitticoli inclusi nella lista Unesco. 

 

VILLA MIRABELLO

In ultimo, il “ripostiglio della Malpensa”, gioiello tra i rinvenimenti, sarà il fulcro della sala 7: si tratta di una collezione di oggetti bronzei – schinieri, punte di lancia, falcetti, frammenti ornamentali – rinvenuta a Somma Lombardo. All’interno dei giardini estensi, Villa Mirabello, offre una vista sublime sul lago di Varese e sulle montagne che lo circondano. Fondata dalla famiglia Clerici, dal 1949 è divenuta Museo Archeologico raccogliendo reperti di tappe storiche differenti: preistoria con i materiali palafitticoli, protostoria con la cultura di Golasecca, romana con la coppa di vetro detta Cagnola e la tomba di Bruzzano Milanese,  tracce dell’età longobarda, infine una parentesi risorgimentale dedicata alla battaglia di Varese del 1859. 

– Giorgia Basili

Dati correlati
Generiarcheologia, didattica, etnografica, inaugurazione
Spazio espositivoISORROPIA HOMEGALLERY
IndirizzoViale Beatrice D'Este, 22 20122 - Milano - Lombardia
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.