Acropoli di Atene sempre più accessibile. Arrivano le strutture per persone ipovedenti e disabili

La Ministra Mendoni promuove nuove strutture, corrimani e Braille per persone non vedenti e disabili. Ma le opposizioni sono contrarie agli interventi

Acropoli di Atene, fonte wikipedia
Acropoli di Atene, fonte wikipedia

L’Acropoli di Atene diventerà “pienamente accessibile”, come ha annunciato la ministra greca della Cultura e dello Sport Lina Mendoni. Il Consiglio Archeologico Centrale ha deciso all’unanimità di creare un’infrastruttura per le persone con disabilità al principale sito archeologico del Paese, che sarà finanziata dalla Fondazione Onassis. La mossa arriva dopo mesi di polemiche su una nuova passerella in cemento installata all’Acropoli alla fine dello scorso anno, parte di un progetto di restauro in corso che include un ascensore panoramico made in Italy. La ministra Mendoni ha risposto sostenendo che la revisione è necessaria, dal momento che i percorsi intorno ai monumenti sono stati progettati cinquant’anni fa.

ACROPOLI DI ATENE: PAROLA D’ORDINE ACCESSIBILITÀ 

La segnaletica esistente è stata spostata o ridisegnata: cartelli tattili in Braille bilingue (greco e inglese) sono stati posti tutto intorno al sito, accanto a segnali in lettere maiuscole per le persone cieche. Saranno poi introdotti corrimano e segnali di avvertimento di pendenza. Inoltre, per ciechi e ipovedenti, è stata implementata anche una pavimentazione tattile e modelli in 3D dei monumenti principali. Il ministero prevede infine di creare un’applicazione per smartphone che fornirà informazioni scritte e in forma audio sui monumenti. La principale associazione greca per le persone con disabilità aveva accolto con favore i cambiamenti all’annuncio della ministra, chiedendo ulteriori garanzie. 

ACCESSIBILITÀ E PATRIMONIO ARTISTICO: LE REAZIONI

Dopo gli interventi dello scorso anno, un membro in pensione del team di restauro dell’Acropoli, Tassos Tanoulas, ha scritto in una lettera aperta a novembre che la nuova installazione in cemento era “estranea” e “soffocante” per il monumento, e il leader dell’opposizione Alexis Tsipras ha dichiarato, dopo una visita del mese scorso, che il restyling costituisce un “abuso” del patrimonio culturale della Grecia. L’Acropoli, letteralmente “la città alta”, è dopotutto il simbolo della cultura greca classica e della rinascita del Paese dopo la seconda guerra mondiale: non diversamente dal caso italiano del Colosseo, non c’è da meravigliarsi che i restauri siano controversi. “Direi che l’impressione generale è positiva. Il nuovo piano crea un percorso, una passeggiata, che il visitatore può seguire e osservare i monumenti. In qualche modo segna un movimento”, ha detto al quotidiano Kathimerini l’architetto Yannis Aesopos, presidente del dipartimento di Architettura dell’Università di Patra, che ha sottolineato: “rimane un’opera tecnica e non acquisisce valore artistico e architettonico”. 

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.