Riaprono il Museo della ceramica e il quartiere delle ceramiche di Grottaglie in Puglia

Con un network di 50 botteghe situate lungo la gravina, il quartiere riapre in occasione dell’estate in concomitanza col Museo della ceramica e con un nuovo itinerario di visita

Pumo
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Doppia riapertura a Grottaglie dove ritornano in attività il Museo della ceramica e il quartiere delle ceramiche, punti di riferimento turistico e culturale per la cittadina in provincia di Taranto che conserva pressoché immutati gli antichi luoghi di produzione e la sua tradizione nata nel Medioevo. Il turismo per Grottaglie, soprattutto quello estivo è diventato uno straordinario “generatore” di economia”, ha sottolineato l’assessore al turismo Mario Bonfrate. “Vedo molto entusiasmo tra i nostri commercianti e artigiani, loro rappresentano una grande forza propulsiva per la ripresa. La pandemia sta cambiando il nostro modo di viaggiare e per questo pensiamo che ci saranno tanti turisti e viaggiatori che verranno a Grottaglie per scoprire il patrimonio turistico della nostra città”. 

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LE BOTTEGHE DI GROTTAGLIE

Situato lungo la gravina San Giorgio, il quartiere delle ceramiche comprende 50 botteghe artigianali, che dispongono ancora di torni e fornaci, e che sviluppano un itinerario espositivo diffuso di grande valore identitario per il territorio jonico. Laboratori situati in ambienti ipogei hanno mantenuto e potenziato un’attività artigianale divenuta prestigiosa anche sul fronte internazionale. Si sono conservate le tipologie antiche relative a piatti, ciotole, coppe, recipienti, come pure i decori, cui si sono aggiunti nel tempo, forme e ornamenti contemporanei. 

LA COLLEZIONE DEL MUSEO

Nel contiguo Museo della Ceramica, situato nel Castello Episcopio, sono presentati, in esposizione permanente, oltre 500 pezzi che riuniscono ceramica tradizionale d’uso, maioliche e produzioni di oggetti contemporanei. Le cinque sezioni individuano più ambiti tematici, la prima relativa all’uso della ceramica nella gestione della vita quotidiana, dagli inizi del XVIII secolo alla prima metà del XX secolo, con contenitori per liquidi e alimenti (capasoni, capasa, trimmone, vummile), per la cucina (pignata) e per le piante (craste). A seguire la sezioni dei presepi, quella archeologica che accoglie reperti di scavi, compresi in un ampio arco cronologico dal VII a.C. al XV d.C, quella delle maioliche (secolo XVIII– XX) e l’ultima dedicata alla ceramica contemporanea, con opere di artisti che negli anni hanno partecipato alle edizioni del Concorso di Ceramica Contemporanea, avviato per la prima volta dal Comune di Grottaglie nel 1971. 

Marilena Di Tursi 

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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.