La chiesa di San Maurizio, la “Cappella Sistina di Milano”, riapre al pubblico

Decorata dalle pareti al soffitto da dipinti, stucchi e affreschi di eredità leonardesca, la chiesa riapre al pubblico dopo oltre sette mesi di chiusura grazie ai volontari del Touring Club italiano. Ecco come visitarla

Milano - San Maurizio, chiesa pubblica
Milano - San Maurizio, chiesa pubblica

Tanto spoglia e disadorna all’esterno, quanto ricca e preziosa al di là della soglia di ingresso. San Maurizio al Monastero Maggiore è uno dei più stupefacenti tesori di Milano: una chiesa di origine paleocristiana ricostruita nel Cinquecento, sede del più importante monastero femminile della città, al cui interno è custodito un vasto ciclo affreschi di scuola lombarda e leonardesca. Situata in Corso Magenta 15, San Maurizio riapre le sue porte il 9 ottobre 2020 dopo una chiusura prolungata oltre i sette mesi, grazie al Touring Club Italiano.

LA RIAPERTURA DELLA CHIESA DI SAN MAURIZIO A MILANO

Conosciuta e frequentatissima, la Chiesa di San Maurizio in Corso Magenta aveva registrato nel 2019 un picco di 6mila visitatori in un giorno, di cui una buona parte proveniente dall’Asia. Il 9 ottobre riapre le porte grazie all’iniziativa Aperti per Voi portata avanti dai soci volontari del Touring Club. Si potrà accedere dal venerdì alla domenica dalle ore 9,30 alle 16: gli ingressi avverranno dal Civico Museo Archeologico di Milano (corso Magenta 15) e saranno contingentati a 10 visitatori ogni 30 minuti, con la distribuzione di tagliandi secondo il progressivo ordine di arrivo. Non c’è bisogno di prenotazione per i singoli visitatori, fanno sapere dal Touring Club; tuttavia, i gruppi costituiti da massimo 15 persone compresa la guida, accederanno dalle ore 16.30 previa prenotazione all’indirizzo email [email protected] Ovviamente, a causa delle norme igieniche contro il Covid-19, anche l’ordine di visita è stato modificato per creare un percorso unico, con una sola entrata e una sola uscita: ora si accede dal Civico Museo Archeologico, visitando prima il Coro delle Monache e dopo l’Aula dei Fedeli.

Milano - San Maurizio,aula delle monache
Milano – San Maurizio,aula delle monache

COSA VEDERE ALL’INTERNO DELLA CHIESA DI SAN MAURIZIO A MILANO

È alla sua natura di sede del monastero benedettino femminile della città (fino al 1978) che San Maurizio deve la sua struttura peculiare. La priorità, infatti, era separare le suore che non potevano entrare in contatto con il pubblico. Ecco perché lo spazio è diviso in due, la parte pubblica e il Coro delle Monache, la parte dove le religiose sentivano la messa attraverso una grata. Ovunque, dalle pareti al soffitto, è decorata da dipinti, stucchi, affreschi che ricoprono ogni spazio, opera di Bernardino Luini, che vi lavorò con la sua scuola dal 1522 al 1529, ritraendo storie di santi, parabole, episodi della vita di Cristo e storie bibliche. Conformazione che le ha fatto guadagnare l’appellativo di “Cappella Sistina di Milano”, così rinominata dal critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi. Tra i dettagli più mirabili, il martirio di San Maurizio e San Sigismondo che offre a San Maurizio il modello della chiesa posti sul tramezzo, oltre ad altre scene piuttosto originali, come il grande affresco dell’Arca di Noè nel Coro delle Monache. Impressionanti sono anche il cielo stellato sotto il coro e la dolorosa Deposizione raffigurata sopra una porticina d’ingresso.

– Giulia Ronchi

San Maurizio al Monastero Maggiore
Corso Magenta 15, Milano
Aperto dal venerdì alla domenica dalle ore 9,30 alle 16

www.touringclub.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.