Nell’anno in cui si celebra il cinquecentenario della morte di Raffaello, anche le Marche gli rendono omaggio ospitando la mostra di arazzi tessuti a partire dai cartoni che portano la sua firma. Nella cornice dei Bastioni San Gallo di Loreto.

Entrando negli spazi del Bastioni San Gallo, si avverte un’aria austera e un silenzio insolito; e le persone, che aspettano di vedere l’arazzo Anania e Saffira, per il quale Raffaello realizzò i cartoni, hanno una espressione sorpresa in volto. Una mostra su Raffaello è sempre un grande evento, anche per una città come Loreto, dove il turismo è essenzialmente composto da religiosi o pellegrini.
L’arazzo, appartenente alla collezione Roberto Bilotti Ruggì d’Aragona, raffigura la morte di Anania, fulminato da san Pietro perché colpevole di non aver consegnato alla comunità cristiana tutto il denaro ricavato dalla vendita di un fondo. La scena fa parte di un insieme di dieci arazzi dedicati all’opera evangelizzatrice dei santi Pietro e Paolo per i quali Raffaello predispone i cartoni colorati, sette dei quali sono conservati a Londra presso il Victoria and Albert Museum, dai quali vennero tratti i cartoni che servirono all’arazziere Pieter Van Aelst per la tessitura. L’arazzo esposto a Loreto fa parte di una serie tessuta dall’arazziere Heinrich Mattens ‒ della quale si conservano alcuni esemplari presso la Cattedrale di Tolosa ‒ che presenta, rispetto ai cartoni di Raffaello, alcune modifiche negli sfondi e una ricca bordura con festoni vegetali in cui sono racchiuse varie figure allegoriche.

Arazzo Raffaellesco, La predica di San Paolo. Photo Roberto Stefanelli Archivio Fotografico Congregazione Universale della Santa Casa
Arazzo Raffaellesco, La predica di San Paolo. Photo Roberto Stefanelli Archivio Fotografico Congregazione Universale della Santa Casa

LE STAMPE E GLI ARAZZI ISPIRATI A RAFFAELLO

Il percorso espositivo comprende anche un gruppo di stampe tratte dalle opere di Raffaello appartenute al pittore Fortunato Duranti che illustrano la fortuna delle opere del Sanzio nei secoli. Grazie a questa sezione della mostra, si coglie l’impegno di molti incisori capaci di tradurre i raffinati effetti pittorici delle opere del grande maestro di Urbino attraverso la tecnica del bulino.
Invece nella collezione permanente del Museo-Pinacoteca dell’Antico Tesoro si possono vedere, solo nel fine settimana per le misure di contenimento del Covid-19, due arazzi dei dieci che sono stati eseguiti a Bruxelles da Enrico Mattens nel 1620-1624 su cartoni (o copie di cartoni) di Raffaello. Sono stati donati al Santuario di Loreto dal genovese Giovan Battista Pallavicino nel 1667. I soggetti sono trattati con libertà rispetto al modello raffaellesco e con maggiori particolari descrittivi. Nei bordi laterali, gli arazzi sono abbelliti dalle figure delle quattro Virtù teologali. Nel salone degli Svizzeri sono esposti Pietro guarisce lo storpio e La predica di san Paolo agli ateniesi, che rendono lo spazio espositivo di una straordinaria bellezza. La Galleria Nazionale delle Marche di Urbino conserva un altro arazzo raffigurante la Morte di Anania tratto del cartone di Raffaello, tessuto in Francia dalla manifattura Lefebvre per completare un gruppo di arazzi della manifattura di Mortlake appartenenti al cardinale Mazzarino.

Andrea Carnevali  

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Autore Raffaello
Spazio espositivoBASTIONE SANGALLO
IndirizzoPiazza Giuseppe Garibaldi, 1, 60025 - Loreto - Marche
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Andrea Carnevali
Andrea Carnevali è nato e vive a Ancona. Si è laureato in Lettere moderne a Urbino e ha conseguito un Master in Nuove Metodiche Didattiche nello stesso ateneo. Ha conseguito il corso di specializzazione biennale in Storia delle tecniche artistiche: metodologia e didattica a Roma. Ѐ giornalista pubblicista, iscritto OdG Marche. È stato responsabile delle Arti e curatore di mostre per lo SpazioArte della Fondazione A.R.C.A.. dal 2017-18. Si è occupato per alcuni anni, in qualità di giornalista, dell’ufficio stampa del Festival Castelbellino Arte, che ospitato anche le celebrazioni in omaggio a Marino Piazzolla per la Fondazione di Roma. I suoi interessi critici si sono rivolti alla cultura figurativa europea tra Seicento e Settecento e ad artisti contemporanei tra Marche e Emilia Romagna. Ha, inoltre, affrontato criticamente ed ermeneuticamente la letteratura e la filosofia.