Rinascimento Marchigiano. Le opere restaurate dai luoghi del sisma in mostra a Roma

La mostra “Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma” continua il suo viaggio e giunge a Roma, trovandovi dimora fino al 5 luglio. Le 36 opere sono ospitate nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni, attiva nella città sin dal Seicento. Vi raccontiamo la mostra in attesa che l’area espositiva venga riaperta al pubblico.

Cola dell’Amatrice, Cristo benedicente, 1520 30 ca. Pinacoteca Civica, Ascoli Piceno
Cola dell’Amatrice, Cristo benedicente, 1520 30 ca. Pinacoteca Civica, Ascoli Piceno

A distanza di tre anni dal drammatico sisma che causò la perdita di vite e la distruzione di città nel centro Italia, la mostra Rinascimento Marchigiano. Le opere restaurate dai luoghi del sisma intende riportare alla luce i grandi capolavori disseminati nei luoghi di culto del territorio marchigiano, rendendoli nuovamente fruibili. Il progetto, curato da Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, è stato pensato e organizzato in una modalità itinerante toccando dapprima la zona compromessa di Ascoli Piceno, presso il Forte Malatesta, oggi Roma e, nell’estate, Senigallia, sulla riviera adriatica. Da non dimenticare il contributo di ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni che, insieme al sostegno scientifico della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e della Regione, ha trasformato l’iniziativa in realtà. Le opere d’arte danneggiate coprono un panorama artistico che va dal Quattrocento al Settecento e hanno un indiscutibile valore devozionale, che non eclissa quello storico-artistico.

LA MOSTRA A ROMA

Nomi altisonanti riecheggiano come quelli di Giovanni Serodine, la cui peculiarità è insita negli effetti illuministici e nei valori cromatici, visibili in San Francesco di Paola che spegne la fornace in fiamme, e Giovanni Baglione che, se in prima istanza si avvicinò al Merisi ‒ seppur con delle alterazioni ‒ poi decise di discostarsene completamente. Una terra fertile, quella delle Marche, in cui gli artisti del Rinascimento costruirono un legame forte e vivo. Tra questi troviamo Vittore Crivelli, fratello del celebre Carlo, dall’impressionante capacità tecnica e resa di dettagli preziosi come nella Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti. Le Scene della vita di Santa Lucia portano invece la firma di Jacobello del Fiore. Le storie sono un capolavoro narrativo dove si avvertono gli echi di Gentile da Fabriano e le influenze della miniatura lombarda. Ampi squarci di paesaggio danno profondità alle opere di Vincenzo Pagani come nel Compianto del Cristo morto deposto. Parrocel Étienne, invece, dall’essenzialità compositiva e dalla vena classicista, si manifesta nell’ Incoronazione della Vergine con Santi. Completano la mostra crocefissi lignei di autori ignoti e non, vesperbild – sculture devozionali di matrice tedesca – affreschi della prima metà del Cinquecento come il Cristo benedicente di Cola dell’Amatrice.

Autore Ignoto del XVI secolo, Madonna con Bambino, Santi e Apostoli, XV sec. Chiesa di San Francesco, Monte San Pietrangeli (FM)
Autore Ignoto del XVI secolo, Madonna con Bambino, Santi e Apostoli, XV sec. Chiesa di San Francesco, Monte San Pietrangeli (FM)

NUOVA VITA E NUOVA SEDE PER LE OPERE

I vari restauri sono stati eseguiti da tecnici marchigiani (insieme all’Università di Camerino, all’Università di Urbino e alla direzione scientifica della Soprintendenza), restituendo nuova vita alle opere che, al momento ‒ e solo alcune ‒ si trovano sprovviste della propria dimora, tanto che “terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in otto depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”, dichiara Pierluigi Moroni della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche, nonché co-curatore della mostra. I capolavori rinascimentali che hanno scritto la storia della religiosità marchigiana si alternano, tra note stilistiche e iconografiche varie e interessanti. Le innovative indagini diagnostiche, inoltre, hanno dato l’opportunità di accrescere la conoscenza sia sullo stato di conservazione, sia sull’attribuzione, aprendo uno spiraglio a nuovi studi scientifici.

Valentina Muzi

Evento correlato
Nome eventoRinascimento marchigiano
Vernissage05/05/2020 NO
Duratadal 18/05/2020 al 27/09/2020
CuratoriStefano Papetti, Pierluigi Moriconi
Generearte antica
Spazio espositivoCOMPLESSO MONUMENTALE DI SAN SALVATORE IN LAURO
IndirizzoPiazza Di San Salvatore In Lauro 15 - Roma - Lazio
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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.