La National Gallery di Londra lancia raccolta fondi per comprarsi un’opera di Orazio Gentileschi

Il dipinto, “Ritrovamento di Mosè”, da vent’anni è esposto nelle sale del museo, in prestito da una collezione privata. Adesso però la National Gallery vuole acquisire l’opera prima che scada il suo diritto di prelazione

The Finding of Moses, Orazio Gentileschi, early 1630s. Private Collection
The Finding of Moses, Orazio Gentileschi, early 1630s. Private Collection

“AAA donatori e mecenati cercasi”: potrebbe essere sintetizzata in questo modo la campagna lanciata di recente dalla National Gallery di Londra, una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un’opera che fa già parte del percorso espositivo del museo, ma proprietà di un collezionista privato. L’opera in questione è il Ritrovamento di Mosè, dipinto realizzato da Orazio Gentileschi (Pisa, 1953 – Londra 1639) intorno al 1630, durante il suo soggiorno londinese – durato 12 anni e conclusosi con la sua morte –. Sul Ritrovamento di Mosè la National Gallery vanta un diritto di prelazione che oramai è in scadenza, e dunque i tempi per acquisire l’opera sono sempre più stretti. Per incentivare benefattori e appassionati d’arte a sposare la causa del museo – che deve raccogliere ancora 2 milioni di sterline a fronte dei 22 milioni complessivi (ovvero il valore totale dell’opera; ma la cifra scende a 19,5 milioni a seguito di detrazioni fiscali) –, la National Gallery ha quindi lanciato una campagna che coinvolge anche i social, a suon di hashtag #SaveOrazio.

National Gallery Director, Dr Gabriele Finaldi, launching the #SaveOrazio Appeal by hosting a The Finding of Moses storytelling session with a group of children from the Soho Family Centre. Photo © The National Gallery, London
National Gallery Director, Dr Gabriele Finaldi, launching the #SaveOrazio Appeal by hosting a The Finding of Moses storytelling session with a group of children from the Soho Family Centre. Photo © The National Gallery, London

IL RITROVAMENTO DI MOSÈ DI ORAZIO GENTILESCHI 

Il dipinto è una delle poche opere dipinte durante la residenza di 12 anni di Orazio Gentileschi a Londra alla corte del re Carlo I, commissionata per celebrare la nascita del futuro Carlo II ed esposta nella Great Hall della Queen’s House di Greenwich. I dipinti che Orazio Gentileschi produsse alla corte di Carlo I si caratterizzano per l’accesa colorazione, la sapiente resa dei tessuti sontuosi, le luci soffuse, lo stile elegante. Il Ritrovamento di Mosè svolge così un ruolo importante per la National Gallery, sia per l’importanza storica del dipinto sia per il rapporto che intercorre tra esso e una recente acquisizione del museo, l’Autoritratto come Santa Caterina di Alessandria realizzato tra il 1615 e il 1617 da Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio.

LA RACCOLTA FONDI DELLA NATIONA GALLERY PER IL RITROVAMENTO DI MOSÈ

Attualmente la National Gallery ha raccolto una cifra che supera i 17 milioni di sterline, grazie a fondi propri, sostenitori privati e le importanti sovvenzioni del National Heritage Memorial Fund (2,5 milioni) e dell’Art Found (1 milione). “Il Ritrovamento di Mosè è uno dei più preziosi prestiti a lungo termine della National Gallery e la sua futura vendita offre al museo un’importante opportunità”, ha dichiarato Stephen Deuchar, direttore di Art Found. “Abbiamo impegnato 1 milione di sterline per l’acquisizione, una delle nostre più grandi sovvenzioni fino a oggi, e speriamo che altri finanziatori si interessino a svolgere un ruolo, grande o piccolo, nel salvare questo capolavoro affinché tutti possano goderne nella collezione nazionale”. Durante una sessione di storytelling per bambini sul Ritrovamento di Mosè, il direttore della National Gallery Gabriele Finaldi ha dichiarato: “Se il museo riuscirà ad acquistare il dipinto, sarà qui per il diletto di tutti e per le generazioni a venire”.

 – Desirée Maida

www.nationalgallery.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.