Tra storia e mito. Riapre a Siracusa la Fonte Aretusa, con un nuovo percorso di visita

Dopo gli interventi di adeguamento strutturale, il sito sull’isola di Ortigia riapre al pubblico, con un percorso di visita curato da Civita. E a raccontare il mito della ninfa Aretusa e del dio Alfeo è la voce dell’attrice Isabella Ragonese

Siracusa, Fonte Aretusa
Siracusa, Fonte Aretusa

Racconta il mito greco che la ninfa Aretusa, per fuggire le attenzioni del dio Alfeo, perdutamente innamorato di lei, fuggì sull’isola di Ortigia a Siracusa, invocando l’aiuto di Artemide; la dea quindi la trasformò in una fonte. Zeus però, commosso dal dolore di Alfeo, decise di aiutarlo per ricongiungerlo alla sua amata, tramutandolo in un fiume. Alfeo così percorse, dal Peloponneso in Grecia, tutto il Mar Ionio, fino ad arrivare alla sua Aretusa, in Sicilia. Dopo oltre duemila anni, la Fonte Aretusa di Siracusa tiene viva la memoria del mito, simbolo non solo della storia d’amore tra la ninfa e il dio Alfeo, ma anche del legame che esiste tra Siracusa e la madrepatria dei suoi fondatori. Il mito inoltre servì a spiegare il “miracolo” della presenza dell’acqua dolce nell’isolotto di Ortigia, ancora oggi tra i luoghi più suggestivi di Siracusa, e di recente oggetto di un importante progetto di valorizzazione elaborato da Civita Sicilia come concessionario del Comune di Siracusa con la collaborazione della Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese.

Siracusa, Fonte Aretusa. Ph. Vittoria Gallo
Siracusa, Fonte Aretusa. Ph. Vittoria Gallo

LA FONTE ARETUSA DI SIRACUSA. IL NUOVO PERCORSO DI VISITA

Aperto al pubblico lo scorso 6 agosto, il sito della Fonte Aretusa presenta oggi un percorso di visita che racconta miti e storia dello specchio d’acqua dolce popolato specie botaniche e da animali acquatici: la Fonte ospita da millenni branchi di pesci un tempo sacri alla dea Artemide e, da tempi più recenti, una fiorente colonia di piante di papiro e alcune simpatiche anatre che le valgono il nomignolo affettuoso con cui i Siracusani di oggi talvolta la chiamano, “funtàna de’ pàpere”.
Il progetto di valorizzazione della Fonte Aretusa, che in un primo momento ha visto l’intervento di adeguamento strutturale e funzionale del sito, è stato elaborato e diretto per la parte architettonica da Francesco Santalucia, Viviana Russello e Domenico Forcellini, e ha visto la collaborazione della Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa, avvalendosi inoltre della consulenza scientifica di Corrado Basile, Presidente dell’Istituto Internazionale del Papiro – Museo del Papiro.
Il percorso di visita della Fonte Aretusa riserva inoltre una sorpresa: le voci italiane delle audioguide che raccontano la storia del sito sono dell’attrice siciliana Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna. L’audioguida è disponibile anche in lingua inglese, francese, spagnola e cinese. 

LA VALORIZZAZIONE DELLA FONTE ARETUSA A SIRACUSA 

“L’apertura della Fonte Aretusa è un traguardo a cui guardavo da tempo”, ha dichiarato il Sindaco di Siracusa Francesco Italia. “Attraverso un bando pubblico abbiamo individuato un partner privato serio e competente come Civita, insieme al quale abbiamo reso visitabile per i cittadini e i turisti un luogo simbolo dell’identità siracusana”. Il progetto è quindi frutto della sinergia tra pubblico e privato, come sottolineato da Renata Sansone, Amministratore Delegato di Civita Sicilia: “avere condiviso con il Comune di Siracusa il progetto di valorizzazione della Fonte Aretusa ci riempie di orgoglio e di emozione. Siamo entrati in questo monumento simbolo in punta di piedi per il grande valore che esso rappresenta, e con il contributo di straordinari professionisti e maestranze del territorio oggi lo rendiamo fruibile e accessibile ai cittadini e ai viaggiatori. È la missione del Gruppo Civita, tesa a valorizzare il proficuo – e a nostro modo di vedere essenziale – rapporto tra pubblico e privato nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali”.

– Desirée Maida

Siracusa
Fonte Aretusa
Largo Aretusa
www.fontearetusasiracusa.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.