Tempesta di Francesco Carone. Storia del quadro infinito che non si completerà mai

Sarà Riccardo Guarneri a intervenire domani su Tempesta presso il Museo Novecento di Firenze, applicando un nuovo strato sull’opera aperta che non smetterà mai di cambiare volto

Francesco Carone, Tempesta
Francesco Carone, Tempesta

Tempesta è una delle opere più significative di Francesco Carone (Siena, 1975) che dal 2013, ispirandosi al romantico mare in bufera che vi era raffigurato in origine, non ha mai smesso di sconvolgerne l’estetica. Ha coinvolto una cerchia di artisti, a lui legati da rapporti di stima e amicizia, ognuno chiamato a intervenire con un nuovo strato di pittura. Un’operazione affascinante che mette in discussione il concetto di autorialità e dà vita a un’opera collettiva di cui Carone (non) è l’unico artista. Previsto per il 22 gennaio, l’ultimo (e non definitivo) atto di Tempesta: l’intervento del pittore Riccardo Guaneri, al Museo Novecento di Firenze dove si è svolta la mostra personale di Carone.

TEMPESTA, STORIA DI UN QUADRO INFINITO

Il soggetto originario della tela era la raffigurazione di un paesaggio inquieto, mutevole, con al centro un mare agitato che sconvolgeva la battigia ad ogni nuova ondata; in primo piano, un piccolo gruppo di astanti ad osservare la scena facendosi scompigliare i vestiti e i capelli dal vento incessante. Il tema della tempesta è da sempre al centro delle suggestioni di Francesco Carone, che vede in quel costante cambiamento l’obiettivo della sua opera omonima, aperta e infinita. Tempesta, quel piccolo quadretto (30×40 cm) di ispirazione romantica che era nel 2013, è passato nelle mani di numerosi artisti (Eugenia Vanni, Luca Bertolo, Paolo Parisi, Luca Pancrazzi, Marco Neri, Maria Morganti e Alessandro Sarra) che ogni volta ne hanno cambiato in maniera totalmente arbitraria la superficie, allo stesso modo in cui il mare in bufera scombina l’ambiente circostante. Ciascuno di loro lavora sullo stesso supporto, dando vita a un’immagine nuova ma ispirata a quella lasciata dal loro “predecessore”. Sulla superficie si crea così una stratificazione, ovvero la memoria di una dinamica collettiva, “genealogica”, frutto dell’intreccio di relazioni di cui Francesco Carone è tramite e ideatore, pur non avendo mai contribuito in prima persona alla pratica pittorica della sua stessa opera. Il punto focale dell’operazione è infatti quello di mettere in discussione il concetto stesso di autorialità, a cui Carone prepone i concetti di rapporto interpersonale e contaminazione. Inoltre, va ricordato: “Il quadro non avrà mai fine, se non con la morte dell’artista, autore unico dell’opera collettiva”. Una sentenza drastica che pone dei quesiti anche in merito alla sua eventuale vendita: come poter acquistare un’opera che muta continuamente la sua superficie?

IL NUOVO INTERVENTO DI RICCARDO GUARNERI

Domani 22 gennaio, presso il Museo Novecento di Firenze, l’opera “eternamente work in progress” sarà al centro di un nuovo intervento. L’autore interpellato è questa volta Riccardo Guarneri (Firenze, 1933), artista italiano pluripremiato a livello internazionale. Si comincerà al mattino per una fase preparatoria dell’operazione, che verrà effettivamente eseguita alle 18 dello stesso giorno sotto gli occhi del pubblico, testimone del processo creativo nel suo dispiegarsi infinito. Seguirà poi un talk tra i due artisti e Sergio Risaliti direttore di Museo Novecento, per parlare assieme dell’intera operazione. Tempesta sarà parte integrante della mostra monografica Ciclope, visibile nelle sale del museo fino al 28 febbraio.

-Giulia Ronchi

 

Francesco Carone, Tempesta
Martedì 22 gennaio 2019 ore 11
MUSEO NOVECENTO
Piazza Santa Maria Novella 10, 50123 Firenze, Italia
Tel. 055 286132
[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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