Il dittico ritrovato. Giovanni da Rimini a Roma

L’occasione della mostra è l’acquisto da parte della National Gallery, grazie al contributo del collezionista americano Ronald S. Lauder, di una tavoletta che raffigura una serie di storie di santi. Fin dall’Ottocento si è creduta parte di un dittico con la tavola conservata oggi a Palazzo Barberini (Le storie di Cristo). L’occasione dell’acquisto mette in […]

L’occasione della mostra è l’acquisto da parte della National Gallery, grazie al contributo del collezionista americano Ronald S. Lauder, di una tavoletta che raffigura una serie di storie di santi. Fin dall’Ottocento si è creduta parte di un dittico con la tavola conservata oggi a Palazzo Barberini (Le storie di Cristo). L’occasione dell’acquisto mette in dubbio la storia del dittico: dalle radiografie i supporti non risultano compatibili. Due tavole che vantano quasi due secoli di convivenza proprio a Palazzo Barberini.
Documentate insieme alla fine del Seicento, una parte per l’Inghilterra (1835) e l’altra viene acquistata dallo Stato italiano (1897). Sono attribuite a Giovanni da Rimini, primo esponente della Scuola riminese del Trecento. Vedendo in azione Giotto, egli ne intuì le potenzialità e ne utilizzò il linguaggio per rinnovare la tradizione bizantina adriatica. Iniziò una scuola pittorica che per cinquant’anni monopolizzò tutte le commissioni dalle Marche al Veneto. La mostra permette al pubblico di rivedere le due tavole insieme, ripropone il problema del dittico e riesce a farle tornare di nuovo nella sede dove per molti anni convissero.

Michele Luca Nero

Evento correlato
Nome eventoGiovanni da Rimini. Passato e presente di un'opera
Vernissage16/11/2017 ore 18 su invito
Duratadal 16/11/2017 al 18/02/2018
AutoreGiovan Francesco da Rimini
CuratoreAlessandro Cosma
Generearte antica
Spazio espositivoGALLERIE NAZIONALI DI ARTE ANTICA DI ROMA - PALAZZO BARBERINI
IndirizzoVia Delle Quattro Fontane 13 - 00184 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.