Di Carlo in Carlo. La dinastia d’Inghilterra e i tesori di Corte. Due grandi mostre a Londra

Tra Buckingham Palace e la Royal Academy of Arts, nel 2018 si potranno ammirare le collezioni di due Re vissuti 4 secoli fa. E il principe Carlo sarà supervisore…

John Michael Wright, Carlo d'Inghilterra
John Michael Wright, Carlo d'Inghilterra

Aristocratici e collezionisti. Uomini di potere circondati dal bello. Sovrani con l’amore per l’arte. Carlo I (1600-49) e Carlo II (1630-85) d’Inghilterra nelle loro sfarzose stanze custodivano intere gallerie di dipinti e sculture, rimaste in parte fra i tesori di Corte.
Due mostre sono in programma per il 2018, dedicate a queste  storiche figure e alle loro collezioni. E nelle vesti di membro del comitato d’onore, chiamato a presiedere il progetto, ci sarà Carlo, Principe di Galles, figlio della Regina Elisabetta e futuro Re.
L’evento di lancio si è tenuto lo scorso 22 maggio, a Buckingham Palace, mentre bisognerà attendere il prossimo inverno per l’opening delle due esposizioni. Per ragioni di calendario, puramente organizzative, inaugurerà per prima quella su Carlo II, attesa alla Queen’s Gallery di Buckingham Palace (8 dicembre 2017 -13 maggio 2018), mentre quella su Carlo I è prevista tra il 27 gennaio e il 15 aprile presso la Royal Academy of Arts.

Buckingham Palace
Buckingham Palace

DUE COLLEZIONI REALI

Cosa vedremo in mostra? Per Charles I: King and Collector saranno riunite 150 opere, 91 delle quali prestate dalla Royal Collection: si tratta del nucleo più corposo, per un unico prestito, dal 1946. Dopo l’uccisione del sovrano la maggior parte dei suoi beni furono venduti, finendo tra vari passaggi in collezioni straniere e poi in musei internazionali come il Louvre e il Prado. E i numeri, in questo caso, sono eloquenti: circa un terzo dei prestiti messi in campo per la mostra riguardano opere che si “ricongiungono” per la prima volta in quattro secoli. Vera e propria ricostruzione di una raccolta frantumatasi nel tempo e nei luoghi.
Charles II: Art & Power, invece, non prevede prestiti. Tutti i dipinti del Re rimasero infatti al loro posto, conservati nella Royal Collection e fortunatamente non dispersi. Tra i pezzi chiave un ritratto di Carlo II eseguito da John Michael Wright intorno al 1676, un ritratto di Barbara Villiers, duchessa di Cleveland (del 1665 circa) firmato da Peter Lely, ma anche il Massacro degli Innocenti di Pieter Bruegel il Vecchio (1565-67). E non mancherà la risonanza mediatica, per un evento che è già destinato a fare opinione e richiamare le masse: sarà il critico d’arte Andrew Graham-Dixon a dedicare alla doppia esposizione uno spazio in tv, con una serie in quattro parti trasmessa dalla BBC.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.