Riapre al pubblico il Museo di Roma a Palazzo Braschi con un allestimento inedito. Via la scansione cronologica per far posto a un’esperienza di visita più coinvolgente, anche grazie all’ausilio di postazioni multimediali e contenuti video.

Un museo in grado di “rispecchiare” la città. Un luogo in cui Roma possa ritrovarsi, raccontarsi e riflettere, letteralmente e metaforicamente, sulla propria storia. È questo il concept alla base del nuovo Museo di Roma a Palazzo Braschi, che ha riaperto al pubblico alla fine di marzo proponendo un allestimento inedito delle proprie collezioni. Non un semplice restyling, ma una piccola rivoluzione nella concezione del museo stesso, che abbandona il tradizionale percorso cronologico a favore di un più coinvolgente e immediato allestimento tematico, reso più fruibile grazie all’ausilio di materiali video e postazioni multimediali. L’ambizioso progetto è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione, i servizi museali e il supporto dell’area progettazione di Zètema Progetto Cultura.
La risistemazione delle sale, che occupano il secondo e il terzo piano del settecentesco palazzo capitolino che affaccia su Piazza Navona (il primo piano è dedicato alle mostre temporanee), è stata messa a punto seguendo le linee guida della Sovrintendenza tracciate da Federica Pirani e dai curatori del museo, ed è stata affidata al team veneto Studio Visuale e a Francesco Stefanori, che si sono avvalsi anche della collaborazione dell’Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Architettura e dell’Istituto Luce Cinecittà.“Il fascino degli ambienti di Palazzo Braschi ci ha suggerito soluzioni mirate a impreziosire la comunicazione. La scelta dello specchio come superficie su cui scrivere è stata dettata da esigenze di amplificazione e di mimesi”, ha commentato Francesco Pia di Studio Visuale, “da un lato intendevamo amplificare i soffitti e gli affreschi, dall’altro volevamo un segno deciso che potesse essere allo stesso tempo distinguibile e integrato”.

LA STORIA A PORTATA DI DITO

L’uso di un vasto apparato multimediale arricchisce la visita e fa conoscere allo spettatore anche opere che non possono essere esposte per motivi di spazio o di conservazione: stampe antiche, fotografie e altri documenti possono essere visionati attraverso l’uso di quattro tavoli multimediali inseriti in diversi punti del percorso espositivo. Si tratta di supporti touchscreen che forniscono riferimenti e suggestioni sui luoghi della città, sui personaggi che l’hanno abitata e sui diversi fenomeni sociali che hanno caratterizzato le varie epoche. Tre di questi tavoli sono allestiti al secondo piano e seguono i temi delle sale, fornendo una chiave narrativa ed evocativa per i contenuti: la storia della città eterna prende vita nel racconto dei tanti “viaggi a Roma”, e nella descrizione delle tantissime feste e cerimonie pubbliche che allietavano il popolo sollevandolo dalle fatiche della vita quotidiana. Un quarto tavolo informativo si trova al terzo piano: qui si racconta invece la città moderna, a partire dal 1870 a oggi, con una straordinaria selezione di foto d’epoca provenienti dall’Archivio del Museo.

Questa apertura del museo alla cittadinanza segue una tendenza ormai inarrestabile confermata dalle più grandi istituzioni internazionali, dal MoMA di New York al Rijksmuseum di Amsterdam, che negli ultimi anni stanno portando avanti vasti progetti di digitalizzazione del patrimonio, rendendo poi disponibile l’accesso telematico ai propri archivi. Insieme al riallestimento, Palazzo Braschi mette a disposizione, al piano terra del museo, un Centro di Documentazione: qui si possono consultare gratuitamente, attraverso quattro postazioni dedicate, sia il database delle collezioni museali che i libri della Biblioteca. Infine, in due sale con ingresso da piazza San Pantaleo, c’è un’altra postazione multimediale con informazioni sul museo e una selezione delle opere esposte, oltre all’indicazione dei percorsi tattili dedicati al pubblico non vedente.

NUOVI CONTENUTI VIDEO

Quattro sono i contenuti video inediti realizzati in occasione della riapertura: il primo, visibile al piano terra in una saletta dedicata e aperto a tutti gratuitamente, è un filmato sulla storia di Piazza Navona realizzato da ETT S.p.A., azienda digitale genovese. Sette minuti per scoprire la storia di questo pezzo di Roma, vero cuore pulsante della città storica, raccontata utilizzando riprese, fotografie, ricostruzioni 3D e documenti d’archivio: dallo Stadio di Domiziano, la cui forma ancora si riconosce nel perimetro della piazza, ai film di Paolo Sorrentino, che ne La Grande Bellezza utilizza questi luoghi come suggestivo e malinconico scenario. Passando per il Medioevo, con i suoi mercati e i suoi monasteri, per le sfarzose feste barocche e per l’inaugurazione delle opere di Bernini e Borromini, capolavori che tuttora impreziosiscono la piazza. Viene inoltre raccontata l’antica e famosissima usanza, portata avanti fino al 1865, di inondare il bacino della piazza durante l’estate, andando a formare il famoso “lago di Piazza Navona”, un’attrazione e un luogo di ristoro per tutti i cittadini.

Altri video sono inseriti nel percorso di visita al terzo piano, dove si raccontano le vicende che hanno trasformato il volto della città con le demolizioni di fine XIX secolo e le modifiche avvenute durante il Ventennio fascista. Due dei filmati, prodotti dall’Istituto Luce con materiali originali dell’epoca e diretti dal regista Roland Sejko, sono dedicati alla costruzione di via dell’Impero e alla demolizione della Spina dei Borghi. Un terzo filmato, realizzato da Studio Visuale con contenuti a cura di Rossella Leone, è dedicato alla storia di Palazzo Braschi stesso, che viene ricostruita dalla sua fondazione fino a oggi.

– Valentina Tanni

Museo di Roma
ingresso da Piazza Navona 2 e da Piazza San Pantaleo 10 – 00186 Roma
martedì-domenica ore 10-19 
24 e 31 dicembre ore 10-14
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso: Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio
Tel 060608 – www.museodiroma.it

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.