A trecento anni dalla sua morte, la Germania celebra una donna, una ricercatrice, un’artista capace di unire scienza e creatività. Regalando al mondo naturale una gamma di nuove interpretazioni.

Trecento anni fa moriva l’artista tedesca Maria Sibylla Merian (1647-1717), figura femminile insolita della storia dell’arte, celebre soprattutto per le sue rappresentazioni di piante esotiche, fiori e insetti. Donna, madre, imprenditrice, dopo essersi separata dal marito parte, nel 1699, alla volta della colonia sudamericana del Suriname. La ragione di un viaggio così lungo e insidioso, durato più di due anni: osservare, raccogliere e disegnare piante, frutti, insetti e infiorescenze.
Figlia del celebre incisore svizzero Matthäus Merian il Vecchio, che morirà solo tre anni dopo la sua nascita, Maria Sibylla cresce con il patrigno Jacob Marell, pittore specializzato in nature morte a tema floreale. Sin dall’infanzia familiarizza con le tecniche dell’incisione, ampiamente utilizzate dal patrigno, e incomincia a coltivare bachi da seta, come racconta lei stessa nella prefazione alla Metamorphosis insectorum Surinamensium. All’età di 18 anni sposa il pittore Johannes Andreas Graff e nel 1670 si trasferisce a Norimberga dove, malgrado la legislazione cittadina limiti l’esercizio della professione di pittore ai soli uomini, inizia a eseguire piccoli lavori su carta e pergamena destinati a diversi committenti locali. È in questi anni che intorno a lei si raccoglie una cerchia di aspiranti pittrici come Clara Regina Imhoff e Magdalena Fürst, dedite allo studio e alla rappresentazione di infiorescenze e piccole piante e che vedono in Maria Sibylla, di famiglia medio-borghese e affermata, una mentore: è da quest’attività che scaturiscono le prime opere a stampa pubblicate dall’artista, il Das neue Blumenbuch (Il nuovo libro dei fiori), pubblicato in tre volumi tra il 1675 e il 1677, e la Der Raupen wunderbare Verwandlung und sonderbare Blumennahrung (La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi di fiori), dato alle stampe tra il 1679 e il 1683, e dedicato alle metamorfosi degli insetti, prima fra tutte quella del baco da seta in farfalla.

Maria Sibylla Merian (attr.), Bruco e insetti in ovale dorato, tecnica mista su pergamena, Kupferstichkabinett–Staatliche Museen zu Berlin, © bpk / Kupferstichkabinett, SMB / Volker-H. Schneider
Maria Sibylla Merian (attr.), Bruco e insetti in ovale dorato, tecnica mista su pergamena, Kupferstichkabinett–Staatliche Museen zu Berlin, © bpk / Kupferstichkabinett, SMB / Volker-H. Schneider

VIAGGI E DISEGNI

Nel 1685 Maria Sibylla si trasferisce con la madre e le due figlie in Olanda e divorzia dal marito. Ad Amsterdam, dove la nobiltà e l’alta borghesia collezionavano fiori esotici, tulipani e piante tropicali e ci si dedicava all’allestimento di uno degli orti botanici più importanti d’Europa, l’artista trova un ambiente molto interessato alla pittura floreale. Nel 1699, con il supporto del governatore del Suriname, Maria Sibylla parte con la figlia più giovane per la colonia sudamericana, dove rimarrà due anni. Ignorando i consigli di amici e conoscenti, che la mettevano in guardia sulle condizioni climatiche estreme, per due anni l’artista si stabilisce nella capitale Paramaribo, da dove effettua lunghe escursioni nella giungla e si dedica al disegno, alla raccolta di fiori e farfalle e a ricerche scientifiche. Tornata in Olanda, nel 1701 il borgomastro di Amsterdam fa esporre all’artista nel municipio cittadino le infiorescenze esotiche arrivate dal Suriname. Tra i numerosissimi disegni realizzati in Sudamerica, Maria Sibylla ne sceglierà sessanta che farà incidere per la Metamorphosis insectorum Surinamensium, un prezioso volume che la renderà celebre in tutta Europa.

SCIENZA E ARTE

Per i suoi studi scientifici sulla metamorfosi degli insetti e delle farfalle, Maria Sibylla Merian viene considerata una delle fondatrici dell’entomologia moderna, tant’è che ad esempio la sua distinzione tra farfalle e falene è tutt’ora valida nella botanica moderna. Ma non deve essere considerata soltanto una delle prime ricercatrici che hanno studiato in modo sistematico la flora e la fauna nel loro ecosistema, quanto anche un’artista dalle straordinarie capacità tecniche ed espressive. Fra i suoi ammiratori si annoverano sovrani come Pietro il Grande di Russia, che acquistò una grande quantità di disegni e schizzi preparatori tutt’oggi nelle collezioni dell’Ermitage.

Anonimo, Ritratto di Maria Sibylla Merian © bpk
Anonimo, Ritratto di Maria Sibylla Merian © bpk

LE MOSTRE

Nell’ambito delle celebrazioni del terzo centenario della sua morte, diversi musei dedicano mostre all’artista e naturalista tedesca in Germania, tentando di ricostruire l’impatto che l’attività pittorica di Maria Sibylla Merian ha avuto non solo sulle arti visive, ma anche sull’artigianato artistico e sull’illustrazione scientifica. Il Kupferstichkabinett di Berlino e lo Städel Museum di Francoforte sul Meno, i due musei di arti grafiche più importanti in Germania, presentano una mostra congiunta intitolata Maria Sibylla Merian e la tradizione dell’immagine floreale, incentrata su circa 150 opere che ripercorrono le trasformazioni formali e iconografiche dei motivi floreali nella cultura visiva dal Quattrocento alle soglie del Romanticismo. Particolarmente interessante è poi la mostra del museo di Wiesbaden, che espone al pubblico i preparati originali che Maria Sibylla Merian portò nei Paesi Bassi dal suo viaggio in Suriname, integrandoli in diorami allestiti in occasione della mostra. Infine, una mostra a Norimberga si focalizza sulle interconnessioni tra le stampe e i disegni a tema floreale e l’arte del ricamo.

Davide Ferri

Berlino // fino al 2 luglio 2017
Maria Sibylla Merian und die Tradition des Blumenbildes
KUPFERSTICHKABINETT
Matthäikirchplatz
www.smb.museum

Francoforte sul Meno // dall’11 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018
Maria Sibylla Merian und die Tradition des Blumenbildes
STÄDEL MUSEUM
Schaumainkai 63
www.staedelmuseum.de

Norimberga // fino al 29 aprile 2017
Maria Sibylla Merian. Blumen, Raupen, Schmetterlinge
STADTBIBLIOTHEK ZENTRUM
Gewerbemuseumsplatz 4
www.nuernberg.de

Wiesbaden // fino al 9 luglio 2017
Maria Sibylla Merian
MUSEUM WIESBADEN
Friedrich-Ebert-Allee 2
https://museum-wiesbaden.de

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Davide Ferri
Davide Ferri, nato a Bologna, è storico dell’arte. Ha compiuto gli studi in storia dell’arte, archeologia classica e teoria dell’immagine alla Humboldt-Universität di Berlino e all’Università di Basilea, laureandosi nel 2015 con una tesi su Jacopo Ligozzi. Ha collaborato con diverse istituzioni scientifiche quali il Kunsthistorisches Institut di Firenze, il Cluster of Excellence "Image Knowledge Gestaltung. An Interdisciplinary Laboratory" e il Dipartimento di Storia dell’Arte della Freie Universität di Berlino. Attualmente lavora al Census of Antique Works of Art and Architecture Known in the Renaissance con sede a Berlino.