Ventotto modi di lavorare la ceramica per raccontare a chi apparteniamo. La mostra a Milano 

Artisti da tutto il mondo, selezionati per la sesta edizione di Officine Saffi Award, indagano il rapporto tra identità, memoria e comunità. Il primo premio va al sudafricano Andile Dyalvane

È il tema dell’appartenenza, nelle sue molteplici declinazioni, a riunire i 28 finalisti della sesta edizione di Officine Saffi Award negli spazi dell’omonima Fondazione a Milano. Attraverso la ceramica contemporanea, le opere affrontano questioni legate al genere e all’identità, alla cultura e alla trasmissione del sapere. La selezione è stata effettuata tra oltre mille candidature provenienti da 41 Paesi e cinque continenti. Forms of Belonging esplora così la ceramica nelle sue diverse declinazioni, dall’arte contemporanea alla ricerca materica, dalla tradizione artigianale al collectible design.

Officine Saffi Award 6 exhibition “Forms of Belonging” at Fondazione Officine Saffi, from 30th September to 13th November 2026, ph. Alessandra Vinci, courtesy Fondazione Officine Saffi
Officine Saffi Award 20266 exhibition “Forms of Belonging” at Fondazione Officine Saffi, from 30th September to 13th November 2026, ph. Alessandra Vinci, courtesy Fondazione Officine Saffi

Andile Dyalvane e il primo premio di Officine Saffi Award 2026

Ad aggiudicarsi il primo premio, del valore di 10mila euro, è Andile Dyalvane (Sudafrica, 1978), che con iThwasa (The One Who is Blossoming) propone una riflessione sull’appartenenza come esperienza insieme intima e collettiva. Realizzata in collaborazione con la moglie Nkuthazo Alexis Dyalvane, l’opera entrerà nella collezione della Fondazione. La giuria internazionale, composta da figure provenienti dal mondo dell’arte, del design, della curatela e dell’editoria, ha infatti riconosciuto nel lavoro una particolare intensità espressiva e una sintonia profonda con il tema di questa edizione. Memoria, identità e discendenza si sedimentano in un corpo simbolico che si schiude a una dimensione rituale e spirituale, radicata nel rapporto con la comunità e le tradizioni da cui l’artista attinge. La forma si colloca in una zona di ambiguità fertile. Ha qualcosa di ancestrale, ma non appartiene a un passato immobile; appare estranea e, allo stesso tempo, profondamente connessa all’esperienza umana, rendendo visibili quei legami che attraversano le generazioni e contribuiscono a definire un senso di continuità.

“Forms of Belonging” e il bisogno umano di riconoscersi

Curata dalla Fondazione, Forms of Belonging mette in relazione le ricerche dei 28 artisti per indagare il bisogno umano di riconoscersi in un contesto, in una storia o in una rete di relazioni. Così le opere si muovono tra dimensione domestica e memoria collettiva, riferimenti culturali e sperimentazione formale, oggetti d’uso e presenze scultoree. In alcuni casi, la ceramica conserva la riconoscibilità di una funzione quotidiana; in altri, si emancipa dall’idea di utilità per diventare installazione. Accanto a Dyalvane, la selezione riunisce Jonathan Baldock, Phoebe Collings-James, Cody Hoyt, Benedikt Hipp, Agalis Manessi, Bisila Noha, Trude Westby Nordmark, Marta Pierobon e il duo italiano Ornaghi & Prestinari. E la presenza di pratiche consolidate insieme a percorsi emergenti contribuisce a far emergere le diverse modalità con cui la ceramica viene oggi interrogata e messa in relazione con altri linguaggi.

Premi e opportunità per la ceramica contemporanea alle Officine Saffi di Milano

Accanto al primo premio, l’edizione 2026 assegna sette opportunità di residenza e ricerca, sviluppate in collaborazione con istituzioni internazionali. I riconoscimenti vanno a Marta Pierobon (Italia, 1979), destinataria del Premio Residenza Bruckner Foundation in Svizzera; Trude Westby Nordmark (Norvegia, 1969), selezionata per Guldagergaard – International Ceramic Research Center in Danimarca; Krzysztof Strzelecki (Polonia, 1993), per la Fondazione Museo della Ceramica di Savona; Samantha Kerdine (Parigi, 1988), per il Taoxichuan Art Centre in Cina; Gerald Mak (Hong Kong, 1991) , per la Albuquerque Foundation in Portogallo; e Tomás Díaz Cedeño (Messico, 1983), per il Senter for Keramisk Kunst in Norvegia. A questi si aggiunge il Premio speciale per la residenza presso la Fondazione Officine Saffi, assegnato a Cody Hoyt (USA, 1980). Ma l’attenzione alle pratiche emergenti si traduce anche nello Young Artist Prize by Ottostumm | Mogs, premio acquisizione attribuito a Takumi Morozumi (Giappone, 1995) e Pan Loong (Cina, 1991). Novità di questa edizione è invece il Premio Tacchini, conferito a Bisila Noha (Spagna, 1988), artista spagnola originaria della Guinea Equatoriale.

Preservare la dimensione concreta dell’incontro attraverso la ceramica

“La ceramica conserva una qualità oggi particolarmente preziosa: in un’esperienza quotidiana sempre più mediata dall’iperrealtà della comunicazione, mantiene viva la relazione tra il gesto umano e la materia. Sperimentarla e sostenere la ricerca degli artisti significa preservare una dimensione concreta dell’incontro, attraverso cui continuare a orientarci nel mondo”, conclude Laura Borghi, presidente della Fondazione Officine Saffi.

Caterina Angelucci

Milano // Fino 13 novembre 2026
Forms of Belonging. Officine Saffi Award
FONDAZIONE OFFICINE SAFFI, Via G.B. Niccolini 35A, Milano
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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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