9 gallerie internazionali da scoprire alla fiera Artissima 2026 a Torino 

Dal Messico alla Lituania, passando per Croazia, Giappone e Germania: una selezione di realtà internazionali che raccontano la varietà delle ricerche artistiche contemporanee, tra linguaggi sperimentali, memoria storica e nuove tecnologie 


All’Oval Lingotto di Torino, ricerca e sperimentazione sono ancora una volta tra gli elementi che contraddistinguono Artissima, confermandone la vocazione internazionale e l’attenzione verso le nuove traiettorie dell’arte contemporanea. A emergere in questa edizione è anche la presenza di numerose gallerie provenienti dall’estero, con una particolare concentrazione di realtà asiatiche che contribuiscono ad ampliare lo sguardo sulle diverse geografie artistiche. Tra le tante proposte presenti in fiera, abbiamo individuato nove gallerie internazionali che, per provenienza, artisti rappresentati e progetti espositivi, meritano di essere scoperte.

Brugger – Klaus, Austria

Brugger – Klaus, Austria. Ph Irene Fanizza
Brugger – Klaus, Austria. Ph Irene Fanizza

Alla sua prima partecipazione ad Artissima, Brugger è tra le 17 gallerie internazionali selezionate nella sezione New Entries. La galleria presenta un progetto che riunisce cinque artisti: Billie Clarken, Melanie Ebenhoch, Oliver Laric, Peles Duo e Lukas Thaler. La selezione mette in dialogo posizioni artistiche differenti, passando dalle installazioni in materiali misti, alla pittura e alla scultura, restituendo una panoramica che trova come comune denominatore l’interesse per la trasformazione – formale e di significato – delle immagini nell’era contemporanea.

AV17 – Vilnius, Lituania

AV17 – Vilnius, Lituania. Ph Irene Fanizza
AV17 – Vilnius, Lituania. Ph Irene Fanizza

Per il terzo anno consecutivo, la galleria lituana AV17 torna ad Artissima con un progetto dedicato a Žilvinas Kempinas, artista che vive e lavora a New York dal 1997. Già rappresentante della Lituania alla Biennale di Venezia nel 2009 e vincitore del Premio Nazionale Lituano per la Cultura e le Arti nel 2012, Kempinas sviluppa una ricerca incentrata sulle relazioni tra movimento, spazio e percezione. Per la fiera presenta un’installazione concepita appositamente per lo stand, nella quale strutture dinamiche e forme essenziali mettono in discussione il rapporto tra opera e ambiente circostante. Un progetto che dialoga con il tema di questa edizione, esplorando la flessibilità del linguaggio artistico e la possibilità di superare i confini della percezione abituale.

Banda Municipal – Città del Messico, Messico

Banda Municipal – Città del Messico, Messico. Ph Irene Fanizza
Banda Municipal – Città del Messico, Messico. Ph Irene Fanizza

Fondata da Aleida Pardo e Tania Pardo, Banda Municipal è una galleria di arte contemporanea con sede a Città del Messico. Ad Artissima presenta il lavoro di Antonio Gritón e il suo Breve dizionario visivo del Nahuatl, progetto avviato nel 2009 per preservare e rendere visibile una lingua indigena messicana ancora parlata da circa un milione e mezzo di persone, ma sempre più minacciata. Il progetto comprende cinquanta dipinti di grande formato, realizzati su tessuti stampati, ciascuno dedicato a una parola in nahuatl, accompagnata dalla relativa denominazione in spagnolo. Attraverso colori, immagini e parole, Gritón ha utilizzato la pittura come uno strumento di memoria e trasmissione culturale, richiamando l’attenzione sul rischio di scomparsa di un patrimonio linguistico e identitario.

Trotoar – Zagabria, Croazia

Trotoar – Zagabria, Croazia. Ph Irene Fanizza
Trotoar – Zagabria, Croazia. Ph Irene Fanizza

La galleria croata Trotoar presenta ad Artissima 2026 uno stand monografico dedicato a Kristian Kožul, intitolato 1573. Il progetto site specific riunisce nuove opere, tra oggetti e lavori su carta, ispirate alla rivolta dei contadini del 1573, scoppiata in alcune regioni della Croazia settentrionale e della Slovenia contro il sistema feudale. Attraverso un immaginario volutamente grottesco, fatto di simboli del potere deformati e figure caricaturali, Kožul affronta un episodio storico segnato da violenza e repressione. Ne nasce un ambiente immersivo e straniante contraddistinto dal colore giallo che riempie tutte le pareti dello stand, in contrasto con dipinti, sculture e installazioni.

Meessen – Bruxelles, Belgio

Meessen – Bruxelles, Belgio. Ph Irene Fanizza
Meessen – Bruxelles, Belgio. Ph Irene Fanizza

Per Artissima 2026, Meessen presenta un dialogo tra le opere di Namsal Siedlecki e Claudio Parmiggiani, due artisti che, attraverso linguaggi e generazioni differenti, indagano le trasformazioni della materia e le tracce lasciate dal tempo. La selezione si concentra su processi instabili di trasformazione, cancellazione e accumulo, nei quali il gesto iniziale dell’artista lascia progressivamente spazio all’azione degli elementi naturali, come il fuoco e l’acqua. Una proposta che mette al centro la dimensione processuale del fare artistico, interrogando il confine tra controllo e casualità.

A+ Works of Art – Kuala Lumpur, Malesia

A+ Works of Art – Kuala Lumpur, Malesia. Ph Irene Fanizza
A+ Works of Art – Kuala Lumpur, Malesia. Ph Irene Fanizza

Nella sezione Present Future, dedicata alla ricerca artistica emergente, A+ Works of Art presenta un progetto monografico dell’artista Hu Yun, intitolato Laliguras. L’installazione nasce da materiali vegetali grezzi raccolti dall’artista durante le proprie ricerche sul campo, successivamente trasformati attraverso un processo di placcatura in nichel. Il progetto si sviluppa a partire dall’interesse di Hu Yun per la flora tropicale e per le cosiddette superpiante iperaccumulatrici, capaci di assorbire e concentrare grandi quantità di metalli dal terreno. Tra i riferimenti della ricerca figura l’Alyssum murale, pianta incontrata sulle rive del lago di Ocrida, nei Balcani.

Gallery Side 2 – Tokyo, Giappone

Gallery Side 2 – Tokyo, Giappone. Ph Irene Fanizza
Gallery Side 2 – Tokyo, Giappone. Ph Irene Fanizza

Dopo alcune edizioni di assenza, la giapponese Gallery Side 2 torna ad Artissima presentando il lavoro di Peter McDonald. L’artista propone dipinti e opere su carta realizzati con acrilico, gouache e glitter, caratterizzati da colori intensi, composizioni essenziali e prospettive giocose. La sua ricerca si concentra sulla vita e i gesti quotidiani, osservati attraverso situazioni e personaggi che sembrano muoversi in un universo sospeso tra realtà e immaginazione. Un linguaggio figurativo dove ironia e colore diventano strumenti per raccontare le relazioni e le abitudini della società contemporanea.

Management – Bruxelles, Belgio | Present Future

Management – Bruxelles, Belgio | Present Future. Ph Irene Fanizza
Management – Bruxelles, Belgio | Present Future. Ph Irene Fanizza

Sempre nella sezione Present Future, la galleria Management presenta il lavoro di Mary-Audrey Ramirez, artista lussemburghese con base a Berlino, nota per le sue creature immaginarie e per gli ambienti immersivi che costruisce attraverso installazioni digitali e sculture tessili. Ad Artissima porta per la prima volta in una fiera d’arte un’installazione composta da diverse creature in tessuto, caratterizzate da superfici lucide, tonalità scure e forme appuntite. Attraverso un approccio installativo, l’artista affronta temi come il cambiamento climatico, l’antropocentrismo e le conseguenze dell’evoluzione tecnologica, costruendo mondi ambigui nei quali il gioco si intreccia con una riflessione critica sul futuro del pianeta.

Sies + Höke – Düsseldorf, Germania

 Sies + Höke – Düsseldorf, Germania. Ph irene Fanizza
Sies + Höke – Düsseldorf, Germania. Ph irene Fanizza

La galleria tedesca Sies + Höke porta ad Artissima il lavoro del duo artistico Hedda Roman, composto da Hedda Schattanik e Roman Szczesny, la cui ricerca esplora le intersezioni tra arte, tecnologia e linguaggio. Nello stand in fiera sono presentate opere che combinano superfici in gesso, tessuti e stampe generate attraverso l’elaborazione casuale di dati con l’intelligenza artificiale. La collaborazione si estende oltre i confini dell’Oval grazie al programma di progetti speciali in città, con la presentazione di I Left Something in the Woods (2025), un cortometraggio in 4K HDR proiettato sulla facciata dell’edificio dell’ex Giardino Zoologico, nel Parco Michelotti. Accompagnato dalla colonna sonora di DECHA (Viktoria Wehrmeister), il video mette in scena figure umane e creature spettrali in un paesaggio domestico trasformato in rovina. Attraverso immagini monocromatiche, strutture cristalline e atmosfere sospese, Hedda Roman costruisce una dimensione temporale in cui passato e futuro si sovrappongono, interrogando il rapporto tra memoria, tecnologia e scomparsa.

Valentina Muzi

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

Scopri di più