L’artista Mimmo Paladino ha dipinto il Palio della Quintana di Foligno riempiendo il drappo di simboli di pace
Paladino è con Luigi Frappi e Sissi tra gli artisti invitati a interpretare il drappo assegnato ai vincitori della storica Giostra che si ripete a giugno e settembre (quest’anno anche a maggio) nella cittadina umbra. Dal 2014, l’arte contemporanea contamina la rassegna tradizionale
A Foligno, prosegue da oltre dieci anni la consuetudine di affidare a pittori contemporanei la realizzazione dei drappi destinati ai vincitori della storica Giostra della Quintana, rievocazione seicentesca che ogni estate si ripete con due appuntamenti, a giugno e settembre (rispettivamente “Sfida” e “Rivincita”).
L’arte contemporanea alla Giostra della Quintana di Foligno
Un’iniziativa nata nel 2014, da un’intuizione di Nino Formica, e coordinata dalla docente e storica dell’arte Marta Silvi e dal collezionista e art producer Pier Luigi Metelli. La Giostra – i cui tornei cavallereschi evocano la storia della cittadina umbra – è diventata così un’occasione per sondare lo stato di salute della pittura in Italia, con l’avvicendarsi negli anni di autori come Adelaide Cioni, Thomas Braida e Matteo Fato. Nel 2023 sono arrivati a Foligno per lavorare sul progetto Dario Agati e Flavio Favelli, mentre il 2024 ha visto protagonisti Diego Miguel Mirabella e Roberto de Pinto. Il 2025, prima con Andrea Polichetti e a settembre con Lulù Nuti e Floating Beauty (Simone Testi), ha introdotto un elemento di novità: il drappo della Rivincita è diventato un grande guanto double face inno all’inclusione, con il coinvolgimento di ragazze e ragazzi con disabilità seguiti dall’Associazione Elle Elle.
80 anni di moderna Giostra della Quintana. La pubblicazione per raccontarla
Un’edizione dopo l’altra, gli artisti invitati entrano in connessione con la storia e l’identità culturale di Foligno, elaborando i loro progetti per il drappo nel corso di visite e residenze in città da cui trarre ispirazione: “Il tema su cui riflettere è rimasto costante, la Quintana e i suoi simboli, come anche il formato richiesto, generalmente 100×200 cm, mentre i risultati sono stati sempre sorprendentemente eterogenei e inaspettati, sebbene fedeli al linguaggio del singolo artista quanto ai riferimenti del contesto specifico”, spiega Marta Silvi. Un percorso progettuale che l’edizione 2026 celebrerà in modo speciale, nell’ambito dei festeggiamenti per gli 80 anni dalla prima Giostra moderna (1946-2026), da quest’anno inclusa anche nella legge regionale sulle imprese culturali che la tutela come bene costitutivo del patrimonio immateriale dell’Umbria, e per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che a Foligno si spogliò di parte dei suoi averi. L’Ente Giostra ha infatti deciso di realizzare una pubblicazione (edita da Orfini Numeister) per raccogliere la storia degli 80 anni dei palii della Quintana, raccontando anche i drappi d’artista realizzati finora, con schede dedicate, immagini, biografie degli artisti coinvolti e un apparato critico di testi elaborati da Marta Silvi, Carla Capodimonti, Antonio Grulli, Pierluigi Metelli e Italo Tomassoni.
I palii della Quintana di Foligno 2026: Luigi Frappi e Sissi
La pubblicazione sarà presentata tra ottobre e novembre, ma intanto la città si appresta a celebrare la giostra della Rivincita, che si terrà il 12 e 13 settembre, svelando il drappo realizzato da Mimmo Paladino (Paduli, 1948). I precedenti appuntamenti del 2026 – il palio straordinario di maggio e la Sfida – hanno coinvolto rispettivamente il pittore Luigi Frappi (Foligno, 1938), già in passato alle prese con l’ideazione del drappo (nel 1984, per l’edizione speciale del 1992 e nel 2019 per il Palio della Giostra della Solidarietà) e Sissi (Daniela Olivieri; Bologna, 1977). A maggio Frappi ha presentato Senza titolo, racconto visivo affidato ai simboli della Giostra, per omaggiare l’anima barocca di Foligno. Mentre Sissi, con il suo drappo Radicale, ha portato al Palio una sintesi della sua pratica di anatomia relazionale, interpretando la Giostra come un organismo vivente: al centro spicca, quindi, una fioritura Linguale, ibrido umano-vegetale capace di percepire e restituire la complessità del mondo attraverso i sensi, generato dall’intreccio degli anelli. Così l’anello si fa nodo, e il nodo si fa fioritura.
Il drappo di Mimmo Paladino per il Palio della Rivincita 2026
Mimmo Paladino, invece, che solo un anno fa si cimentava con l’elaborazione del Palio di Feltre (firmando un drappo che interpretava il tema dell’edizione 2025 della rassegna, Sogno e realtà), a Foligno porta un messaggio di pace. L’artista più celebre del movimento della Transavanguardia aveva già lavorato in città nel 2009, alle 14 stazioni della Via Crucis nell’ambito del progetto per la Chiesa di San Paolo Apostolo progettata da Fuksas. Al Palio della Rivincita presenta un Senza Titolo inno alla natura e ai simboli della pace: una testa di cavallo, rami di ulivo e nastri colorati arcobaleno riempiono lo spazio giustapposti su un fondo bianco, evocando il mondo del mito e dell’archetipo che è caro a Paladino.
Domenica 13 settembre, il suo drappo incoronerà il vincitore (e la relativa contrada) del torneo atteso per il pomeriggio, culmine della rassegna che nella giornata di sabato vedrà sfilare per le vie della città il corteo storico.
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