A Foligno una grande mostra sul sodalizio dimenticato di due maestri del Novecento

Il progetto al CIAC di Foligno offre una lettura nuova e originale dei percorsi di Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani che, pur restando autonomi, continuano ancora oggi a interrogare con forza il nostro presente. Fino al 27 settembre

Due maestri assoluti, un legame sotterraneo che ha segnato il Novecento. Al CIAC di Foligno, in Umbria, è in corso fino al 27 settembre Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile, un viaggio straordinario attraverso oltre 70 capolavori museali che mette a confronto due pilastri assoluti del Novecento italiano: Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani. Non si tratta di una semplice doppia retrospettiva, ma di un progetto scientifico dal taglio originale che svela un legame artistico e umano rimasto a lungo nell’ombra.

Un tesoro di oltre settanta capolavori museali

Ciò che rende la mostra al CIAC un evento eccezionale è la qualità filologica della selezione. I curatori Italo Tomassoni e Giovanni Granzotto sono riusciti a riunire oltre settanta opere d’arte di straordinaria rarità, molte delle quali difficilmente accessibili al grande pubblico. Il percorso espositivo crea un corto circuito temporale perfetto, mettendo in dialogo ravvicinato la delicatezza e il rigore geometrico dei capolavori degli Anni Venti e Trenta di Guidi con la produzione più radicale, graffiante e libera che Tancredi realizzò tra gli Anni Cinquanta e Sessanta.

Tancredi Parmeggiani, senza titolo,1952, olio e tecnica mista su carta intelata, cm 65x85. Foto CIAC di Foligno
Tancredi Parmeggiani, senza titolo,1952, olio e tecnica mista su carta intelata, cm 65×85. Foto CIAC di Foligno

Guidi e Tancredi: equilibrio contro inquietudine a Foligno

La vera forza dell’allestimento risiede nel confronto serrato tra due modi antitetici, eppure segretamente vicini, di interpretare la tela. Da una parte incontriamo la poetica strutturata di Guidi: un mondo fondato su un equilibrio lirico, sul controllo formale e su un legame indissolubile con la luce trasparente di Venezia. Dall’altra veniamo travolti dall’universo visionario di Tancredi, la cui pittura si manifesta come un campo di tensioni psicologiche estreme, una scrittura cromatica frammentata, nervosa, specchio fedele dell’instabilità della coscienza contemporanea.

Tancredi Parmeggiani, I matti, 1960, tecnica mista su carta, cm172x152. Foto CIAC di Foligno
Tancredi Parmeggiani, I matti, 1960, tecnica mista su carta, cm172x152. Foto CIAC di Foligno

Il commento dei curatori della mostra al CIAC di Foligno

Per comprendere appieno la profondità di questo percorso, i due curatori offrono chiavi di lettura complementari che riassumono perfettamente l’essenza dei due artisti: Italo Tomassoni, per esempio, spiega il dialogo tra i due maestri prendendo in prestito la metafora psicanalitica del Nodo Borromeo di Jacques Lacan,un intreccio tra reale, simbolico e immaginario che diventa chiave di accesso alle profondità dell’essere e della creazione artistica. In Guidi questa struttura si organizza armonicamente nella sintesi di luce, forma, colore e spazio; in Tancredi, invece, si contrae fino a trasformarsi in una tensione psicologica estrema, in una pittura che registra il dramma dell’esistenza e l’instabilità della coscienza contemporanea”. Giovanni Granzotto, invece, definisce la distanza e il punto di contatto tra le due visioni. Da un lato Guidi “attraversa il secolo esplorando la luce e la natura con lo sguardo rivolto alla storia e al futuro”. Dall’altro Tancredi, descritto come “un uragano leggero“, trasforma la tela in un campo mentale di pura energia e angoscia. “È in questa distanza che nasce il loro invisibile punto di contatto: la necessità profonda di fare della pittura una forma assoluta di verità interiore”.

Tancredi Parmeggiani, senza titolo, 1958, olio su tela. Foto CIAC di Foligno
Tancredi Parmeggiani, senza titolo, 1958, olio su tela. Foto CIAC di Foligno

Le radici storiche di un sodalizio dimenticato

L’esposizione ha il merito di ricordare al pubblico che il “nodo” tra i due maestri non è una suggestione critica astratta, ma una realtà storica documentata. Fu proprio Virgilio Guidi, nel 1949, a riconoscere per primo il talento cristallino del giovanissimo Tancredi, presentandolo alla sua prima mostra personale a Venezia. Un filo di stima reciproca che continuò a dipanarsi nel tempo, intercettando nel 1953 le sale della Galleria del Naviglio a Milano e lo sguardo lungo di Peggy Guggenheim, che di Tancredi divenne la celebre e appassionata sostenitrice.

Claudia Giraud

Foligno (PG) // fino al 27 settembre
Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile
CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea), Via del Campanile, 13
http://www.museifoligno.it/i-musei/ciac-centro-italiano-arte-contemporanea

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

Scopri di più