A Venezia una tela settecentesca dialoga con la storica dimora di Palazzo Cini. La storia
Fino al 27 settembre 2026 la tela di Pompeo Girolamo Batoni abita gli spazi della storica dimora di Vittorio Cini, nell'ambito dell'iniziativa “Ospite a Palazzo”, giunta alla sua decima edizione
Un nuovo capolavoro del Settecento italiano entra nelle sale di Palazzo Cini a San Vio, a Venezia. Si tratta di Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo, dipinto realizzato da Pompeo Girolamo Batoni (Lucca, 1708 – Roma, 1787) tra il 1740 e il 1743 e da oggi protagonista della decima edizione di Ospite a Palazzo, il programma della Fondazione Giorgio Cini che accoglie temporaneamente opere provenienti da collezioni e istituzioni italiane e internazionali. L’opera resterà esposta fino al 27 settembre grazie alla collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Centro delle Arti Lucca.

Dieci anni di “Ospite a Palazzo” della Fondazione Giorgio Cini
Giunto alla sua decima edizione, Ospite a Palazzo rappresenta uno dei progetti più consolidati della Fondazione Giorgio Cini per la valorizzazione e il dialogo tra collezioni d’arte. Avviata nel 2014, l’iniziativa arricchisce il percorso della Galleria di Palazzo Cini attraverso l’esposizione di opere concesse in prestito straordinario, inserite nel contesto della casa museo di Vittorio Cini. Nel corso degli anni il programma ha ospitato capolavori di artisti come Agnolo Bronzino, Lorenzo Lotto, Francesco Guardi, Andrea Mantegna, Paolo Uccello, Bernardo Bellotto, Artemisia Gentileschi e Antoon van Dyck, offrendo nuove chiavi di lettura alla collezione permanente e creando occasioni di confronto tra scuole, epoche e linguaggi artistici.

L’opera di Pompeo Girolamo Batoni in mostra a Palazzo Cini a Venezia
Con l’arrivo della Minerva, Palazzo Cini accoglie una delle testimonianze più alte della maturità pittorica di Batoni, artista che i contemporanei definirono un “nuovo Raffaello”. Nato a Lucca nel 1708 e attivo prevalentemente a Roma, il pittore fu tra i protagonisti della scena artistica europea del XVIII Secolo, richiesto da papi, sovrani e aristocratici per opere religiose, mitologiche, storiche e per i suoi celebri ritratti. La presenza del dipinto a Venezia rinnova inoltre il dialogo ideale tra due città storicamente legate da una comune vocazione commerciale e culturale.
Il legame tra Venezia e Lucca nelle parole di Luca Massimo Barbero
“La presenza a Palazzo Cini di quest’opera di Pompeo Batoni ci ricorda come Venezia e Lucca siano storicamente legate: è sorprendente come siano accomunate dalla potente vocazione commerciale e da un virtuoso modello di governo repubblicano”, spiega il direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, Luca Massimo Barbero. “Il dipinto, vero capolavoro dell’arte del Settecento italiano, trova qui un contesto raffinato e intimo, in perfetta sintonia con i magnifici pezzi della collezione Cini. Un luogo privilegiato per accogliere capolavori capaci di raccontare le sottili trame che s’instaurano tra raccolte artistiche affini per valore, storia e significato”.
Una scena dalle Metamorfosi e una lunga storia collezionistica
Il soggetto dell’opera deriva dalle Metamorfosi di Ovidio e raffigura il momento in cui il titano Prometeo modella una figura umana in creta mentre la dea Minerva le dona la vita attraverso una farfalla, simbolo dell’anima. La composizione, ispirata a celebri modelli dell’antichità classica, fu realizzata per il marchese Lodovico Sardini di Lucca insieme al pendant Atalanta piange Meleagro morente. La lunga elaborazione del progetto è documentata da una fitta corrispondenza tra committente e artista: occorsero infatti tre anni per completare entrambe le tele e consegnarle nel novembre 1743 con le cornici progettate dallo stesso Batoni. Passata in seguito ai conti Minutoli-Tegrimi e successivamente sul mercato antiquario, l’opera ha rischiato di lasciare definitivamente la città di Lucca, prima di essere acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ne ha così garantito la tutela e la valorizzazione pubblica.
Ospite a Palazzo
Palazzo Cini
Campo San Vio, 864 Venezia
Fino al 27 settembre 2026
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