Come ci raccontiamo il mondo? La mostra di Chloe Wise a Basilea prova a rispondere

Un allestimento immersivo, video-installazioni visionarie, riflessioni sulle narrazioni che sottendono alla realtà. Tutto questo nella mostra dell’artista canadese Chloe Wise, alla Fondazione KBH.G di Basilea fino al 6 settembre

Di fronte all’Ospedale universitario di Basilea, il più grande centro sanitario della Svizzera nord-occidentale, senza che siano stati effettuati grandi interventi architettonici, dal 2019 è attiva la fondazione KBH.G. È qui che Chloe Wise (Montreal, 1990; vive e lavora a New York) presenta ora il suo ambizioso progetto filmico. Extrasensory è stato reso possibile dai mezzi non indifferenti messi a disposizione dalla Kulturstiftung Basel H. Geiger | KBH.G avviata dalla filantropa Sibylle Geiger (1930–2020): la fondazione prende il nome dall’imprenditore farmaceutico Hermann Geiger da cui Sibylle nel 2004 ereditò una fortuna. KBH.G produce esposizioni che offrono una piattaforma per l’arte e la cultura alla città di Basilea e ai suoi visitatori. Sono mostre che prevedono ingressi e cataloghi gratuiti, cosa davvero non comune visto l’impegno profuso: quello dedicato a Wise, ad esempio, è un libro d’artista che prevede sino a venti contributi di scienziati, teorici e artisti (segnalo tra gli altri il breve saggio di Tony Ousler), raccolti in 250 pagine in grande formato, illustrate con centinaia di immagini e disegni, molti dei quali non reperibili in mostra.

La facciata della Kulturstiftung Basilea H. Geiger | KBH.G © KBH.G
La facciata della Kulturstiftung Basilea H. Geiger | KBH.G © KBH.G

Chi è Chloe Wise

Wise è un’artista multidisciplinare la cui pratica comprende pittura, scultura, video e installazione. Si è fatta notare, ancora giovanissima, esibendo calchi di alimenti dipinti a mano, poi assemblati in oggetti scultorei spiazzanti: opere in equilibrio tra permanenza e caducità, finzione e realtà. Così è accaduto per Pissing, shmoozing and looking away tenutasi nel 2005 presso Galerie Division a Toronto e poi per Full-Sized Body, Erotic Literature (2015) alla Retrospective Gallery di Hudson, New York. Wise più di recente si è avvicinata alla ritrattistica esplorandone i meccanismi di costruzione dell’identità: così come è accaduto nella personale Myth Information tenuta da Almine Rech a New York (2025). Lo ha fatto, con una certa dose di umorismo, richiamandosi tanto ai tableaux canonici della storia dell’arte (da Caravaggio alla santeria cristiana popolata da figure con lo sguardo rivolto al cielo) quanto alle visioni proposte dalla comunicazione dei marchi multinazionali (in particolare quelli della moda): un modo per esplorare l’interazione tra consumismo, immagine corporea e produzione visiva.

La mostra di Chloe Wise a Basilea

Per Extrasensory Wise propone un allestimento immersivo a tre fasi. Dalla strada si accede in qualcosa di simile a un polveroso e disordinato negozio di souvenir, colmo di anticaglie per lo più a tema religioso. Superata una soglia ulteriore si accede a uno spazio “vuoto” ma illuminato in modo da ricordare il backstage di una sala trucco, che prelude all’accesso finale, quello dove si sviluppa il cuore dell’esposizione. Qui il visitatore viene avvolto dall’ installazione video PsyFi, proiettata su tre grandi schermi. Le immagini in movimento creano un ambiente cinematografico in evoluzione, che immerge in un fitto intreccio di visioni. Se la pratica precedente di questa artista interrogava l’intreccio tra rappresentazione e desiderio, in questa occasione l’attenzione si sposta sull’intersezione tra esperienza sensoriale, sistemi di credenze e strutture narrative. Wise si concentra sui momenti in cui la spiegazione razionale non basta più. Da sempre, le società si affidano alla mitologia, alla religione e al racconto speculativo per dare una forma all’ignoto. Così l’artista ha introdotto figure che evocano angeli, entità soprannaturali o apparizioni tecnologiche, esseri alieni, spiriti, demoni, la morte, il sesso, o la cosa più spaventosa di tutte, il nulla.

Veduta dell'allestimento, Extrasensory - Chloe Wise, Kulturstiftung Basel H. Geiger, 2026, ph: Kulturstiftung Basilea H. Geiger | KBH.G
Veduta dell’allestimento, Extrasensory – Chloe Wise, Kulturstiftung Basel H. Geiger, 2026, ph: Kulturstiftung Basilea H. Geiger | KBH.G

L’installazione PsyFi di Chloe Wise

PsyFi è a tutti gli effetti un’evoluzione dell’iconografia pittorica di Wise, ma attinge pure all’estetica del cinema e della televisione della fine del XX secolo: il registro perturbante rafforza la riflessione critica sulla persuasione, la fantasia e l’immaginario di massa. È significativo come, anche in questo caso, gruppi di soggetti che appaiono a più riprese tengano lo sguardo rivolto verso l’alto: l’artista non dice cosa vedono. Ma in questo momento storico di collasso e crisi, quando i contenuti dei nostri schemi mentali cominciano a vacillare, si attivano antichi riflessi. Durante la presentazione dell’esposizione lo scorso giovedì 12 maggio Wise non ha mancato di ricordare l’uscita nel medesimo giorno della pellicola di Steven Spielberg di Disclosure Day.

Aldo Premoli

Basilea // Fino al 6 settembre 2026
Chloe Wise. Extrasensory
KBH.G – Spitalstrasse 18
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Aldo Premoli

Aldo Premoli

Milanese di nascita, dopo un lungo periodo trascorso in Sicilia ora risiede a Cernobbio. Lunghi periodi li trascorre a New York, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e…

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