Cosa accade quando il segno appare per la prima volta? La mostra di Matteo Capriotti a Roma
Fino al 28 giugno 2026 gli spazi di Casa Vuota al Quadraro sono abitati dalle opere dell’artista abruzzese, riunite nella sua prima mostra personale dal titolo “Big bang”
Le immagini si presentano instabili, germinali, intente a definire la propria connotazione per poi espandersi e occupare lo spazio della tela, e non solo. Così potremmo definire le opere che abitano gli spazi di Casa Vuota, lo spazio espositivo indipendente di Via Maia 12 al Quadraro, firmate da Matteo Capriotti (Tortoreto Lido, Teramo, 1996). Visibile sino al 28 giugno, Big bang si configura come un dispositivo di indagine sul segno, inteso come primo atto generativo del disegno, per poi svilupparsi nella pittura e accompagnare il pubblico alla scoperta dell’immaginario onirico del giovane artista.
La mostra di Matteo Capriotti da Casa Vuota a Roma
Ad accogliere i visitatori sono i disegni, che introducono “alla condizione primaria del segno”, come sottolinea Capriotti. Tratti che lasciano emergere figure ora assorte, ora abbracciate, altre ancora in attesa di assumere una forma definita.
Successivamente, a “cambiare aspetto” è lo spazio espositivo, che subisce una vera e propria “torsione percettiva”. Il pavimento viene infatti trasformato in una scacchiera che altera l’ambiente domestico che contraddistingue Casa Vuota, creando “una superficie mentale, un luogo liminale in cui l’immagine oscilla tra presenza reale e illusione”.
A enfatizzare questa alterazione sono due grandi tele poste l’una di fronte all’altra, che raffigurano rispettivamente un disegno monumentale e un dipinto che replica la stanza, accentuandone la deformazione e realizzando un vortice prospettico capace di risucchiare ciò che contiene.
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L’unione tra segno, disegno e pittura in Matteo Capriotti
Dopo un “finto” collasso dell’immagine, questa riemerge nell’ultima sala diventando protagonista. Qui luci, incendi e scintille accendono tele di grande e piccola dimensione, fino a culminare in un grande abbraccio tra due figure che emergono dal colore, facendosi portavoce dell’unione tra segno e pittura in un unico elemento.
Parola all’artista
“Il ‘Big Bang’ evocato dal titolo non allude tanto a un evento cosmologico quanto a un processo pittorico: il momento in cui un segno inaugura una costellazione di immagini, relazioni e possibilità di spazio”, spiega l’artista Matteo Capriotti. “Tutto nasce da una domanda elementare e vertiginosa: cosa accade quando un segno appare per la prima volta? ‘Big Bang’ prende forma come una riflessione sul momento originario dell’immagine, su quel punto di intensità in cui il gesto pittorico smette di essere traccia e comincia a produrre spazio. Casa Vuota diventa il luogo di questa nascita, un ambiente domestico che si trasforma progressivamente in campo di forze visive”.
Valentina Muzi
Big bang – Matteo Capriotti
Via Maia 12, Quadraro (Roma)
Fino al 28 giugno 2026
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